Lunedì 18 marzo 2019 la consigliera comunale PD Elena Leti è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale riguardo alla manifestazionae globale per la tutela dell’ambiente

Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta. Online è inoltre disponibile il relativo comunicato stampa.

Pazienza niente, studenti per l’ambiente“. Con questo slogan, da Piazza Maggiore a Bologna é partito il corteo degli studenti che hanno aderito allo sciopero per il clima ‘Global Climate Strike for Future’. A sfilare sono circa 3000 persone non solo giovani studenti ma anche bambini, genitori, anziani, insegnanti e presidi.

Venerdì 15 marzo sarà ricordato come il giorno dedicato alla lotta per il clima promosso da una sedicenne svedese Greta Thunberg, che ha dato il via agli scioperi per il clima. Manifestazioni iniziative e incontri si sono svolte in tutta l’Emilia Romagna, in Italia (gli organizzatori parlano di circa 1 milione di partecipanti) e nel mondo, coinvolgendo più di 100 nazioni e 1700 città.

Per il venerdì che guarda al futuro questi leader ambientalisti chiedono a gran voce ai rispettivi Paesi, politiche più incisive contro il riscaldamento globale, in particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra.

Quello di venerdì non è stata una semplice manifestazione, ma uno sciopero, nato dagli studenti che hanno voluto dare una scossa agli adulti che definiscono inerti davanti ai cambiamenti climatici.

Le giovani generazioni, hanno scritto i promotori dello sciopero costituiscono più della metà della popolazione mondiale. Sono nate e cresciute nella crisi climatica, hanno mosso i primi passi nella sesta estinzione di massa, sono testimoni dei disastri che il global warming già consegna alle fasce più povere ed esposte della popolazione. Carestie di massa, siccità, vortici di fuoco, inondazioni, guerre, morte.

Proseguono sottolineando che le regole attuali, in un mondo che ogni giorno consuma 100 milioni di barili di petrolio, non sono sufficienti e vanno cambiate. Occorre sottoscrivere un nuovo piano per il clima che preveda il 100% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, la cessazione della costruzione di infrastrutture per i combustibili fossili, una transizione equa per le comunità più emarginate e più deboli a una nuova economia basata su fonti pulite, e l’accettazione della scienza nelle decisioni politiche.

Il Comune di Bologna tra il 2011 e 2015 ha elaborato alcuni strumenti per mettere a punto e coordinare le proprie politiche ambientali. Il PAES Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, Il Piano di Adattamento Climatico, primo comune italiano ad elaborare questo piano attraverso una visione complessiva, e l’esito del progetto LIFE+BLUE AP finanziato dalla Commissione Europea per realizzare alcune misure concrete atte a rendere la città meno vulnerabile alle conseguenze del mutamento climatico. Il Piano di Adattamento climatico (considera gravi effetti come temperature alte, alterazioni del ciclo dell’acqua ed eventi atmosferici estremi), individua misure che si orientano verso quella che è stata definita “economia verde”.

Ma venerdì questi ragazzi ci hanno ricordato che siamo solo all’inizio, e dobbiamo lavorare molto molto di più. Dobbiamo accrescere la nostra capacità di dare risposte di natura ecologiche ai problemi posti dai nostri stili di vita e dal modello di sviluppo. Una lunga strada ci aspetta se vogliamo dare una risposta a questi tanti giovani che ci chiedono di consegnare loro un mondo più sano.