Lunedì 12 ottobre 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “La voce di Bologna all’Assemblea nazionale delle città per la pace”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
La pace comincia dalle città e le città sono le infrastrutture essenziali di pace su cui Governo, Parlamento e forze politiche devono investire, per consentire ai Comuni di rispondere a bisogni sempre più complessi e di costruire un futuro di pace per tutte e per tutti”.
Con queste premesse si è sviluppata l’Assemblea nazionale degli Enti Locali per la Pace a Perugia. Le giornate del 9 e 10 ottobre sono state l’occasione per condividere quanto realizzato fin’ora e quante altre azioni si intendono mettere in campo per preparare la prossima Marcia della Pace Perugia-Assisi.
È stata l’occasione per rinnovare il valore che ha per la nostra città la scelta politica chiara di avere un Assessorato alla pace e alla nonviolenza e una Delegata al dialogo interreligioso e ai diritti umani, e per ribadire quanto sia imprescindibile la relazione costante con i corpi intermedi e la società civile. Una relazione che si esprime attraverso confronti e azioni che vogliamo rafforzare.
Tra le diverse iniziative, abbiamo ricordato anche l’esperienza dello scorso anno che ha portato, in un lavoro integrato tra istituzioni, servizi educativi, societa’ civile, scuole e famiglie, i bambini di Bologna all’ultima Marcia della Pace Perugia- Assisi , sottolineando la volontà di organizzare a novembre, nell’ambito del Giro d’Italia per la Pace che si concluderà a dicembre, una fiaccolata intercomunale che possa unire Bologna, San Lazzaro, Capaci e le associazioni in un momento dedicato all’obiezione di coscienza alla leva militare.
Tema su cui si è lavorato insieme a Onde di Coscienza, Portico della Pace, Pax Christi, Emergency e altre realtà, in riunioni dedicate e in ambito consiliare con una specifica udienza conoscitiva e un ordine del giorno, e su cui si sta continuando a lavorare con il settore servizi demografici, per dare operativita’ alla proposta.
È stata l’occasione per ribadire l’importanza di continuare a sostenere nelle sedi parlamentari e nei programmi politici anche la proposta di legge “Un’altra difesa è possibile”, che ha gia’ raggiunto 57.000 firme, e con essa tutte le azioni tese a creare strumenti e infrastrutture di pace. È emersa sul piano nazionale la necessità di rendere più organico, incisivo e diffuso il lavoro che si sta portando avanti nei territori, con progetti, documenti e una rete capace di supportare attraverso buone pratiche, anche i piccoli comuni. Bologna ha portato la sua esperienza riscontrando grande interesse da parte di altri comuni.
È stata inoltre una vera emozione cogliere il valore che ha assunto “Sbellichiamoci!”, l’idea proposta dall’artista bolognese Alessandro Bergonzoni che ad oggi non solo è il motto di tutte le costruttrici e i costruttori di pace, ma è anche un programma nazionale per le scuole di ogni ordine e grado promosso dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace e dalle reti dell’Assemblea, per formare, attraverso l’Educazione Civica e strumenti educativi dedicati, una nuova generazione alla pace e alla nonviolenza.
Anche in virtù della sua appartenenza alla città e del grande riconoscimento che Bergonzoni ha da parte del Coordinamento degli Enti Locali per il suo straordinario impegno per la pace, che nei fatti lo rende già un Ambasciatore di Pace, sarebbe importante formalizzare questa proposta, emersa pubblicamente dalle realtà promotrici della Marcia della Pace locale lo scorso 1° gennaio.
Rispetto a “Sbellichiamoci!” ci siamo impegnati ad accompagnare la nuova Marcia della Pace Perugia – Assisi con iniziative che possano valorizzare e coinvolgere con un confronto ad hoc, i Quartieri e le comunità educative e sociali che ne fanno parte. La responsabilità di fare la pace va assunta da tutte le pubbliche istituzioni e dai cittadini. Solo un movimento degli Enti Locali che unisce le realtà potrà portare a una massa critica generativa capace di opporsi alla guerra e alla violenza. La pace deve essere il criterio con cui si orientano le strategie politiche.
Ecco perché la scelta del Governo Meloni di investire 14 miliardi in armi e di adottare provvedimenti e misure che dividono e allargano la forbice delle disuguaglianze è profondamente sbagliata. Non c’è pace se non si investe in cura e senza giustizia sociale e non c’è pace se si investe in guerre e si seppelliscono sotto le macerie il diritto internazionale e la legalità democratica.
Oggi la stessa tragedia di Gaza riassume la tragedia di un mondo guidato da pochi tiranni in cui, assieme alle vite, vengono colpiti con una pulizia etnica sistematica diritti umani, dignità e legalità internazionale. Si è arrivati al punto di colpire la Corte Penale Internazionale e di dichiarare in America l’intenzione di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione della pena di morte.
Questa è la barbarie in cui siamo immersi e deve riguardarci tutti, perché è in gioco la sicurezza dei popoli e perché queste politiche stanno lacerando le nostre comunità.
Per questo il Governo deve investire nelle città e le città sulla pace. È urgente costruire un’Europa federale che abbandoni il neoliberismo per un nuovo modello di sviluppo che ascolti e rafforzi il ruolo degli Enti Locali e che si basi sulla cooperazione, sul multilateralismo e sulla solidarietà tra i popoli. Noi continueremo ad operare per far si’ che tutto questo si realizzi con politiche nazionali e europee che richiedono visione, risorse, personale, competenze e continuità.
