Lunedì 27 gennaio 2020 con inizio alle ore 12 si è riunito il Consiglio comunale in

Seduta solenne per celebrare la “Giornata della Memoria”

Di seguito e negli allegati gli interventi della Presidente del Consiglio comunale Luisa Guidone e del Sindaco di Bologna Virginio Merola.

La presidente del Consiglio comunale, Luisa Guidone è intervenuta in apertura. Di seguito il suo intervento.

“Buongiorno a tutti. Diamo inizio a questo Consiglio solenne. Un saluto e un caloroso benvenuto alle Autorità militari e civili, ai consiglieri comunali, ai componenti della Giunta, alla compagnia teatrale Fanny & Alexander e a tutti i cittadini presenti. Saluto anche gli studenti della Suola media Rita Levi Montalcini e del Liceo Laura Bassi che, insieme ai loro insegnanti sono presenti nei banchi del pubblico. Con la vostra partecipazione onorate questa seduta solenne in occasione del Giorno della Memoria.
‘Si dovrebbe dare idealmente la parola a quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento. Salvarli dall’oblio non significa soltanto onorare un debito storico verso quei nostri concittadini di allora, ma anche aiutare gli italiani di oggi a respingere la tentazione dell’indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano. A non anestetizzare le coscienze, a essere più vigili, più avvertiti della responsabilità che ciascuno ha verso gli altri’. Queste le parole che Liliana Segre ha pronunciato il giorno del suo insediamento al Senato, dopo essere stata nominata Senatrice a vita dal Presidente Mattarella, ‘per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale’, ed è nel solco del suo invito a non cedere all’indifferenza e a non anestetizzare le coscienze, che il nostro impegno deve essere inesauribile nel tenere viva la memoria.
Condivido pienamente le parole del Presidente Tedesco Frank Walter Steinmeier di pochi giorni fa: “Mi piacerebbe poter dire che (noi tedeschi) abbiamo imparato dalla storia una volta per tutte, ma non posso dirlo, gli spiriti del male stanno ritornando sotto nuove spoglie” e lo stesso Presidente Mattarella, lo stesso giorno, ci ha spronato con queste parole: “il mondo non abbassi mai la guardia, l’attenzione e la vigilanza contro l’antisemitismo, la violenza e il fascismo”.
Quest’anno il programma degli eventi in occasione del giorno della Memoria si è particolarmente arricchito, perché, ha visto, venerdì 10 gennaio, la posa delle Pietre d’Inciampo in cinque vie del tessuto della città. L’artista Gunter Demnig, che quella mattina ha posato le pietre, con queste installazioni artistiche vuole tenere viva la memoria delle persone deportate nei campi di sterminio nazisti, per far fermare a riflettere tutti coloro che si imbattono, anche casualmente nelle sue opere. Come ho avuto il piacere di scrivere, insieme al Sindaco, sull’opuscolo che il Comune ha preparato per quell’occasione: ‘La storia si percorre camminando insieme. Queste pietre ci aiuteranno a seguire la via giusta e a ricordare i valori che devono accompagnarci sempre: il rispetto, la pace, l’uguaglianza, la libertà’.
Ritengo molto significativa la presenza di alcune scolaresche nei luoghi in cui sono state poste le pietre, perché i giovani sono la nostra forza e sono la nostra proiezione verso il futuro, ed è soprattutto a loro che la Memoria deve essere trasmessa, perché ne abbiano contezza e ne impostino e programmino di conseguenza la loro vita e i loro pensieri; e tutto questo faccia sì che ne diventino a loro volta testimoni, perché sappiamo che l’indifferenza è uno spettro che fa ancora paura.
Il contributo dei giovani sarà importante anche nella seduta del Consiglio solenne di oggi e per questo ringrazio ancora i professori della scuola Montalcini che hanno accompagnato i loro studenti. Il Consiglio comunale ospita infatti la rappresentazione ‘I sommersi e i salvati’ dal progetto Se questo è Levi di Fanny & Alexander con Andrea Argentieri, drammaturgia Chiara Lagani, regia Luigi De Angelis, che coinvolgerà anche i Consiglieri comunali e gli studenti”.

Di seguito l’intervento di chiusura dell Sindaco Virginio Merola.

