Lunedì 11 febbraio 2019 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dalla consigliera comunale PD Maria Caterina Manca e firmato dai consiglieri comunali PD Claudio Mazzanti, Raffaella Santi Casali, Piergiorgio Licciardello, Raffaele Persiano, Isabella Angiuli, Michele Campaniello, Federica Mazzoni, Andrea Colombo, Roberta Li Calzi nonché dai consiglieri Martelloni, Clancy, Cocconcelli, Palumbo e De Biase riguarda la realizzazione di campagne di informazione e sensibilizzazione su disabilità e sport.

Online è disponibile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato in Consiglio.

IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO CHE:

per “SPORT” s’intende “qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali e/o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli” (Carta Europea dello Sport, 1992);

“la pratica dell’educazione fisica e dello sport è un diritto fondamentale per tutti…ogni essere umano ha il diritto fondamentale di accedere all’educazione fisica e allo sport, che sono indispensabili allo sviluppo della sua personalità” (Carta Internazionale per l’educazione e lo sport dell’UNESCO 1979):

Gli effetti positivi che l’attività fisica produce sul benessere non solo fisico, ma anche psichico sono noti già a partire dalla seconda guerra mondiale quando il dottor Ludwing Gutmann introdusse la pratica sportiva come attività riabilitativa per i reduci della seconda guerra mondiale affetti da lesioni midollari, rilevando che lo sport praticato a fini riabilitativi non solo accelerava la guarigione sul piano fisico, ma mostrava i suoi effetti positivi anche sul tono dell’umore, riducendo gli episodi depressivi e di astenia spesso conseguenti alle paralisi traumatiche, permettendo così all’individuo di inserirsi nuovamente in un contesto relazionale e di ricoprire un ruolo attivo nella società;

La pratica sportiva svolge un ruolo sociale fondamentale, in quanto rappresenta uno strumento di educazione e uno straordinario catalizzatore di valori universali positivi, rappresentando un veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale, soprattutto per le persone affette da disabilità; a proposito basti ricordare “l’Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport 2004”, istituito con decisione n. 291/2003/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 febbraio 2003. Le motivazioni di questa iniziativa richiamano, oltre a quanto suddetto, anche il ruolo fondamentale che le attività sportive possono svolgere rispetto allo sviluppo della società civile, promuovendo l’inclusione sociale dei gruppi marginali.

L’art. 30 della Convenzione ONU del 2006 afferma che: “i bambini con disabilità abbiano eguale accesso rispetto agli altri bambini alla partecipazione ad attività ludiche, ricreative, di tempo libero e sportive, incluse le attività comprese nel sistema scolastico”;

La Legge Quadro 104/92 per “l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap” ha come principali destinatari i disabili, ma non mancano riferimenti anche a chi vive con loro. Il presupposto è infatti che l’autonomia e l’integrazione sociale si raggiungono garantendo alla persona diversamente abile e alla famiglia adeguato sostegno, che può essere erogato sotto forma di servizi di aiuto personale o familiare, ma si può anche intendere come aiuto psicologico, psicopedagogico, tecnico.

Dal 2001, grazie al nuovo e innovativo “Modello di Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute” denominato ICF, la disabilità si considera non più determinata dalla menomazione e dalle condizioni di salute soggettive dell’individuo, ma dall’interazione tra l’individuo stesso e il suo ambiente; il concetto di salute non si basa più sull’idea di assenza di malattia, ma su quella di benessere soggettivo (fisico, psichico, mentale e sociale); come risultato di una complessa interazione tra le strutture e il funzionamento corporeo del soggetto, la sua capacità di attivarsi e i contesti di vita che presentano fattori di facilitazione e di ostacolo alla sua partecipazione. (World Health Organization, The World Health Report 2002). L’attività fisica è posta in primo piano tra i cosiddetti fattori facilitatori.

