Lunedì 8 marzo 2021, la consigliera comunale PD Roberta Li Calzi è intervenuta ad inizio seduta sul progetto di legge dell’Emilia-Romagna per garantire il medico di base alle persone senza dimora.

Online è consultabile il comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento. 

Emilia-Romagna, un progetto di legge per garantire il medico di base alle persone senza dimora.

Il consigliere regionale Antonio Mumolo, che è anche Presidente dell’associazione Avvocato di Strada, ha presentato nei giorni scorsi una Proposta di legge per consentire alle persone senza fissa dimora di avere accesso all’assistenza di un medico di base, consentendo loro di curarsi meglio e al Servizio Sanitario Nazionale di risparmiare.

Nell’ordinamento italiano molti servizi sono vincolati alla residenza: ad esempio serve la residenza per avere un lavoro, ma serve anche per avere accesso all’assistenza del Servizio Sanitario Nazionale. Le persone senza dimora, per definizione, non hanno una residenza, quindi l’unica assistenza sanitaria a cui hanno diritto è quella d’emergenza in Pronto Soccorso. ‘La mia proposta di legge ha solamente uno scopo – dichiara Mumolo – fare in modo che le persone senza dimora possano essere curate.’

Attualmente le persone senza dimora possono essere curate solo se si trovano in situazioni di emergenza sanitaria, ma sappiamo che la medicina abbia come obiettivo primario quello di prevenire le malattie e, solo dopo, eventualmente, di curarle.

La proposta di legge prevede che le persone, attraverso la segnalazione dei servizi sociali, possano iscriversi alle liste Azienda USL e possano scegliere un medico di base di propria fiducia, prenotare esami e visite specialistiche.

La vita di strada stessa favorisce l’insorgere di patologie anche croniche, come il diabete, l’epatite, le dermatiti o la tubercolosi, che difficilmente vengono diagnosticate al Pronto Soccorso e che hanno bisogno di un’assistenza costante, non solo di essere curate quando diventino gravi.
Dal punto di vista economico, peraltro, la prestazione d’emergenza è più costosa: la media di spesa per l’accesso al Pronto Soccorso di ogni persona è di 250 euro, mentre il medico di base ne costa circa 40 all’anno procapite. Ciò significa che dotare di un medico di base anche le persone senza fissa dimora comporterebbe un alleggerimento dei costi per la sanità pubblica, liberando risorse ancor più preziose negli ultimi tempi.

Infine, mai come in questo momento storico di pandemia, abbiamo compreso l’importanza di tutelare la salute pubblica per il bene di tutta la comunità. Auspico pertanto, nelle forme che riterremo più opportune, che il Consiglio comunale di Bologna sostenga e porti avanti questa battaglia di civiltà, di giustizia sociale, di tutela della salute, insieme alla Regione.