Lunedì 16 settembre 2019 il capogruppo PD Claudio Mazzanti è intervenuto in Consiglio comunale in merito all’Aeroporto Marconi.

Di seguito il testo dell’intervento.

Oggi è apparso un articolo su un quotidiano bolognese, dove il direttore dell’Aeroporto Marconi porta dati estremamente interessanti.

Ancora di più si dimostra come l’aeroporto di Bologna è un volano fondamentale per l’economia bolognese. È in crescita, produce utili. Fra occupazione diretta e occupazione indotta, ci sono oltre 4 mila persone che vivono e lavorano con l’attività aeroportuale. C’è un piano investimenti rigoroso e molto importante.

Tra un po’ l’Amministrazione, insieme all’Aeroporto, faranno insonorizzare una delle scuole che è sul cono, fattore rilevante.

La cosa che mi preoccupa, come già ho avuto occasione di dire in Consiglio comunale e come è stato riportato dalla stampa, è un dato e anche in questa intervista non si scioglie un nodo: i decolli sulla città.

Dico questo per un motivo molto semplice. Come ho detto due Consigli fa, il paradosso è che abbiamo avuto un abbattimento del rumore dell’aeroporto sulla zona industriale: 1,5 decibel in meno. Sapete che i decibel vanno in scala logaritmica, quindi è 3 il valore.

Mentre su Bologna, pur stando dentro i limiti di legge, che quindi non vengono sforati, c’è stato un innalzamento del livello di rumorosità.

Ora, il Comune di Bologna, insieme all’Aeroporto, hanno chiesto a ENAC ed ENAV di convocare la Commissione aeroportuale; questa Commissione deve essere convocata da questi due enti di Stato, in modo da valutare l’attività dei voli e vedere se finalmente, come succede in tante altre parti d’Italia, i voli possono, per la stragrande maggioranza, partire sulla zona industriale e non sull’abitato di Bologna, che coinvolge circa 40/50 mila cittadini.

Nessuno vuole chiudere l’aeroporto, anzi i dati che vengono riportati sono importanti e fondamentali per la vita economica della città e per quelle migliaia di famiglie che ci lavorano e vivono.

Ma io credo, come avviene da altre parti, che non ci sia problema alcuno a convocare la Commissione aeroportuale e far sì che enti di Stato – e qui richiamo anche i rappresentanti politici della città di Bologna che a Roma operano a livello parlamentare – per far sì che questi rispettino la città e finalmente comincino a invertire le rotte, in modo che il sorvolo, in decollo, della città di Bologna sia esclusivamente un fatto emergenziale e non il 60 per cento delle volte, come avviene oggi.