Lunedì 5 ottobre 2020 la Consigliera comunale PD Simona Lembi è intervenuta ad inizio seduta in ricordo di Carla Nespolo, scomparsa nella notte tra il 4 e il 5 ottobre u.s.

Online è consultabile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

Era nata a Novara il 4 marzo 1943, residente ad Alessandria. Di famiglia antifascista, lo zio paterno, Aminio Pizzorno (nome di battaglia Attilio) era stato vice comandante della VI zona partigiana, operante tra il Piemonte e la Liguria; si laureò in pedagogia e divenne poi insegnante.
Incontrò fin da giovanissima la politica, in particolare quella istituzionale: eletta in Consiglio provinciale ad Alessandria, ne divenne consigliera nel ’70 e assessora all’istruzione nel 1975. Eletta nel 1976 alla Camera, nelle liste del PCI, fu senatrice, anche del PDS, dal 1983 al 1992. Fu, tra molte altre cose, la prima donna piemontese eletta in Parlamento.

Si tratta di questioni che ho presentato già nel 2017, quando intervenni, in Consiglio comunale, per salutare la sua elezione a Presidente Nazionale dell’ANPI. È con grande dolore che le richiamo oggi, per ricordare Carla Nespolo, scomparsa nella notte tra il 4 e il 5 ottobre. Di lei, nel breve spazio dell’intervento in Consiglio comunale, desidero ricordare 3 cose:

1. Carla Nespolo è stata la prima donna a ricoprire l’incarico di Presidente dell’ANPI, la prima non esponente partigiana a farlo: una questione di valore per le donne e per la Resistenza tutta.
Si tratta di una questione il cui valore intendo sottolineare non solo a favore delle donne. Sappiamo bene, infatti, quanto sia importante per ogni giovane donna sapere chi per prima ha aperto nuove porte, percorso nuovi sentieri. E’ bene ribadirlo anche oggi. In aggiunta, questo fatto ha valore anche per la Resistenza tutta. Mostra, in modo inequivocabile il fatto che principi nuovi (l’Uguaglianza, il diritto di parola, di espressione, di stampa, di iscriversi ad un partito o ad un sindacato) erano tali NUOVI, quindi, non solo per il fatto che per 20 anni il Fascismo li aveva negati, ma erano NUOVI nel senso che la Resistenza li rivendicava per tutti. Non una conquista per pochi, quindi, ma per tutti, uomini e donne.

2. Carla Nespolo ha avuto sempre una attenzione particolare nei confronti delle nuove generazioni. Si dice sempre, è vero. Ma per lei questo aveva un significato più profondo. Sapeva bene della necessità di trasmettere quella storia e quei valori a generazioni che la Resistenza non l’avevano fatta e che quei principi si sarebbero rivelati tanto più forti, quanto più forte sarebbe stata la possibilità di trasmetterli, rendendoli così esigibili, per ogni nuova generazione.

3. Carla Nespolo ha rappresentato la Resistenza come un fatto vivo, non solo come fatto storico, quindi, derubricabile a qualche pagina nei libri o relegabile a ciò che si impara sui banchi di scuola; ha rappresentato la Resistenza come un fatto attuale, con il suo profondo legame con il Risorgimento e ancora di più con l’oggi. Pensiamo a quanto sia attuale il pensiero della Resistenza nel tempo che stiamo attraversando, quello, cioè, delle crescenti disuguaglianze.
Come Presidente dell’ANPI è intervenuta più volte negli ultimi tempi nel dibattito pubblico.
Poco dopo la sua elezione a presidente affermò ‘Il Fascismo non è un’opinione, è un reato”. Aggiungeva così, al più noto ‘il Fascismo non è un’opinione, è un crimine” affermato da Sandro Pertini qualche decennio prima, l’invito a non sottovalutare l’attuale crescita di partiti e movimenti che si richiamano esplicitamente al Fascismo e al Nazismo.
Più di recente aveva definito “Onda nera” quel ricorrente e sempre più vasto modo di manifestarsi con violenza e intimidazione, anche sul web. Invitava a non considerare quello, in alcun modo libertà di opinione.

Da ultimo, in occasione del 2 giugno 2020, ha invitato a portare un fiore sulle lapide delle 21 madri costituenti. Ce lo ha ricordato Livia Turco, dalle pagine web della Fondazione Iotti in uno dei numerosi messaggi di cordoglio pubblicati in queste ore.

Carla Nespolo ci mancherà moltissimo. Possiamo scegliere di ricordarla, portando avanti quelle che sono le battaglie per cui così a lungo si è spesa.
Le chiedo gentilmente, signor presidente, di invitare il Consiglio comunale di Bologna a tenere un minuto di silenzio in memoria di Carla Nespolo.