Lunedì 21 settembre 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “CPR : solidarietà ai medici”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
Dopo il presidio di sabato in difesa dei medici, Forza Italia ha contestato la partecipazione del Partito Democratico di Bologna. Visto che anche io ero presente, vorrei ribadire al capogruppo in Regione, Vignali, la nostra posizione espressa anche dal segretario Di Stasi. Noi non mettiamo in discussione l’autonomia della magistratura e auspichiamo che le indagini facciano rapidamente chiarezza sulle ipotesi di reato. Allo stesso tempo esprimiamo perplessità per le modalità con cui si stanno sviluppando gli accertamenti nei confronti dei medici, perquisiti a casa all’alba senza avviso e senza essere nemmeno indagati, come se fossero delinquenti. Professionisti chiamati ad accertare le condizioni di persone fragili seguendo un codice deontologico che garantisce ( art. 32 della Costituzione italiana) a tutti il diritto alla salute e alla cura. Medici che in questo caso hanno esercitato il loro lavoro per verificare l’idoneita’ o meno del migrante ad essere trattenuto in un CPR e che ora vengono accusati di aver emesso certificati falsi.
Per questo occorre distinguere bene i piani.
Dal punto di vista politico mi preme ribadire la solidarietà a questi medici e sottolineare, come è ormai ampiamente dimostrato, che i Cpr sono luoghi disumanizzanti e ambienti patogeni che generano o acuiscono le malattie dei migranti, senza peraltro raggiungere l’obiettivo per cui sono stati istituiti: quello del rimpatrio dei migranti irregolari che non hanno diritto di restare in Italia. È dimostrato che solo il 10% viene effettivamente rimpatriato, mentre gli altri tornano liberi senza una reale rete di welfare all’esterno che possa favorirne l’accoglienza e l’integrazione perché lo stato in questo non investe. Le conseguenze si ripercuotono poi sulle nostre comunità perché di fatto, dopo il tempo di permanenza, chi resiste in questi luoghi che sono come carceri e esce, si ritrova spesso con il rischio elevatissimo di essere intercettato dalla criminalità. Questo è l’iter che il più delle volte si palesa e che dovrebbe porre al centro del dibattito una discussione seria sulle politiche che andrebbero messe in campo per salvaguardare vite, diritti e dignità perché i migranti che arrivano non sono a priori delinquenti, anche se la destra punta a far credere che sia così. I migranti sono persone che scappano da situazioni drammatiche alla ricerca di una vita migliore. Scappano come scapperemmo noi se ci trovassimo nelle loro situazioni, rischiando la vita. Lo dico per rivendicare il ruolo di medici e esperti che hanno scelto di sensibilizzare e far capire quanto questi luoghi siano inutili e degradanti. Se esiste un luogo peggiore delle carceri ha solo un nome e si chiama CPR. Più che una caccia alle streghe, perché politicamente quanto sta emergendo somiglia a questo, dovremmo renderci conto di quante storture da correggere presenta il sistema.
Quindi tornando ai commenti di Forza Italia sulla stampa, vorrei chiudere sottolineando che in uno stato democratico e di diritto è doveroso che la politica esprima vicinanza e solidarietà a chi ogni giorno esercita il proprio ruolo professionale ponendo al centro l’etica e l’umanità.
Le indagini faranno il loro corso, ma non è la prima volta che vengono adottati strumenti comuni in una rete pubblica nazionale. È ciò che avviene anche nel privato sociale. Gli strumenti e i moduli comuni con frasi e punti standard servono a ottimizzare e dovrebbe saperlo anche la destra che purtroppo è sempre più impegnata a silenziare, neutralizzare e incarcerare le fragilità, anziché affrontarle.