CONSIDERATO CHE

la pratica sportiva rappresenta per i soggetti diversamente abili non solo la possibilità di migliorare la propria salute psico-fisica, ma un mezzo per sentirsi parte integrante di un gruppo sociale, superando i propri limiti fisici e psicologici;

ad essa vengono riconosciuti benefici non solo sul piano fisico (la riabilitazione ad esempio), ma rappresenta uno strumento privilegiato per superare i propri disagi favorendo la comunicazione interpersonale, la socialità, l’autonomia, e incrementando la propria autostima;

lo sport rappresenta un importante strumento educativo e formativo specie nella scuola, rappresentando quest’ultima il luogo di maggiore integrazione sociale tra i normodotati e i disabili.

EVIDENZIATO CHE

Oggi le Paraolimpiadi sono una realtà nel nostro Paese e lo sport agonistico per i disabili ha la sua rappresentanza istituzionale nel Comitato Italiano Paralimpico (CIP) istituito con la Legge 15 Luglio 2003, n. 189 (“Norme per la promozione della pratica delle sport da parte delle persone disabili”) e che oggi fa parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), occupandosi della promozione dello sport per i disabili sull’intero territorio nazionale, con particolare riferimento ai giovani ed a partire dalla Scuola; a livello locale sono già attivi progetti e programmi di promozione sulle attività paralimpiche svolte sul territorio, ma ancora difficoltosa risulta l’informazione, l’accesso alle strutture sportive e l’utilizzo delle attrezzature da parte delle persone disabili.

SOTTOLINEATO CHE

Ridurre lo sport solamente all’agonismo costituisce un pregiudizio che lo riserva solo a pochi professionisti e allontana tutti gli altri dal praticarlo e che è , dunque, necessario ritrovare una diversa cultura del movimento e dello sport che sia inclusiva rispetto alle diverse caratteristiche individuali delle persone disabili, anziani, uomini, donne, bambini;

Ripensare l’attività sportiva in questa prospettiva significa recuperarne e potenziarne le finalità di tipo formativo ed educativo facendone emergere anche gli aspetti sociali e culturali;

Tuttora esistono pregiudizi che associano la persona con disabilità esclusivamente al proprio deficit riducendone e ostacolandone la ricerca e la messa a fuoco delle risorse e delle potenzialità soggettive e relazionali;

A livello locale sono già attivi progetti e programmi di promozione sulle attività paralimpiche svolte sul territorio ma ancora difficoltosa risulta l’informazione, l’accesso alle strutture sportive e l’utilizzo delle attrezzature da parte delle persone disabili.

INVITA SINDACO E GIUNTA IN ACCORDO CON LA CITTÀ METROPOLITANA

ad intervenire sul tema attraverso:

la realizzazione di campagne di corretta informazione e sensibilizzazione indirizzate alla collettività, anche attraverso i Quartieri, e alle scuole sul binomio disabilità e sport, al fine di incentivarne la pratica;

L’incentivazione delle esperienze positive di sport e disabilita già attive sul territorio, predisponendo una rete di azioni condivise tra le associazioni impegnate sul tema e le istituzioni locali con l’obiettivo di realizzare pienamente il diritto di accesso ai trasporti, all’informazione, alla comunicazione, alle attrezzature e ai servizi sportivi forniti al pubblico con disabilità, sia nelle aree urbane che in quelle rurali;

la promozione di progetti e azioni finalizzate al superamento delle barriere psicologiche e fisiche al fine di considerare lo sport come strumento di promozione della salute, inteso come benessere soggettivo (fisico, psichico, mentale e sociale), veicolo fondamentale per favorire la piena inclusione delle persone diversamente abili nonché a facilitare l’accesso agli spazi pubblici ed in particolare alle strutture sportive da parte dei cittadini disabili assicurando la fruibilità degli impianti sportivi e la specifica formazione di operatori per l’accompagnamento di queste persone alla pratica sportiva;

progetti di potenziamento dell’attività sportiva paralimpica nella scuola, coinvolgendo i genitori e gli insegnanti, poiché la scuola, dopo la famiglia, rappresenta un eccezionale veicolo di crescita psicologica, emotiva, sociale, oltre che fisica della persona disabile.

F.to: M.C. Manca, C. Mazzanti, R. Santi, P. Licciardello, R. Persiano, I. Angiuli, M. Campaniello, F. Mazzoni, A. Colombo, R. Li Calzi, E. Clancy, M. Cocconcelli, A. Palumbo , G.M.De Biase, F. Martelloni.

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