Lunedì 14 settembre 2020 in apertura della seduta del Consiglio comunale la consigliera comunale Elena Leti è intervenuta riguardo all’AGEOP.

Online è pubblicato il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

Casa Gialla per Ageop Ricerca è un sogno che parte da lontano. Era il 2008 quando l’associazione, che dal 1982 ha sede all’interno del reparto di Oncoematologia Pediatrica, del Policlinico di S.Orsola, ha iniziato a progettare un’accoglienza integrata. L’obiettivo era superare il concetto di alloggio, fornito attraverso l’uso di camere in appartamenti separati, per creare una grande casa che potesse offrire servizi e assistenza continuativi e dare alle famiglie una vera e profonda accoglienza. La ricerca è stata lunga ed è passata attraverso soluzioni provvisorie prima di approdare a Casa Gialla, che aveva tutte le caratteristiche del “posto giusto”. Anche se è l’ultima arrivata tra le strutture d’accoglienza Ageop, dal 2015 Casa Gialla ha già ospitato 240 piccoli pazienti oncologici con le loro famiglie. È una casa ad alta specificità, pensata in ogni dettaglio per rispondere alle esigenze dei bimbi ammalati di tumore, garantendo altissimi standard igienico-sanitari, ma in spazi accoglienti e a misura di bambino, in cui ognuno possa essere accompagnato e sentirsi a casa.

Casa Gialla si inserisce all’interno della collaborazione tra Ageop Ricerca e la Sanità pubblica, perché al suo interno l’associazione dà continuità alle cure ospedaliere. Nelle Case Ageop trovano ospitalità i bambini che provengono da territori dove le terapie d’eccellenza erogate al Lalla Seràgnoli non sono disponibili e che incontrano a Bologna possibilità di Cura che non avrebbero altrove. Questi piccoli ogni anno sono circa 100.
Dopo una fase di ricovero, la Clinica attinge alle Case Ageop, considerate un prolungamento degli spazi ospedalieri, per passare alle cosiddette “dimissioni protette”. Il bambino viene dimesso ed entra in regime di Day Hospital, ossia deve recarsi pressoché ogni mattina al 4° piano per terapie ed esami, ma può trascorrere il resto della sua giornata a casa. Questo migliora la qualità della sua vita e lascia spazio in reparto per altri piccoli pazienti, offrendo anche a loro la possibilità di accedere a terapie salvavita.

I bambini che arrivano da fuori città, ad esempio dalla Romagna, dalla Sicilia o dall’Albania, approdano quindi alle Case Ageop che, essendo destinate a pazienti fragili ed immunodepressi, hanno tutte le caratteristiche per supportarli e proteggerli. A loro Ageop garantisce ospitalità gratuita insieme alle famiglie, trasporti quotidiani da e verso l’ospedale, spesa a domicilio, farmaci, giochi, supporto psicologico, laboratori creativo-terapeutici e la presenza di volontari qualificati.

Ma adesso Ageop rischia di perdere Casa Gialla ed è necessario il sostegno di tutti per acquistarla e destinarla per sempre ai piccoli pazienti oncologici. Perché, come tutti i sogni, va custodita e coltivata con cura.
Al momento della ristrutturazione, nel 2015, è stato siglato un contratto di rent to buy, che dà all’associazione la possibilità di capitalizzare gli affitti pagati dalla quota di acquisto al momento del rogito, previsto per l’aprile 2021.
Se Ageop non riuscisse a confermare il rogito, andrebbero persi 216.000 euro versati fino ad adesso e tutti i fondi investiti nella ristrutturazione.

Entro la primavera del 2021 dovremo raccogliere 1.000.000 di euro e renderla per sempre un luogo di Cura, Gioco e Vita.

AGEOP e AGEOP RICERCA è una Associazione Genitori Ematologia Oncologica Pediatrica, da oltre vent’anni è occupata e impegnata nella lotta contro i tumori e le leucemie nell’infanzia.

Da due anni sono volontaria AGEOP. Mi sono occupata prima di promozione e nell’ultimo anno fino al lockdown mi sono recata tutti i martedì mattina dalle 9 alle 12 al 4 piano del padiglione 13, reparto dedicato al day hospital oncologico del Sant’Orsola, per assistere i bambini che vengono sottoposti a chemioterapia.

Ho visto e vissuto con i miei occhi, la sofferenza il dolore la fatica che passano questi bimbi e le loro famiglie e l’importanza estrema che ha il sostegno il conforto e l’aiuto concreto rivolto a loro. Per molti che vengono da fuori Bologna avere la possibilità di avere una casa, dove poter risiedere per il lungo periodo delle terapie, in alcuni casi lunghe anche due anni, vicino all’Ospedale e soprattutto gratuitamente è l’unica possibilità che hanno.

Questa è una battaglia per loro piccole vittime inconsapevoli, ma anche per ognuno di noi.

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