Lunedì 15 giugno 2020 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale sul caso di Patrick Zaki e Giulio Regeni.

Online è disponibile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

Ancora una volta, Bologna si é mobilitata per la liberazione di Patrick Zaki e per chiedere verità per Giulio Regeni. I volti, disegnati dall’artista e attivista per i diritti umani Gianluca Costantini, sono stati esposti su un grande manifesto in piazza Maggiore.

Era il 25 gennaio 2016, quando Giulio Regeni veniva torturato e ucciso in Egitto. Giulio aveva 28 anni ed era un dottorando dell’Università di Cambridge. Purtroppo sono stati 4 anni e mezzo di depistaggi e di promesse non mantenute.

La città di Bologna si è anche attivata in favore della scarcerazione di Patrick Zaki, studente all’Università di Bologna, torturato dalle forze di sicurezza egiziane. Patrick, 27 anni, è uno studente dell’Università di Bologna ed è stato arrestato il 7 febbraio 2020 al suo arrivo in Egitto, per una breve visita alla sua famiglia.

A fianco dello striscione a Palazzo D’Accursio per chiedere verità per Giulio Regeni, il Comune di Bologna ha esposto anche uno striscione per chiedere la scarcerazione di Patrick Zaki. La vicenda di Patrick Zaki e quella di Giulio Regeni e della sua uccisione, richiama la responsabilità dell’Italia e dei paesi europei.

È difficile quindi comprendere la vendita di due navi militari della Fincantieri al regime egiziano. Credo sia grave uno scambio commerciale con l’Egitto, un regime al quale la Procura di Roma attribuisce responsabilità dirette nell’omicidio di Giulio Regeni. In questi anni, non è stata svolta nessuna attività di pressione nei confronti dell’Egitto da parte del Governo italiano e dell’UE.

Intervengo in Consiglio comunale per esprimere la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alla famiglia di Patrick Zaki. La vendita delle armi all’Egitto non è un tradimento solo per le loro, ma anche per tutti i cittadini italiani, per tutti noi.

A più di quattro anni e mezzo dall’omicidio in Egitto di Giulio Regeni, è importante continuare a sostenere la campagna di Amnesty International che chiede “Verità per Giulio Regeni” e per chiedere che Patrick Zaki possa essere liberato al più presto.