Lunedì 19 ottobre 2026, la consigliera comunale PD Loretta Bittini ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Il 17 ottobre non è stato un sabato qualsiasi a Bologna”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.

Di seguito il testo del parlato.

Vorrei esprimere la mia solidarietà ai carabinieri, alla polizia e a tutte le donne e gli uomini impegnati sabato in una giornata di guerriglia che ha messo a ferro e fuoco la città.

Chi ha commesso violenze, devastato e distrutto deve essere individuato e severamente punito, senza ambiguità né giustificazioni. La violenza non è uno strumento di libertà e non può diventare il mezzo per cambiare la società.

Ma è altrettanto importante riflettere su ciò che sta accadendo e sulle preoccupazioni che attraversano il nostro Paese, non solo nel nostro paese è accaduto in Francia in tutta Europa perché sta nascendo un gruppo di inclusi e un gruppo di esclusi Salvo che gli esclusi stanno numerosamente crescendo.

Le questioni sociali sollevate sono reali e riguardano milioni di italiani: arrivare alla fine del mese, pagare l’affitto, sostenere il costo della benzina o dei trasporti per raggiungere il lavoro. Penso a chi lavora con salari insufficienti, a chi vede cambiare le proprie prospettive pensionistiche e a chi teme di perdere il posto a causa dell’automazione e dell’intelligenza artificiale.

Penso a una società in cui le disuguaglianze crescono, le sicurezze diminuiscono e troppe persone si sentono lasciate indietro.

È proprio qui che dobbiamo interrogarci sul futuro. Una società incapace di rispondere alle difficoltà rischia di alimentare rabbia, esclusione e sfiducia. Ma comprendere il disagio non significa giustificare la violenza, così come denunciare le ingiustizie non autorizza a distruggere le città, aggredire le persone o intimidire chi la pensa diversamente.

La mia preoccupazione è che, di fronte alla violenza, si finisca per accettare l’idea che, per garantire la sicurezza, sia necessario limitare la libertà di tutti.

Non possiamo permetterlo. Le azioni di pochi non devono mettere in discussione i diritti di molti. Sicurezza e libertà non sono nemiche: sono entrambe fondamentali per una democrazia autentica.

Dobbiamo recuperare il significato più profondo della convivenza civile: la convinzione che si possa stare meglio tutti, che nessuno debba essere condannato all’esclusione e che il futuro non sia un privilegio per pochi.

Come si cambia tutto questo? C’è una strada che non dobbiamo abbandonare: quella della democrazia.

Il voto. La partecipazione. La libertà di pensare, parlare, proporre e scegliere.

Anche chi contesta il sistema o protesta contro le ingiustizie deve poter esercitare questi diritti, rispettando quelli degli altri. La democrazia non è perfetta, ma è lo spazio nel quale possiamo cambiare le cose senza distruggere ciò che ci tiene insieme.

Difendiamo le forze dell’ordine, chi subisce le ingiustizie, il lavoro e la dignità delle persone.

Ma, soprattutto, difendiamo la libertà.

Perché una società nella quale la violenza sostituisce il confronto è una società in cui, alla fine, rischiamo di perdere tutti.