Lunedì 21 dicembre 2020 la consigliera comunale PD Federica Mazzoni è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale sull’approvazione del DL Sicurezza che riforma e modifica i Decreti Salvini.

Online è inoltre disponibile il comunicato stampa.

FINALMENTE I DECRETI SALVINI NON CI SONO PIU’

Finalmente i Decreti Salvini non ci sono più, la scorsa settimana con il secondo e definitivo voto al Senato si è posta fine a una delle più brutte pagine legislative della nostra Repubblica, e nonostante scene a dir poco riprovevoli della destra che ha in tutti modi cercato di evitare che venisse definitivamente approvato il Decreto-Legge 130, cosiddetto “Immigrazione”.

In breve e senza potermi addentrare qui nei dettagli, le maggiori modifiche sono:
-sono state estese le categorie di soggetti che possono beneficiare di permessi di soggiorno per protezione speciale che coincide con un sostanziale ritorno alla categoria di “protezione umanitaria” ampliata sia nelle fattispecie che nel tempo previsto di permesso di soggiorno per protezione speciale;
– è si scorge il tentativo di di istituire una protezione dei cosiddetti “migranti ambientali“, ampliando la nozione di permesso di soggiorno per calamità naturali che non richiede più lo stato di calamità eccezionale e transitorio;
– sui permessi di soggiorno per motivi di lavoro sono state aggiunte nuove ipotesi;
– tra le note positive, di particolare interesse per noi, amministratori/ici locali, è la chiara previsione dell’iscrizione del richiedente protezione internazionale nell’anagrafe dei residente;
-in materia di accoglienza viene creato il nuovo SAI “sistema di accoglienza e integrazione” che sostituisce il precedente facendo ritorno a un metodo più simile all’accoglienza diffusa dello Sprar, sebbene nella concreta articolazione restino ancora dei nodi da chiarire e meglio pianificare;
– in materia di cittadinanza il decreto ha modificato la legge 91/1992, riducendo il tempo di attesa della risposta alla domanda da 3 a 4 a anni, ma qui bisogna essere davvero sinceri: è ancora troppo troppo poco, occorre una volta per tutte riformare la legge sulla cittadinanza, dando orizzonte di diritti, dignità e responsabilità anche a tutte le migliaia di bambini e ragazzi che attendono che la politica smetta di essere pavida, e lo dico ricordando che su questo è stato approvato in questo Consiglio anche un mio ODG, nel novembre 2017;
– quanto al soccorso in mare è stato modificato il quadro dei divieti di navigazione per le imbarcazioni delle ONG; le navi, dovendo rispettare convenzioni internazionali e dovendo comunicare le operazioni alle autorità nazionali in caso di inosservanza del divieto o del limite di navigazione” che pure resta, saranno soggette alla comminazione di multe, pur di importo decisamente meno elevato e non saranno più soggette al sequestro dell’imbarcazione…non viene del tutto sciolto il nodo di ambiguità relative al soccorso, osserva il “Comitato per il diritto al Soccorso”, presieduto da Luigi Manconi.

Insomma, molte luci in questo provvedimento che sana una brutta ferita; senza nasconderci che diverse questioni restano irrisolte e necessitano di una politica che non tentenni:

della cittadinanza ho già detto, penso anche a non avere individuato una modalità per sanare le situazioni delle persone che si trovano nel limbo dei ricorsi da anni e della possibilità di una vera integrazione – casa e lavoro su tutto- e poi la madre di tutte le questioni regolarizzare dei flussi umanitari e di entrata, fino al far cambiare davvero l’accordo di Dublino in Europa.

Oltre all’analisi del decreto, però, vorrei esprimere qualche riflessione che, constatando il risultato positivo, non può esimersi dal domandarsi il perché i Decreti Salvini sono stati possibili e cosa possiamo (dobbiamo) fare per evitare nuove e simili derive.

Il Prof. Luigi Ferrajoli all’audizione alla Camera lo scorso novembre:
“Il vecchio populismo penale faceva leva sulla paura per la criminalità di strada e di sussistenza, cioè per fenomeni enfatizzati ma pur sempre illegali, onde produrre paura e ottenere consenso a misure inutili e demagogiche ma pur sempre giuridicamente legittime, come gli inasprimenti delle pene decisi con i vari pacchetti-sicurezza. il nuovo populismo securitario, esattamente al contrario, fa leva sula penalizzazione di condotte non solo lecite ma virtuose e addirittura eroiche, oltre che doverose, come il salvataggio di vite umane in mare, al fine di alimentare paure e razzismi e ottenere consenso con l’esibizione di misure esse stesse illegali, come la chiusura dei porti […]”
Questo nuovo populismo, (come ci si può dimenticare de “i taxi del mare”?), basato sulla mistificazione e sul ribaltamento di senso delle parole e delle azioni ha introiettato a livello istituzionale disumanità e immoralità a legge, trasformando e assecondando il senso comune in indifferenza, come ipotesi meno grave, se non in vero odio, repulsione razzista.

La questione delle migrazioni potrebbe essere letta come la prova del nove della solidità del nostro sistema costituzionale, la vita, la dignità di migliaia di migranti sono il riflesso della tenuta della nostra Repubblica. Le migrazioni sono il prodotto di tutte le grandi emergenze del nostro tempo e che sono conseguenza di politiche realizzate da noi, parte minoritaria ben più ricca del resto del globo.

Concludo questo intervento ricordando una coincidenza di date che simbolicamente racchiude il senso politico di quanto ho cercato di dire: il 3 ottobre 2013 è avvenuto il naufragio di un peschereccio al largo di Lampedusa che ha causato la morte di 368 persone, quasi tutte di origine eritrea, questa data è poi diventata la Giornata per la memoria delle vittime di immigrazione.

Ma c’è un altro 3 ottobre che non dovremmo dimenticare, quello del 1935 che ha sancito l’inizio delle operazioni militari italiane per l’occupazione fascista dell’Etiopia, si fece uso di gas e violenza.

Alla base dei fenomeni migratori ci sono anche queste radici storiche che non possono essere rimosse dalla coscienza collettiva.

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