Lunedì 9 dicembre 2019 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale  sul recente evento dedicato alla cura condivisa dei beni comuni.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Il 6 e 7 dicembre Bologna è stata capitale dell’immaginazione civica:

due giorni dedicati alla cura condivisa dei beni comuni. Hanno partecipato più di 60 città e Università da tutta Italia: Sindaci, amministratori, ricercatori, professionisti, cittadini. Come ha ricordato l’Assessore Lepore, l’obiettivo è creare una rete (un patto) di città per scambiare buone pratiche e esperienze di collaborazione.

La città di Bologna si è dotata nel 2014, prima in Italia, del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani: uno strumento, che si è poi diffuso su tutto il territorio nazionale, per favorire la condivisione delle responsabilità nella cura e nella rigenerazione della città, grazie alla possibilità di stipulare dei “patti di collaborazione”.

Oggi, oltre 200 Comuni hanno adottato il Regolamento e hanno stipulato migliaia di patti di collaborazione con un coinvolgimento complessivo stimato di 800mila persone.

Dalle città e da Bologna può partire una battaglia di civiltà, un esempio per dimostrare come sia possibile fare politiche e azioni concrete di cittadinanza per tutti. Un idea di città inclusiva, in grado di promuovere responsabilità diffusa e partecipazione, coinvolgendo i cittadini nella cura e nelle scelte per la città. I Comuni devono diventare soggetti preparati a collaborare in modo efficace con la città, e allo stesso tempo fare scelte il più possibile condivise.

Le strade, le piazze, gli immobili, i giardini di Bologna sono luoghi di passaggio e svago, ma anche spazi di vita, dove si incontrano persone e si scambiano opinioni, culture, idee, esperienze. La riqualificazione del territorio, delle periferie, degli spazi pubblici è un’attività strategica per contrastare il degrado e rendere protagonisti i cittadini.

Dobbiamo valorizzare le risorse che vengono messe a disposizione dai cittadini, prevedendo un contributo diretto e autonomo dei singoli cittadini alla cura e costruzione dei beni comuni, secondo una logica di cittadinanza attiva. E grazie al Regolamento sui beni comuni, oggi, cittadini e Amministrazione possono condividere la responsabilità nella cura e nella rigenerazione delle nostre città.

L’invito è di estendere la collaborazione e lo scambio di esperienze anche a livello europeo, una “rete civica” di città italiane e europee per l’innovazione civica e la collaborazione, “patti di collaborazione” tra città europee con l’obiettivo di promuovere responsabilità diffusa e partecipazione, valorizzando le risorse costituite dai cittadini.

Un ringraziamento particolare alla Fondazione Innovazione Urbana e Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà.