Lunedì 2 settembre 2019 la consigliera comunale PD Elena Leti è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale sull’avvento della rete 5G, presentanto inoltre un ordine del giorno, approvato dal Consiglio comunale, con cui si chiede al Governo attenzione in vista dell’installazione di nuove tecnologie legate al 5G, firmato inoltre dai consiglieri del Partito Democratico Piergiorgio Licciardello, Roberta Li Calzi, Nicola De Filippo, Andrea Colombo, Michele Campaniello, Claudio Mazzanti,
Loretta Bittini e Francesco Errani. L’ordine del giorno è stato emendato in aula.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Di seguito è disponibile il testo dell’intervento di inizio seduta e dell’ordine del giorno approvato.

Nei prossimi anni con l’avvento del 5G, nuovo standard di comunicazione mobile,vi sarà una rivoluzione nel nostro modo di comunicare. La modifica tecnologica permetterà nuovi servizi e lo sviluppo dell’industria 4.0. Alla comunicazione tra le persone si affiancherà in maniera sempre più integrata la comunicazione tra gli oggetti e aumenterà in modo esponenziale la circolazione dei Big Data.

L’avvento dei 5G interessa contemporaneamente la libertà di iniziativa economica e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, tra cui la salute e la tutela del paesaggio urbano.

Al momento vi sono notizie a mezzo stampa che ipotizzano proposte di innalzamento dei limiti, presso i ministeri competenti, motivati dalla necessità di agevolare l’implementazione dei servizi di connessione mobile per i 4 gestori autorizzati;

si ritiene quanto mai inopportuno – in mancanza di conoscenze approfondite e in una situazione scientificamente controversa – eseguire l’innalzamento dei limiti di legge (valori di attenzione e limiti di esposizione) verso limiti ed esposizioni maggiori;

che nella situazione scientifica attuale è ragionevole applicare il principio di precauzione, non tanto con azioni di moratoria – in quanto l’esposizione agli attuali limiti vigenti in Italia non ha mostrato elementi di rischio – ma richiedendo ai ministeri competenti di non eseguire alcun innalzamento dei limiti di legge a tutela dell’interesse pubblico e della tutela della salute pubblica.

Chiediamo quindi al Governo Italiano di non attuare qualsiasi aumento del valore di attenzione e dei limiti di esposizione di cui al DPCM 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”, decreto che stabilisce i seguenti valori :

obiettivo di qualità : 6 V/m
valore di attenzione : 6 V/m
limite di esposizione : 20 V/m”

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE:

nei prossimi anni con l’avvento del 5G, nuovo standard di comunicazione mobile, vi sarà una rivoluzione nel nostro modo di comunicare. La modifica tecnologica permetterà nuovi servizi e lo sviluppo dell’industria 4.0. Alla comunicazione tra le persone si affiancherà in maniera sempre più integrata la comunicazione tra gli oggetti e aumenterà in modo esponenziale la circolazione dei Big Data.

L’avvento dei 5G interessa contemporaneamente la libertà di iniziativa economica e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, tra cui la salute e la tutela del paesaggio urbano.

CONSIDERATO CHE:

la rete di telefonia mobile è oggetto di assegnazione di frequenza e di tecnologia regolate dal Ministero dello Sviluppo Economico;

l’autorizzazione degli impianti di telefonia mobile avviene tramite autorizzazione ai sensi dell’articolo 87 del decreto legislativo 259 2003 e che le riconfigurazioni e il “cositing” (ovvero nuovi impianti tecnologici di nuovi gestori su impianti esistenti) sono regolati dall’articolo 87 bis del medesimo decreto legislativo;

il Comune di Bologna come da normativa regionale richiede ad Arpae l’esecuzione di simulazione elettromagnetica da eseguire preventivamente all’installazione, in modo tale da poter individuare eventuali superamenti dei valori di attenzione e dei limiti di esposizione;

il Comune di Bologna nell’applicazione di tale normativa ha autorizzato 424 impianti di telefonia mobile;

i limiti di riferimento sanitario e ambientale sono definiti dal DPCM 8 luglio 2003.

CONSIDERATO INOLTRE CHE:

l’Unione Europea ha previsto un valore di attenzione compreso tra i 41 V/m e 61 V/metro in relazione alle frequenze utilizzate e la maggior parte degli stati europei si sono adeguati a tali indicazioni;

che i limiti fissati in Italia risultano tra i più contenuti a livello europeo e internazionale;

in merito agli impatti sulla salute dei cittadini vi sono elementi contrastanti;

alcuni elementi rassicuranti nella bibliografia sono riassunti nel rapporto ISTSAN 19/11 dell’Istituto Superiore di Sanità, uscito nel luglio 2019, ma comunque raccomandano l’esecuzione di ulteriori studi e approfondimenti;

alcuni studi, con espresso riferimento al recente studio epidemiologico dell’Istituto Ramazzini, mostrano problematiche sanitarie all’esposizione (esposizione continuativa) a valori di campo elettrico molto superiori a quanto previsto attualmente in Italia, pari a 50 V/m;

l’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), che svolge un continuo lavoro di analisi degli studi scientifici svolti dai diversi laboratori per sintetizzare nella normativa gli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici – pur non ritenendo sufficienti le conclusioni dello studio proposto dall’istituto Ramazzini – ha invitato l’istituto a proseguire nella ricerca;

gli studi sulle frequenze della tecnologia 5G non sono ancora approfonditi e completi;

come sopra accennato, il mondo scientifico è sollecitato da diversi organismi nazionali e internazionali ad approfondire gli aspetti dell’esposizione a lungo termine e sulle popolazioni dell’infanzia.

VALUTATO CHE:

vi sono notizie a mezzo stampa che ipotizzano proposte di innalzamento dei limiti, presso i ministeri competenti, motivati dalla necessità di agevolare l’implementazione dei servizi di connessione mobile per i 4 gestori autorizzati;

si ritiene quanto mai inopportuno – in mancanza di conoscenze approfondite e in una situazione scientificamente controversa – eseguire l’innalzamento dei limiti di legge (valori di attenzione e limiti di esposizione) verso limiti ed esposizioni maggiori;

che nella situazione scientifica attuale è ragionevole applicare il principio di precauzione, richiedendo ai ministeri competenti di non eseguire alcun innalzamento dei limiti di legge a tutela dell’interesse pubblico e della tutela della salute pubblica.

INVITA IL GOVERNO ITALIANO E I MINISTERI COMPETENTI

a non attuare qualsiasi aumento del valore di attenzione e dei limiti di esposizione di cui al DPCM 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”, decreto che stabilisce i seguenti valori:
obiettivo di qualità : 6 V/m
valore di attenzione : 6 V/m
limite di esposizione : 20 V/m

F.to: E. Leti, P. Licciardello, R. Li Calzi, N. De Filippo, A. Colombo, M. Campaniello, C. Mazzanti, L. Bittini, F. Errani.