Lunedì 12 ottobre 2026, il consigliere comunale PD Roberto Iovine ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Il rapporto Gimbe sulla Sanità in Emilia – Romagna”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
Leggo da una agenzia che secondo una autorevole esponente di FdI, se la sanità in Emilia-Romagna è ancora una volta eccellenza nel Paese è “merito esclusivo dello sforzo titanico di medici, infermieri e operatori, non certo di una programmazione locale che mostra invece evidenti crepe”.
Di fronte ad affermazioni del genere c’è da rimanere esterrefatti.
Veramente si può pensare che i risultati più che ottimi della nostra sanità nel raggiungimento dei LEA possa dipendere solo dalla buona volontà degli operatori? Sembra di essere in una favola di Perrault, piena di buoni sentimenti e di generosi altruisti. Che dire allora degli operatori della sanità delle regioni inadempienti, cioè che non hanno raggiunto un punteggio minimo nella espletazione dei LEA? Tutti lavativi, incapaci, demotivati? Come se non sapessimo che i risultati di una azienda sanitaria dipendono non solo dalla bravura di chi ci lavora ma dal contesto generale, dalla qualità della governance, da una organizzazione efficace ed efficiente, dal sistema premiante responsabile della motivazione degli operatori, dalla buona gestione delle risorse disponibili ecc. Lisciare il pelo, per non dire di peggio, a noi operatori suona come una captatio benevolentiae che ormai non fa più presa, troppo usurata per essere credibile.
L’esponente della opposizione poi si allarga a stigmatizzare le affermazioni del presidente De Pascale e dell’assessore Fabi sul ”presunto definanziamento” del sistema sanitario. Che tutto è fuorchè presunto.
Tutti capiamo che un aumento in termini assoluti del fondo sanitario nazionale poco spiega delle reali risorse messe in campo. Secondo Cartabellotta – che ricordo deriva i suoi dati da quelli ufficialmente diffusi dal ministero e dall’istat, limitandosi a renderli più comprensibili e quindi fruibili ai più – l’incremento del Fsn nominale nel periodo 2023-2026 è stato largamente eroso dall’inflazione generale. Il Fsn del 2026 di 142,9 miliardi, corretto con l’indice Istat Nic, vale 127,9 miliardi di euro. Essendo nel 2022 di 125,4 miliardi, l’aumento si riduce quindi a 2,5 miliardi.
Se poi guardiamo il rapporto Fsn/PIL, scendiamo invece ad un finanziamento che diventa «il livello minimo di sempre»: infatti, il rapporto Fsn/Pil scende dal 6,27 per cento del 2022 al 6,14 per cento nel 2026. Tradotto in miliardi, se il rapporto Fsn/Pil fosse rimasto quello del 2022 (6,27 per cento), al Ssn nel 2023-2026 sarebbero andati 18,8 miliardi di euro in più. Sono questi i “tagli invisibili” del governo Meloni: risorse non stanziate che avrebbero dato una boccata d’ossigeno a un Ssn in affanno. Se il governo volesse, secondo il Prof. Garattini potrebbe risparmiare 5 miliardi all’anno sulla spesa farmaceutica solo attraverso la revisione del Prontuario Farmaceutico, fermo da 30 anni, mi piacerebbe sentire il parere su questo del sottosegretario farmacista.
Altri rilievi vengono fatte alle liste d’attesa, l’intasamento dei PS, la trasformazione dei CAU in AFT.
Sulle liste d’attesa la nostra regione sta lavorando da tempo, con le risorse che ha, affrontando il difficile tema della appropriatezza delle richieste, cercando di ottimizzare i flussi dei pazienti e facilitando la presa in carico del paziente piuttosto che la semplice prestazione specialistica,
Inoltre l’Emilia Romagna, dopo un anno di lavoro, ha firmato l’Accordo Integrativo Regionale con la FIMMG, organizzazione sindacale più rappresentativa, grazie al quale ha creato nell’area metropolitana di Bologna 32 (AFT) aggregazioni funzionali territoriali ciascuna con una sede ben precisata, quando possibile una Casa della Comunità, aperte 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, gestite da una pluralità di professionalità mediche, infermieristiche, fisioterapiche, sociali ecc. Oltre alla apertura della specialistica ospedaliera sul territorio (vedi esempio della ematologia e della geriatria), con un miglioramento dei tempi di attesa nei PS e sulle liste d’attesa.
Bene quindi fanno i vertici della Regione a rivendicare con orgoglio i primati nelle classifiche nazionali dei livelli essenziali di assistenza certificati dal Ministero, che vede l’Emilia-Romagna al vertice italiano per la prevenzione e ai primi posti per assistenza distrettuale e ospedaliera.
Chiudo sottolineando che il ruolo dell’opposizione dovrebbe essere quello di una critica puntuale, attenta e veritiera, sul comportamento della amministrazione: è questo il modo per pungolare gli amministratori ad un comportamento virtuoso ed orientato al bene comune. Non è diffondendo notizie manipolate, o quanto meno profondamente inesatte, con tono polemico e provocatorio, che si fa una buona opposizione, in questo modo si fa solo propaganda, che si rivolge alla pancia dell’elettore ma non ne sviluppa lo spirito critico.
E mi ripeto: è facile essere di sinistra in questo Paese.
