Lunedì 2 dicembre 2019 la consigliera comunale PD Giulia Di Girolamo è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale sui dati statistici stilati dalla Direzione Investigativa Antimafia che certifica che dal 2015 ad oggi le imprese destinatarie dei provvedimenti restrittivi sono state 238.

Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta.

Nel 2019 sono state 20 le imprese raggiunte dalle interdittive antimafia nel solo territorio di Bologna.

A dirlo sono i dati forniti dalla Prefettura di Bologna durante un incontro con Ascom Confcommercio. 62 le imprese bloccate negli ultimi 5 anni. Come riportato dagli articoli di stampa, la statistica stilata dalla Direzione Investigativa Antimafia certifica che dal 2015 ad oggi le imprese destinatarie dei provvedimenti restrittivi sono state 238, dove il maggior numero di interdittive si concentra nella provincia di Reggio Emilia, determinante è stata l’inchiesta Aemilia, che negli anni ha colpito numerose aziende legate alla cosca Grande Aracri.

Dati che letti complessivamente non fanno ben sperare, sono segno di un radicamento piuttosto saldo delle organizzazioni criminali nel nostro territorio, in particolare nei settori degli appalti ma più in generale nei settori economici, cooperative di costruzione, imprese agricole, esercizi commerciali come tabaccherie e settore dei servizi, diverse con sede legale proprio nel cuore della nostra città.

Sempre secondo i dati, Bologna si colloca al secondo posto su scala regionale per numero di interdittive emesse ed emerge una presenza importante soprattutto della camorra, a seguire mafia e ‘ndrangheta e ancora altri provvedimenti riguardano continuità con sorvegliati speciali e criminali di altre organizzazioni, come ad esempio quella albanese, protagonista della cronaca nei giorni scorsi per un importante sequestro di cocaina destinata al mercato bolognese.

Come ha anche affermato giustamente il Prefetto di Bologna Patrizia Impresa, le mafie sono state capaci e lo sono ancora, di mimetizzarsi e di farsi strada nell’economia, anche legale, senza l’uso della violenza ma tramite metodi corruttivi e di connivenza che permettono loro di entrare indisturbati in settori strategici.

Dall’altra parte, grazie allo strumento delle interdittive e al monitoraggio che viene fatto sul territorio, oltre che all’attenta azione investigativa degli inquirenti, si è riusciti a bloccare un numero significativo di imprese in odore di mafia.

Alla luce di questi dati importanti, come Amministrazione abbiamo il compito quindi continuare a supportare l’attività della Prefettura, rafforzando sempre di più i rapporti istituzionali connessi con lo scambio di informazioni su questi provvedimenti, dobbiamo proseguire nei percorsi di sensibilizzazione, monitoraggio del territorio e informazione rivolti al mondo degli amministratori, delle professioni e ai cittadini, e soprattutto valorizzare al massimo gli strumenti che abbiamo a disposizione come amministrazione comunale, come ad esempio il protocollo appalti (recentemente rinnovato), i diversi protocolli di intesa adottati dal Comune di Bologna con Aeroporto, Autostazione e Interporto e il piano anticorruzione, strumenti che se ben utilizzati sono di fondamentale importanza per prevenire determinati fenomeni corruttivi e di infiltrazione criminale che, come testimoniano i dati sopra riportati, non devono essere sottovalutati e nei confronti dei quali l’impegno dell’amministrazione e di tutti i soggetti coinvolti deve essere massimo, deciso e costante.

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