Lunedì 14 ottobre 2019 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno di condanna dell’aggressione e dell’invasione del nord della Siria da parte della Turchia e di solidarietà e sostegno alla popolazione del Rojava.

L’ordine del giorno è frutto di una sintesi di tre ordini del giorno sullo stesso tema, presentati a inizio seduta, tra l’altro, dal capogruppo del Partito Democratico Claudio Mazzanti ed è stato firmato dai consiglieri comunali PD Claudio Mazzanti, Giulia Di Girolamo, Michele Campaniello, Maria Caterina Manca, Loretta Bittini, Raffaele Persiano, Nicola De Filippo, Andrea Colombo, Vinicio Zanetti, Simona Lembi, Roberto Fattori, Francesco Errani, Gabriella Montera, Roberta Li Calzi, Mariaraffaella Ferri, nonché dai consiglieri Addolorata Palumbo (gruppo Misto), Federico Martelloni e Emily Clancy (Coalizione civica), Marco Piazza e Elena Foresti (Movimento 5 stelle), Amelia Frascaroli (Città comune), Gian Marco De Biase (Insieme Bologna).

Di seguito il testo dell’intervento di presentazione ad inizio seduta e l’ordine del giorno. Online è inoltre disponibile il relativo comunicato stampa.

Anche noi vogliamo presentare in questo intervento di inizio seduta un ordine del giorno riguardante le vicende che stanno avvenendo in Siria. Tra l’altro sapete che oggi la Siria è entrata ufficialmente in guerra, perché hanno stipulato un patto di collaborazione militare con i curdi e, l’obiettivo che questo accordo militare ha, è quello di riconquistare i territori occupati dai turchi. Quindi, se non è ormai guerra dichiarata questa, non so veramente di cosa si stia parlando. Quindi mi auguro e spero che veramente si ponga fine a questo conflitto, si intervenga nei confronti della Turchia, non si faccia l’errore di non rispettare i patti con i curdi.

Ricordo che l’Italia ha addestrato e armato i curdi contro la battaglia dell’Isis e contro la battaglia del Daesh, così come la Germania, la Francia, il Belgio e tutti i Paesi dell’Unione europea, insieme agli Stati Uniti e ad altri Paesi fuori dall’ambito dell’Unione europea.

Quindi le armi sono state date ai curdi per difendere noi dal terrorismo e per permettere a quel popolo di vivere in libertà in un rapporto democratico. Abbiamo visto ieri in televisione cosa sta avvenendo, le immagini crude in parte coperte dalla televisione nazionale dicendo che non potevano mandare tutto, perché erano immagini crude: esecuzioni di massa, uccisioni con azioni anche di tortura nei confronti dei curdi e della popolazione curda. Credo che questo sia motivo per un intervento deciso dell’Italia con tutta l’Unione europea.

Debbo dire che Francia, Germania, Paesi Bassi e Norvegia già sono intervenuti, bisogna però porsi una domanda: se la Turchia è un Paese con cui noi dobbiamo continuare a collaborare da un punto di vista militare, anche se all’interno della NATO. Credo che questo sia un tema di massima attualità. Porto alla Presidenza l’ordine del giorno che proponiamo di discutere e approvare in urgenza oggi.

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE

  •  la Siria a partire dal 2011 è stata teatro di una sanguinosa guerra civile;
  • in questo contesto bellico, nel 2014 lo Stato Islamico (Isis/Daesh) è arrivato ad occupare circa un terzo dell’intero territorio della Siria, tra cui il cosiddetto “kurdistan siriano” ed i governatorati di Raqqa e Deir el-Zor;
  • nel 2015 la sconfitta nella battaglia della città curda di Kobane ha di fatto segnato l’inizio del “reverse course” e l’arresto dell’avanzata dell’Isis;
  • le unità di difesa popolare degli YPG e YPJ, inquadrate nell’alleanza curdo-araba delle Forze Democratiche Siriane (SDF) e parte integrante della coalizione internazionale antiterrorismo, sono state fondamentali nella resistenza al terrore dello Stato Islamico, contribuendo alla liberazione dal Califfato delle città di Aleppo, Raqqa e dell’intero nord della Siria;
  • a seguito della sconfitta dell’Isis, nella Siria settentrionale ed orientale convivono oggi pacificamente curdi, arabi, cristiani ed altri gruppi etnici e religiosi in un innovativo sistema di cantoni confederati (Rojava) dove, a dispetto del difficilissimo contesto, si sperimenta una forma di democrazia partecipata e paritaria ispirata al modello del Confederalismo Democratico, fondata sui valori dell’ecologia, del femminismo e della convivenza pacifica tra donne e uomini di etnie e fedi diverse;
  • è generalmente riconosciuto il valore di tali esperienze politico-sociali, pure minacciate dall’attacco operato dalla Turchia, finalizzato a farle cessare.

CONSIDERATO CHE

  •  da quando è stata istituita l’amministrazione autonoma democratica nel nord est della Siria, il confine tra Turchia e Siria settentrionale e orientale è stato fortemente messo in sicurezza e nessuna azione armata contro la Turchia ha mai avuto origine da questo territorio;
  • al contrario già nell’estate 2016 la Turchia ha lanciato nel nord della Siria l’operazione militare denominata “Scudo sull’Eufrate”, con l’intento dichiarato di combattere Daesh, ma con il preciso obiettivo di dividere in due parti i territori del Rojava curdo;
  • nel gennaio 2018 la Turchia, con l’offensiva militare denominata “Ramoscello d’Ulivo”, ha violato la sovranità territoriale siriana, attaccando e occupando senza alcuna motivazione e giustificazione il cantone curdo di Afrin nel nord ovest della Siria.

