Lunedì 14 ottobre 2019 il consigliere comunale PD Claudio Mazzanti è intervenuto in Consiglio comunale in merito alle tratte di partenza e arrivo dei voli dell’Aeroporto Marconi.

Di seguito il testo dell’intervento.

Aeroporto. È stata fatta questa bella iniziativa sabato, la questione è sempre la medesima, due problemi: uno l’attivazione del lavoro che è stato fatto da parte delle amministrazioni territoriali nei confronti di due enti che hanno la responsabilità, insieme al Ministero dell’aviazione civile, di governare il traffico aereo; ENAC ed ENAV non si sono mai presentati in una riunione, pur formalmente convocati, né qua in Comune, né in Quartiere dicendo che il loro riferimento era Roma e il Ministero. Quindi bisogna che questi signori si convincano, prendano atto che debbono confrontarsi. È vero, c’è stato un fatto positivo: le pressioni fatte in ambito territoriale hanno portato la direzione generale e il direttore generale di ENAC ad aprire un confronto con i territori, fatto prima mai avvenuto. Anzi, arrivavano le lettere di ENAC su carta intestata non riconoscendo Regione, non riconoscendo i Comuni dicendo che loro sono loro, rispondono al Ministero e non si confrontano con nessun altro.

Credo che da questo punto di vista gli ordini del giorno votati in Consiglio di Quartiere, le prese di posizione e quest’ultimo fatto che ENAC ha dovuto prendere atto che si dovrà confrontare – c’è stato un incontro con l’Assessore regionale e ci sarà un incontro la prossima settimana con il Sindaco – apre le possibilità per far sì che per l’aeroporto di Bologna, così come per gli aeroporti italiani che per l’80 per cento, 85 per cento sono in ambito urbano – credo quattro non siano in ambito urbano – si modifichi la legge del 1997: basta un semplice decreto e quei valori indicati in quella legge possono benissimo essere abbassati.

Capisco una cosa molto semplice, che nessun Governo ha fatto questo perché, se questo fa, vuol dire che l’80 per cento degli aeroporti nazionali sono fuori e andrebbero fuori dalla loro attività aeroportuale.

La Regione Emilia-Romagna ha altri spazi: a Forlì, a Rimini, a Parma dove poter bilanciare questo tipo di attività, perché non dimentichiamo mai che l’aeroporto è uno dei quattro punti di sviluppo della città di Bologna. Questo è l’intervento su cui noi ci muoveremo.