Lunedì 8 marzo 2021, il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta sul tema della frequenza scolastica in presenza dei figli del personale sanitario nel periodo di pandemia.

Online è consultabile il comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento. 

I figli del personale sanitario e dei servizi pubblici essenziali devono poter andare a scuola

Gentile Presidente, la nostra comunità educativa è nuovamente travolta dalla pandemia Covid-19. A Bologna e in Emilia-Romagna il diritto allo studio è da sempre una delle priorità di intervento, ma adesso siamo anche noi in grande difficoltà, nonostante la risposta e l’impegno straordinario del mondo della scuola.

Un anno fa, il 22 febbraio 2020, è stato l’ultimo giorno di scuola e purtroppo continua il senso di disorientamento e di frustrazione, e la speranza per una vera ripartenza è assegnata ai vaccini. Ancora oggi, decine di migliaia di famiglie si ritrovano, di nuovo, a dover scegliere tra lavoro e cura, mettendo in discussione il diritto all’istruzione.

Regione Emilia-Romagna, Anci regionale e Comune di Bologna hanno scritto al Governo e al Ministro dell’Istruzione per chiedere chiarimenti urgenti rispetto all’attività in presenza in zona rossa, a seguito dell’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm del 2 marzo, per l’impatto del provvedimento sulle famiglie e sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, a seguito della sospensione delle attività in presenza della scuola e dei servizi per l’infanzia.

Gentile Presidente, parliamo di un pasticcio, un delirio di incompetenza. Intervengo in Consiglio comunale per porre l’attenzione in particolare agli studenti figli del personale sanitario, direttamente impegnato nel contenimento della pandemia, e anche ai figli del personale impiegato presso servizi pubblici essenziali.

La decisione di sospendere nuovamente la scuola in presenza, mantenendo deroghe solo per gli studenti in situazione di disabilità e con bisogni educativi speciali, sta creando una situazione di forte disagio per tutte le famiglie e in particolare per le donne.

Oggi, 8 marzo, sappiamo come il dramma della pandemia stia ampliando la disparità che già esisteva tra uomini e donne, e sappiamo che le donne sono maggiormente impiegate nell’assistenza sanitaria, per esempio negli ospedali e nelle case di cura. A casa, le donne hanno carichi di lavoro più pesanti degli uomini, spesso occupandosi da sole dell’educazione dei figli, della famiglia e degli anziani. Anche per questo, un nuovo lockdown ha un impatto più pesante sulle donne.