CONSTATATO CHE

  •  Nell’agosto scorso Stati Uniti e Turchia avevano firmato un accordo per “stabilizzare” il confine meridionale turco, che prevedeva la creazione di una “safe zone” (“zona cuscinetto”) che avrebbe dovuto dividere le forze turche da quelle curde. Tra le altre cose, l’accordo prevedeva che i curdi siriani si ritirassero dagli avamposti di confine, di fatto rinunciando a un’importante linea di difesa in caso di attacco turco. In cambio, il governo statunitense avrebbe garantito ai curdi protezione e sicurezza. Alla fine di agosto i curdi avevano iniziato a ritirarsi;
  • a fronte del ritiro di una porzione consistente delle truppe statunitensi, annunciata lo scorso 6 ottobre dal Presidente degli USA, Donald Trump, la Turchia ha dato inizio all’operazione ‘Fonte di pace’, invadendo nuovamente il nord della Siria, violando la sovranità territoriale siriana e attaccando la popolazione di quei territori senza alcuna motivazione e giustificazione;
  • l’offensiva militare turca, effettuata mediante attacchi di terra e raid aerei, ha già causato molte vittime anche tra la popolazione civile e sta mettendo a rischio l’incolumità e la sicurezza di decine di migliaia di civili e di rifugiati, con il conseguente rischio di una «pulizia etnica» nei territori;
  • l’esercito turco, come provato in modo esaustivo dalla stampa internazionale, si avvale del sostegno di combattenti provenienti da ISIS, Al-Nusra e altri gruppi di fondamentalisti religiosi terroristi, che in innumerevoli occasioni hanno violato ogni forma di Diritto Internazionale imponendo, nei territori da essi controllati, forme brutali di repressione della popolazione, oltre ad essersi macchiati di indicibili torture ed uccisioni;
  • nel nord della Siria sono detenuti migliaia di combattenti di ISIS e altri gruppi terroristi la cui liberazione indiscriminata rappresenterebbe non solo una minaccia per la stabilità della regione ma una possibile fonte di infiltrazione terroristica per gli stati europei;
  • questa ennesima aggressione militare si inserisce in un quadro di feroce repressione delle minoranze interne messa in atto dal Presidente turco Erdogan e va ad aggiungersi alle distruzioni nelle città a maggioranza curda in Turchia, alla destituzione e all’arresto di numerosi Sindaci ed eletti locali in atto a partire dal 2015 e di decine di deputati del partito di opposizione HDP, tra cui i co-presidenti Selahttin Demitras e Figen Yuksekdag, nonché di centinaia di oppositori politici e decine di giornalisti.

RICORDATO CHE

  •  dal 1952 la Turchia è membro effettivo della NATO;
  • dal 2005 sono aperti i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione Europea;
  • l’Italia è uno dei principali partner commerciali della Turchia, con un interscambio commerciale di 16,2 miliardi di dollari nel 2016 e oltre 1300 società ed aziende con partecipazione italiana presenti in Turchia.

CONDANNA

  • l’aggressione e invasione del nord della Siria da parte della Turchia;

ESPRIME

  • solidarietà ed il proprio sostegno alla popolazione del Rojava;

CHIEDE LA GOVERNO

  •  di condannare fermamente quanto sta accadendo e di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione degli attacchi indiscriminati nei confronti della popolazione del Rojava;
  • di usare qualsiasi risorsa in suo possesso per offrire sostegno alle popolazioni del nord della Siria e per evitare l’escalation dell’invasione, cercando, invece, una soluzione capace di coniugare la loro autonomia con la stabilità geopolitica della regione;
  • di promuovere nelle sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento agli organi dell’Unione Europea, al Consiglio di Europa e alla NATO – l’attivazione di tutti gli atti diplomatici, comprese sanzioni di tipo economico, necessari perché cessino, da parte della Turchia, gli attacchi indiscriminati nei confronti dell’amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale ed orientale e perché venga tutelata la popolazione del Rojava e garantito il rispetto delle libertà democratiche e dei diritti umani, come previsto dalla CEDU – Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali – a cui anche la Turchia ha aderito;
  • di attivare le misure umanitarie necessarie ad assistere il popolo curdo, coinvolgendo le organizzazioni non governative presenti in loco;
  • di sostenere la forma di autogoverno democratico nel Rojava;
  • di richiedere che venga istituita una zona di interdizione al volo entro lo spazio aereo dei territorio della Siria nord orientale ora sotto attacco;
  • di cessare immediatamente la fornitura di armi all’esercito Turco da parte dell’Italia, come previsto dalla legge 185 del 1990 e come già deliberato da altri Stati europei quali Germania, Francia, Paesi Bassi, Finlandia e Norvegia.

IMPEGNA LA GIUNTA

  • a trasmettere questa deliberazione del Consiglio Comunale al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

f.to A. Palumbo, F. Martelloni, C. Mazzanti, M. Piazza, A. Frascaroli, G.M. De Biase, E. Clancy, G. Di Girolamo, M. Campaniello, M. C. Manca, L. Bittini, R. Persiano, E. Foresti, N. De Filippo, A. Colombo, V. Zanetti, S. Lembi, R. Fattori, F. Errani, G. Montera, R. Li Calzi, M. Ferri.