Lunedì 7 settembre 2020 la consigliera comunale PD Isabella Angiuli è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale sulla necessità di continuare a recepire le linee guida del manifesto proposto dal movimento Extinction Rebellion perché Bologna sia parte del cambiamento globale.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

Il Comune di Bologna è stato il primo Comune italiano a darsi obiettivi radicali recependo le linee guida del manifesto proposto dal movimento Extinction Rebellion che, a differenza dei Fridays for future, coinvolge lavoratori adulti.

Il 2 ottobre 2019, la città di Bologna ha dichiarato infatti lo ‘stato di emergenza climatica, ambientale ed ecologica‘ approvando a larga maggioranza un ordine del giorno che prevede in primis zero emissioni nel 2030 e l’istituzione di Assemblee cittadine.

Una giornata importante per la nostra città che ha riconosciuto un’emergenza e manifestato l’intenzione di rendere Bologna parte del cambiamento globale.
Non è la prima città farlo, ma è la prima arrivata a questo risultato andando incontro alle richieste avanzate dal movimento Extinction Rebellion: il gruppo di attivisti per il clima e contro l’estinzione umana ormai noto nel mondo e che si sta facendo conoscere anche in Italia, grazie a flash mob molto radicali e al coinvolgimento di lavoratori e adulti, a differenza dei Fridays for Future.

Gli obiettivi messi nero su bianco sono emissioni zero, disincentivi per le aziende inquinanti, il rimboschimento e le assemblee cittadine permanenti.
Ed è proprio nell’ambito di queste azioni dimostrative che uno degli attivisti di Bologna, Daniele Quattrocchi, sta conducendo oramai da 7 giorni uno sciopero della fame, finalizzato a sollecitare l’attuazione degli impegni assunti dalla Giunta e dal Consiglio comunale del Comune di Bologna.

Ieri ho avuto modo di confrontarmi con lo stesso Quattrocchi e con gli attivisti Pasquale e Jessica e ho ascoltato le loro richieste. Era presente anche il consigliere Andrea Colombo primo firmatario di un ordine del giorno collegato alla Dichiarazione di Emergenza climatica che chiede al governo di valutare l’istituzione di un ‘Commissario straordinario per l’emergenza climatica’ e a la ‘creazione a livello locale di una assemblea cittadina per il clima’.

Come ho avuto modo di dire agli attivisti, spero che Daniele Quattrocchi decida presto di interrompere lo sciopero della fame, perché credo che la nostra Amministrazione comunale non abbia dimenticato i propri impegni ma a causa dell’emergenza Covid sia stata costretta a modificare programmi e priorità. Il Comune si è trovato infatti a dover gestire altre emergenze in primis quella sanitaria, quella sociale, quella educativa, quella occupazionale solo per citarne alcune. Il Covid ci ha anche dimostrato come esistano delle correlazioni tra questa pandemia e gli effetti negativi dell’inquinamento e quanto dipenda da noi e dalle politiche che mettiamo in campo il benessere delle nostre comunità.
Per questo motivo chiedo alla Giunta di riprendere il percorso di confronto intrapreso con il movimento Extinction Rebellion, sono molti i punti di contatto e che ritengo possano essere condivisi a larga maggioranza. In primis, lavorare per una maggiore consapevolezza da parte dei nostri cittadini sui problemi derivanti dall’emergenza climatica, poi lavorare alla istituzione dello strumento delle Assemblee cittadine che sono mutuabili da altre esperienze europee.

Le assemblee cittadine sono a mio avviso uno strumento indispensabile per migliorare i processi decisionali della politica e l’efficacia delle politiche pubbliche della nostra Amministrazione.

Non dobbiamo temere la voce delle persone credo si debba invece incentivare un partecipazione reale e il più possibile ampia ai processi decisionali.
Si pensi in primis ai piani urbanistici che disegneranno la nostra città. Come cambierà Bologna? Cosa sarà e per chi sarà? Come riqualificheremo e rigenereremo le ampie aree militari dismesse?

Decidiamolo il più possibile assieme, consapevolmente.