Lunedì 28 ottobre 2019 il consigliere comunale PD Claudio Mazzanti è intervenuto in Consiglio comunale ad inizio seduta con il seguente intervento.

Di seguito il testo dell’intervento.

Grazie, Presidente. Intervengo perché mi ha molto incuriosito questo articolo uscito sui cani poliziotto che hanno bisogno di una nuova casa.

Di questo ringrazio i sindacati di Polizia che sono usciti con questo annuncio, con questa protesta, perché faccio fatica a capire la logica del Ministero degli Interni, non di oggi, di sempre.

Dove attualmente c’è la caserma del Corpo cinofilo, quella è un’area che in piano regolatore è l’area dove deve passarci sopra l’asse dell’89, anzi sotto e sbuca dove finisce sulla Rotonda Gararin. Nella Giunta Vitali, così come nella Giunta successiva, quella del Sindaco Guazzaloca, l’Amministrazione comunale fece due cose.

La prima, come chiedeva il Ministero degli Interni di allora: individuare aree o lotti per creare case per gli agenti in servizio e per quanto riguardava il Comune di Bologna, occorreva trovare anche un’area dove prevedere la nuova caserma moderna dei cinofili e dove mettere i cavalli della Polizia a cavallo. Si predispose la variante e si dette la possibilità al Ministero, tramite le Prefetture, di realizzare questo intervento. Poi non se n’è fatto niente.

È talmente vero che l’area è tornata a destinazione agricola. Era esattamente di fronte al carcere di Bologna, sulla Via del Gomito.

Con l’ultimo piano regolatore approvato quell’area è stata cancellata, in quanto non se ne fece nulla. Quello era un bellissimo progetto.

Recentemente abbiamo approvato una variante d’urgenza per autorizzare la Guardia di Finanza con un progetto edificatorio, tra l’altro, anche di qualità architettonica dove trovava posto anche il Corpo cinofilo della Guardia di Finanza. Faccio fatica a capire, perché in effetti il problema c’è. Ho amici che hanno lavorato in quel settore e mi raccontano della inadeguatezza di quel posto.

La cosa che mi ha molto colpito è che sia uscito questo articolo solo oggi che sostanzialmente conferma che la situazione è sempre quella di allora. È talmente vero che oggi l’area è tornata alla destinazione originaria.

La stessa cosa avvenne anche per gli alloggi; l’esempio classico è l’area di via Serra, Albani, Di Vincenzo: in quell’area è stata data per quindici anni la possibilità, al Ministero, di fare alloggi di servizio. Anche lì, dopo un bel po’, hanno restituito l’area di Via Serra-Albani-DiVincenzo e non se n’è fatto nulla.

Veramente si fa fatica a capire. Da parte mia chiederò alle organizzazioni sindacali se erano a conoscenza di questa vecchia storia che, se attuata, avrebbe risolto un problema di salvaguardia degli animali utilizzati per la battaglia antidroga e anti-esplosivo e per i cavalli che, mi risulta, se ancora ci sono, venissero parcheggiati provvisoriamente presso l’ippodromo ad Arcoveggio.