Lunedì 4 novembre 2019 il capogrupo Pd Claudio Mazzanti e’ intevenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale in merito all’acquisto di una porzione di terreno da parte di una nucleo famigliare Sinti per la casa mobile.

Di seguito l’intervento dell’intervento.

E’ apparso un articolo sul “Carlino” pochi giorni fa e un servizio di E-Tv l’altra sera in televisione.

Peccato che in questo servizio si parli di questo insediamento come lo svuotamento del campo di via Erbosa. Non c’entra assolutamente niente.

Questa è l’applicazione di una legge regionale che prevede, per le famiglie di origine sinta, italiane e di origine rom, la possibilità di realizzare e acquisire aree agricole, in posizioni concordate con i Comuni, perché ogni singola famiglia, a proprie cure e spese, realizzi un insediamento.

Tra l’altro, come sapete, l’Italia è stata anche richiamata dall’Unione Europea; ci sono delle norme che delineano come si definisce l’insediamento. Ma nel caso specifico, è molto grave quanto affermato, prima di tutto per ignoranza, da questo servizio.

Tra l’altro, pensate, quest’area è stata acquisita con i soldi che questa famiglia sinta, Della Santina, ha comprato utilizzando il denaro che lo Stato ha indennizzato, perché dei due sinti uccisi dalla banda della “Uno bianca”, una era la madre di questo ragazzo, l’altra era una parente e sei feriti.

Sapete che la banda della “Uno bianca” si esercitò sparando dalle mura della ferrovia, per imparare a usare un fucile, l’M40, che è in dotazione alle Forze dell’Ordine e dell’Esercito italiano.

Si esercitò sparando sui nomadi e poi fecero gli altri ventidue omicidi.

La cosa ancora più grave è che l’area viene vista con un drone e si paragona quest’area, e quindi indirettamente anche alla famiglia che lì abita, all’esperienza dei Casamonica, altra cosa ancora grave, perché la famiglia è una famiglia di incensurati.

Mirko Della Santina è pulito, la moglie è pulita, i figli sono puliti.

Ma la cosa ancora più grave è questo paragone ai Casamonica, questo paragone all’indebita interferenza rispetto a un percorso che comunque è legalissimo, soprattutto parificare ai Casamonica chi compra quell’area con i soldi per un attentato terroristico.

Sappiamo che la “Uno bianca”, per testimonianze, soprattutto chi sparò in quei giorni, inneggiava al nazismo, al fascismo e questo è quello che è successo.

Questa è la storia di quell’intervento vergognoso trasmesso in questa televisione. Il “Carlino”, chiaramente, pubblica solo una parte e io lo ringrazio per non aver aggiungo e non aver visitato quell’area, regolare, che non ha nulla a che fare con i Casamonica, non c’entra proprio nulla, assolutamente nulla.

Mi auguro che la comunità sinta e i suoi legali si facciano promotori della tutela del buon nome di quella famiglia, perché credo che usare questo strumento come battaglia di lotta politica sia vergognoso, scandaloso e debba essere portato nelle giuste sedi, perché va rintuzzato e va combattuto con ogni strumento e ogni mezzo.

Basta guardare cos’è uscito sui social: hanno battezzato quella famiglia come una famiglia di criminali. Credo che questo sia ingiusto, disonesto e la dice lunga su come oggi certe politiche hanno portato il livello di crisi e di cattiveria nel Paese.

Vorrei ricordare la circolare del Ministero degli Interni, a firma di Salvini, di cosa scrive per lo sgombero e per liberare i campi da cittadini abusivi. Questo non è per niente abusivo ed è un incensurato. Anche l’ex Ministro, che politicamente ha la responsabilità di questo imbruttire del dialogo politico, se n’è ben guardato dallo scrivere in quella circolare certe nefandezze che girano sui social, o vengono trasmesse su delle televisioni locali e nazionali.

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