Lunedì 5 ottobre 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Incendio in via Fioravanti. Solidarietà ai condomini e impegno concreto”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
Voglio esprimere tutta la mia più sentita vicinanza e solidarietà ai condomini dello stabile di via Fioravanti per quanto avvenuto venerdì scorso, intorno alle 19.
Tutte le famiglie sono state evacuate a causa di un incendio e solo grazie al rapido intervento di cittadini e soccorritori si sono evitate conseguenze ancora più gravi.
In seguito all’intervento dei servizi, le famiglie sono state inizialmente trasferite in albergo per poi sistemarsi presso parenti, amici o B&B. So che è un momento in cui prevalgono sentimenti di rabbia, paura e incertezza, per i danni, le verifiche e per i pregressi legati allo stabile.
La storia di quel palazzo è nota. È un condominio privato che da anni vive una situazione difficile ed esasperata per la presenza di un nucleo in grave fragilità. Un nucleo che da tempo logora la convivenza, la sicurezza e la serenità dei residenti anche con aggressioni e minacce di morte continue. Ne abbiamo parlato in Consiglio comunale e nel corso di vari incontri e contatti telefonici.
Siamo consapevoli che non si tratta di situazioni di semplice risoluzione, sia per la presenza di un minore nel tempo allontanato, sia per la tipologia dell’appartamento affittato da un privato. Nonostante fosse una situazione nota e malgrado i servizi siano intervenuti per gli aspetti di loro competenza e nei limiti delle loro possibilità, cio’ che è accaduto venerdì è un’altra prova concreta di quanto la crisi sociale, anche in quel contesto, sia esplosiva.
Purtroppo a pagare il prezzo più alto sono stati i condomini, anche se non ci sono stati feriti. Doversi staccare dalla propria casa per i danni subiti e per gli accertamenti sulla condizione del solaio e dello stabile, per i quali in questi giorni verranno appurati i parametri di sicurezza, è una perdita indescrivibile, una ferita che come istituzioni abbiamo il dovere di curare con tutti i mezzi necessari. Di quei cittadini, parte della nostra comunità, dobbiamo comprendere la rabbia e il dolore che li attraversano, continuando a stare loro vicino, perché oltre all’episodio dell’incendio permangono precedenti, disagi e aspetti che pesano per il terrore che provavano a vivere nei loro appartamenti e che nei mesi scorsi hanno anche portato alcuni a trasferirsi momentaneamente. Aspetti che si connettono anche al contesto più ampio che è attorno, con i problemi di spaccio e consumo presenti nel giardino di fronte.
Non sono mancati gli incontri con le istituzioni né il lavoro per intervenire, ma ancora oggi i cittadini segnalano che i problemi sussistono. Sono situazioni in cui non è semplice agire, perché tutti gli sforzi vengono compiuti in una condizione strutturale di tagli nazionali ai servizi, dal welfare alla sanità, alle forze dell’ordine. Aspetti che rendono sempre più difficile la tenuta sociale e che richiedono il massimo lavoro di integrazione tra servizi sociali, servizi del Quartiere, servizi sanitari e associazionismo, anche attraverso la costruzione di task force dedicate, con una regia territoriale, senza strumentalizzazioni.
Anche per questo alla politica locale è richiesto uno sforzo maggiore. Dove si creano crepe dobbiamo trovare il modo di entrare per costruire un’azione collettiva capace di dare risposte ai problemi. In altre occasioni, nel tempo, non senza difficoltà, ci siamo riusciti e la Bolognina è comunque una zona in cui si è investito molto per creare presidi, strutture, nuovi servizi e interventi integrati, anche nelle aree più critiche.
Restano punti che, per la loro complessità, richiedono un salto ulteriore da organizzare, attraverso la partecipazione e un monitoraggio costante.
Se un cittadino segnala che un luogo dedicato ad anziani, giovani e famiglie è stato occupato da altri, è necessario evitare che la situazione si cronicizzi, rafforzando ancora di più il lavoro di comunità che i servizi e la società civile mettono in campo con grande abnegazione.
Sul caso specifico di venerdì scorso dobbiamo adoperarci, da un punto di vista umano e politico, per sostenere i cittadini vittime dell’episodio, favorendo anche un momento di incontro comune e rafforzando un lavoro politico che nella zona, con tutte le difficoltà, si sta cercando di portare avanti. Ognuno, in una dimensione organica e integrata, può e deve fare la sua parte.
A noi il compito di unire le forze per costruire, con la comunità e con tutti gli attori in gioco, una strategia stabile e condivisa, ma alla politica nazionale il dovere di comprendere gli effetti drammatici di scelte che non investono in salute, prevenzione, sicurezza e risorse umane.
