Lunedì 10 giugno 2019 il Consiglio comunale ha ricordato Paolo Bernagozzi, scomparso nella giornata di ieri domenica 9 giugno.

Al termine dell’intervento del consigliere Claudio Mazzanti l’Aula ha osservato un minuto di silenzio.

Il civico Gonfalone sarà presente, mercoledì 12 giugno, ai funerali dell’ex assessore.

Il cordoglio del Sindaco Virginio Merola.

Di seguito l’intervento di commemorazione del consigliere Mazzanti.

Intanto voglio salutare i familiari di Paolo, che conosco personalmente e voglio qui in quest’Aula ricordarlo, perché mi sembra il posto giusto per ricordare Paolo.

Paolo Bernagozzi è la figura di una persona, di un amministratore pubblico, che non era solo un semplice amministratore, ma una persona come molti della sua generazione del 1938/39, che interpretavano la vita politica a favore dei cittadini, a favore della popolazione e tutto quello che faceva aveva sempre una funzione di servizio. Quella generazione ha costruito questa città. Amministratori io e Paolo – io più giovane di lui – me lo ricordo bene quando, elettricista, operaio, finito il lavoro, veniva insieme a noi studenti a costruire pezzi dello Stato sociale: centri ricreativi, zone di gioco.

Paolo era un calciatore, giocava nello Spartak e quel centro sportivo è stato costruito anche da lui e quindi lo ricordiamo bene, chi ha vissuto quotidianamente queste realtà. Così come il Cesarini. Voi pensate che ogni ragazzo portava una pietra e migliaia e migliaia di pietre costruirono quel centro importante. Una Casa del Popolo, che aveva una scritta, con tutti quelli che hanno partecipato alla sua costruzione e alla sua realizzazione. Ancora, il parco delle Caserme Rosse, oggi è un parco, è un luogo di svago, è un pezzo importante di una politica sociale, che lì ha realizzato una casa di riposo per persone malate di Alzheimer. Quella era una zona abbandonata dai militari completamente e con Paolo, insieme a tanti, De Togni, il sottoscritto e tanti altri, facemmo un’azione, occupammo quel posto e grazie all’intervento del Paolo amministratore, così come di altri, facemmo un accordo con i militari: loro ebbero gli alloggi dentro le Caserme Rosse in una parte isolata, perché il resto era completamente abbandonato e oggi quel posto è un parco. Paolo era così.

Paolo era un amministratore che quando finiva di fare l’Assessore veniva con noi a montare impianti elettrici, impianti idraulici e non è che perché faceva l’Assessore aveva smesso di fare quello che faceva prima, no, ha sempre continuato con costanza, sempre in mezzo alla gente e per la gente, non si è mai tirato indietro. Con lui abbiamo vissuto anche dei momenti molto tesi. Ricordo il ‘77, quando a Bologna ci furono pesanti provocazioni. Che dire quando fummo tutti chiamati in riunioni, in questo caso di partito, dove l’ordine era molto chiaro: tutti noi dovevamo operare, ognuno nel proprio ambito, per scoprire e denunciare tutti quelli che avevano atteggiamenti vicini ad attività terroristica. Ricordo che molti allora ragionavano “né con lo Stato né con le BR”. Con Paolo e tanti altri fummo sentinelle vigili, militanti che mai hanno lasciato passare provocazioni e ce ne furono non poche. Ma avevamo la stazza, avevamo la convinzione e per questo molte volte ci siamo trovati anche in difficoltà, ma non abbiamo mai fatto un passo indietro, mai. Questa è la storia di persone come lui, che quotidianamente hanno svolto il lavoro di amministratore, il lavoro di cittadino impegnato a favore degli altri e di compagno. Questo è stato Paolo Bernagozzi, nei momenti anche difficili perché ci sono stati momenti difficili nella vita politica nostra, abbiamo passato dei momenti particolari.

Ricordo il momento della svolta, quando si sciolse il Partito Comunista Italiano, o in altri momenti dove si dovevano prendere delle decisioni anche difficili e lui, come Assessore, gestì situazioni difficili. Però era sempre lui. Finita quella riunione, finito quell’incontro, lo trovavamo alla Casa del Popolo, lo trovavamo a fare volontariato in una scuola, lo trovavamo in un parco a discutere con i cittadini, all’ippodromo a discutere su come gestire al meglio e aprire l’ippodromo ai cittadini, cosa che fu fatta e oggi è un patrimonio di tutti.

Questo era Paolo l’amministratore, l’Assessore, il Consigliere comunale, il Presidente di Quartiere ed è stato una scuola per tutti noi. Io lo conobbi, tutti e due della Bolognina, la mia militanza inizia nel ’68, all’interno di gruppi della sinistra parlamentare e un incontro che avemmo, io studente dell’Istituto Tecnico, gli volevo insegnare cosa significavano certi passaggi del marxismo e a lui, come anche ad altri a me molto vicini, dicevo che loro non avevano capito nulla, ma che noi, giovani leoni, avevamo la verità in tasca. Paolo mi consigliò per prima cosa di fare un’esperienza in fabbrica, di stare in mezzo alla gente, in mezzo ai lavoratori ed imparare cosa significava lavorare e lavorare duro.

Aveva ragione, era così. Queste esperienze ci hanno segnato e ci hanno portato avanti insieme, per portare avanti questa città e contribuire alla crescita di questa città. Paolo di quei mattoni ne ha messi tanti. Questo mi sento di dire ed è qui che voglio ricordarlo, in questi banchi dove ha seduto, dove ha lavorato. Questo e nulla più. Chiedo tutti un minuto di silenzio per ricordarlo come si deve.