Durante la seduta di lunedì 15 febbraio 2021 la Consigliera comunale PD Elena Leti è intervenuta in Consiglio comunale sull’AGEOP – Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica.

Online è consultabile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

AGEOP : Continua il volontariato durante la pandemia

Oggi 15 febbraio è la giornata internazionale contro il cancro infantile.
Ma è una edizione speciale in quanto l’Europa ha annunciato un Piano europeo che, per la prima volta, si occupa in modo specifico del cancro in età pediatrica, attraverso anche un investimento previsto di 4 miliardi di euro, volto a garantire che i bambini abbiano accesso a una rapida e ottimale individuazione, diagnosi, trattamento e cura del cancro pediatrico.

AGEOP è una Associazione Genitori Ematologia Oncologica Pediatrica con la sede dentro al Padiglione 13 del Sant’Orsola di Bologna, nata nel 1982, per volere di un gruppo di genitori di bambini ammalati di tumore.

Da allora, Ageop si impegna e progetta per curare, assistere e accogliere i bambini malati di tumore e le loro famiglie grazie all’inestimabile apporto dei volontari. Contribuisce alla ricerca scientifica nella lotta al cancro infantile e alla diffusione di una buona cultura sanitaria. Ageop Ricerca ha da sempre lavorato a favore della Sanità pubblica, ha sostenuto la realizzazione dell’Oncologia Pediatrica del Policlinico di S. Orsola di Bologna, progettando e realizzando un reparto all’avanguardia e a misura di bambino.

Nel padiglione 13 troviamo al quarto piano il dey hospital dove vengono fornite le terapie e gli esami e al quinto piano c’é il reparto e l’unità trapianti.

Ageop Ricerca sostiene la Ricerca Scientifica nella lotta al cancro infantile e si dedica alla Cura dei piccoli pazienti oncologici e delle loro famiglie attraverso progetti di Accoglienza, Assistenza, Psiconcologia, Riabilitazione Psicosociale e Sensibilizzazione.
Ogni anno offre accoglienza gratuita nelle 3 case, casa Gialla, casa Siepelunga, casa Pelageop, ad oltre 100 bambini e famiglie. Ad ognuno di loro offre gratuitamente alloggio, vitto, giocattoli, trasporti quotidiani verso e dall’Ospedale, spesa a domicilio e farmaci.
Io sono una volontaria Ageop e da alcuni anni presto il mio servizio nel day hospital pediatrico oncologico del Policlinico Sant’Orsola al quarto piano, dedicato alle terapie.
Il ruolo dei volontari è importantissimo, in ogni settore dove uno è stato assegnato. In questo caso ognuno ha un compito, che va dal trattenere i piccoli mentre svolgono le terapie, distrarli e farli giocare all’interno di una delle salette giochi previste in corsia. Oltre a portare assistenza ai famigliari che si trovano in reparto o nella unità trapianti dove i genitori vivono con i propri piccoli all’interno del dipartimento per lunghi periodi e dove necessitano di tutto.
Ho visto e vissuto con i miei occhi, la sofferenza il dolore la fatica che passano questi bimbi e le loro famiglie e l’importanza estrema che ha il sostegno il conforto e l’aiuto concreto rivolto a loro. Per molti che vengono da fuori Bologna avere la possibilità di avere una casa, dove poter risiedere per il lungo periodo delle terapie, in alcuni casi lunghe anche due anni, vicino all’Ospedale e soprattutto gratuitamente è l’unica possibilità che hanno.
Tutto questo è indispensabile, ma in epoca di Pandemia è divenuto molto difficile.
Il tumori dei piccoli come degli adulti hanno continuato ad esistere senza o con il Coronavirus. E l’assistenza relativamente all’accudimento che puoi offrire si è ridotta molto non avendo la possibilità di avere dei contatti diretti. Non puoi giocare con loro, non puoi prenderli in braccio non puoi coccolarli. Puoi farlo a distanza parlandogli da molto lontano.
Auspico che si possa, attraverso una campagna vaccinale efficiente sconfiggere questo terribile virus che non ha portato solo morte e crisi economica ma ha colpito il cuore della nostra società. Ha ristretto il campo delle relazioni. Ha colpito in modo particolare l’ambito del volontariato. È il luogo dove tanti volontari trovano spazio per “darsi” nel valore comune della solidarietà.
Questa è una battaglia per loro piccole vittime inconsapevoli, ma anche per ognuno di noi.