“Un caro saluto a tutti i presenti, alle autorità civili e militari, un saluto al presidente della Comunità ebraica – De Paz -, al signor Rabbino, un caro saluto a voi care ragazze e cari ragazzi.
Grazie per la vostra attenta partecipazione e insieme a voi ringrazio anche l’attore e il regista per questo evento che abbiamo realizzato insieme che ci ha ridato la freschezza della parole di Primo Levi. Credo che questo appuntamento di oggi sia importante per la vostra formazione, ragazzi, ma credo che sia importante perché dobbiamo chiederci chi porterà testimonianza. Primo Levi ci ha lasciato. Altri, come natura vuole, ci hanno lasciato e ci lasceranno, quindi diventa molto importante dirci che porterà testimonianza chi avrà studiato la storia. Diventa sempre più importante l’impegno delle istituzioni, tutte, per ridare centralità all’insegnamento della storia nelle nostre scuole. Io vi ringrazio perché state testimoniando l’importanza dello studio della storia nelle nostre scuole. Infatti è importante ricordare, ma ricordare non solo per noi stessi, per la nostra formazione, ma perché la vita quotidiana ci richiede spesso di non essere indifferenti e di prendere parte. Non di essere faziosi ma di prendere posizione di fronte ai soprusi, di fronte alle offese, di fronte all’antisemitismo che in Europa, ahimè è tornato, e di fronte al razzismo. La memoria dello sterminio degli ebrei è quindi un nostro impegno civico nel presente. Dobbiamo prenderne atto, non è finita, bisogna continuare in questo impegno consolidando le istituzioni democratiche e consolidando la coscienza civica del nostro paese che in larga parte è affidata a voi, care ragazze e cari ragazzi. Voi avete l’attore impersonare Primo Levi. Questo dobbiamo fare, avere attenzione alle parole. Le parole possono essere pietre, possono essere offensive. Ma le parole possono anche essere cura, attenzione all’altro e convivenza. Dobbiamo impersonare, non dobbiamo aver paura della parola persona che come sapete deriva dal greco e significa maschera. Mettiamoci una maschera prima di far nascere il nostro sentimento e il nostro rancore perché è molto più importante come usiamo le parole e come sappiamo interpretarle nel nostro dovere di essere cittadini che hanno diritti ma hanno anche doveri. Penso che lo studio del passato sia indispensabile per capire il presente. Come ci spiegheremmo, care ragazze e cari ragazzi, che pochi giorni fa nello stato di Israele è stato festeggiato il censimento. Cioè hanno festeggiato il fatto che per la prima volta la popolazione ebrea ha superato i sei milioni di abitanti. E’ comprensibile se uno studia la storia. Oggi qui ricordiamo sei milioni di ebrei massacrati dal nazismo e dal fascismo. E quindi è molto importante comprendere le specificità di un popolo che è stato sempre perseguitato nella sua storia ma che è un popolo che con orgoglio chiede di potere dare il proprio contributo alla storia dell’umanità. Lo sta dando. Nella nostra comunità bolognese molto dobbiamo alla cultura ebraica anche nella nostra città. Gli ebrei nel nostro paese sono solo 24mila, io guardo la demografia anche per la mia città. E credo che sia molto importante anche l’impegno che ci mettiamo nel tramandare e nel far vivere una cultura molto importante per la storia del nostro paese. Gli italiani ebrei sono italiani ebrei. Quando si discute dello stato di Israele si può essere d’accordo o meno sulle posizioni del governo di turno ma gli italiani ebrei ci tengono ad essere italiani oltre che solidali con lo stato di Israele. Bisogna saper distinguere, bisogna saper analizzare. Noi sappiamo che durante il fascismo quasi la maggioranza della popolazione ebraica aderì al fascismo come gli italiani. Molti diedero la vita nella prima guerra mondiale. Poi cosa accadde. All’improvviso con le leggi razziali furono allontanati improvvisamente quelli che studiavano ed erano nei banchi con noi, quelli che erano medici negli ospedali o insegnanti all’università. Nella mancanza di reazione complessiva di un popolo. Io sono convinto che al di là delle leggi c’è sempre, come ci ha ricordato Primo Levi, il sentimento delle persone buone e oneste. Ma noi dobbiamo sapere anche come bolognesi, e scusate la severità, che anche qui non si reagì. E si lasciaro
no isolate queste persone verso il destino che le attendeva.
Quindi possiamo migliorare, la storia della repubblica ci ha insegnato che siamo migliorati. A voi ragazzi chiedo di aiutarci a migliorare e semplicemente quando uno offende gli ebrei ricordatevi del fatto che è un caso unico, ahimè, nella storia, oltre alle tanti croci del popolo ebraico. E’ irripetibile il fatto che si è deciso di sterminare una popolazione in quanto ebrea, non per altro. Questo purtroppo fa la differenza rispetto a tutti gli altri stermini fatti da altre dittature. Siamo chiamati a comprendere che non può assolutamente ripetersi l’ingresso del disumano nella vita umana, in modo anche organizzato. Impariamo a distinguere e impariamo a rispettare quello che è scritto nel gonfalone del Comune di Bologna: libertà. E la libertà fa rima con responsabilità, altrimenti è scelta di servire qualcuno o puro egoismo. Grazie”.