Lunedì 27 maggio 2019 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale sul tema dello sviluppo sostenibile in agricoltura.

Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta. Online il relativo comunicato stampa.

Un nuovo modello di sviluppo, che parte dal basso e da cittadini che si mettono insieme, e da istituzioni che li sostengono. La storia della cooperativa di cittadini coltivatori biologici Arvaia e del Parco Città Campagna a Bologna insegna come sia possibile fare economia e creare lavoro, puntando su partecipazione, bene comune, sostenibilità, ambiente e salute.

a cooperativa Arvaia è la prima CSA (Community supported agricolture) in Italia, cittadini coltivatori biologici con in gestione 45 ettari di terreno pubblico. È stata fondata nel 2013 e oggi i soci sono più di 450 (la maggioranza donne): dalla semina al raccolto, la gestione del lavoro è collettiva e i prodotti sono destinati prevalentemente alla sussistenza dei soci stessi (una realtà di autoproduzione e consumo a Km 0).

Il terreno coltivato da Arvaia è quello del Parco Città Campagna, voluto dal Comune per preservare un tratto di territorio rurale di pregio nella pianura ovest della nostra città. Il progetto del parco è il risultato di un percorso partecipato che ha coinvolto le associazioni che da tempo animano con attività culturali, sociali e agricole, il territorio.
Questa mattina, grazie alla II Commissione, i Consiglieri comunali hanno avuto l’opportunità di visitare la cooperativa e conoscere l’esperienza e la storia di Arvaia e del Parco Città Campagna, e abbiamo imparato che attraverso la partecipazione dei cittadini è possibile fare sviluppo (sono quasi 10mila le ore di volontariato nel 2018), avendo come riferimento non solo i criteri economici, ma quelli etici, ambientali e sociali.

A inizio anno, i soci di Arvaia definiscono un budget, che comprende tutte le spese di produzione, e decidono cosa coltivare e come organizzare il lavoro. Il budget viene suddiviso per il numero dei soci e la singola quota annuale consente di ricevere settimanalmente frutta e verdura sufficienti per una famiglia. I prodotti – dalla cipolla alla fragola, dalla zucca ai fagioli – vengono raccolti due volte a settimana e consegnati attraverso 10 punti di distribuzione in varie zone della nostra città. E non finisce qui, perché una delle finalità di Arvaia è creare occupazione: sono 12 i soci lavoratori. Arvaia collabora con l’Università di Bologna, Coop Iris, CampiAperti, Mag6, Genuino Clandestino, Gas di Bologna, Aress, Camilla, Camere d’aria, e con tante altre realtà sociali, culturali, educative e economiche.

Da parte nostra, occorre valorizzare queste esperienze e moltiplicarle. Serve un impegno attivo delle istituzioni, una collaborazione per sostenere un modello innovativo e condiviso che può essere replicato in tutto il territorio metropolitano di Bologna, come buona pratica da imitare.

Una Bologna migliore è possibile. Basta volerlo.