Lunedì 13 luglio 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Campagna per la difesa civile non armata e non violenta”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
In questo tempo drammatico, segnato da guerre e conflitti che dividono il mondo in buoni e cattivi, alimentando la fobia del nemico e l’economia bellica, che finisce per oscurare i principi fondamentali della Costituzione, della convivenza civile e della Carta delle Nazioni Unite, resistono movimenti che si battono per promuovere politiche di pace e nonviolenza. Sono, ad esempio, le tante realtà che hanno scelto di aderire alla Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta e di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, promossa dalla rete nazionale Pace e Disarmo, CNESC (Coordinamento nazionale enti del servizio civile) e Sbilanciamoci.
Una campagna che sta crescendo anche a livello regionale con la rete Pace e Nonviolenza e con le iniziative a favore del dialogo e del disarmo, in una fase storica che privilegia invece il riarmo, penalizzando welfare, scuola, ambiente e tutti gli ambiti che pongono al centro la persona. Realtà che chiedono alla politica una nuova visione, un nuovo paradigma capace di promuovere progetti e politiche di pace nel segno dei valori e dei principi che i nostri padri costituenti hanno tracciato, dopo aver vissuto l’orrore e le distruzioni delle guerre. È da quelle macerie che nacque, 80 anni fa, con l’articolo 11 della Costituzione, il ripudio della guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti.
Oggi, mentre il mondo sembra sempre più prigioniero della logica delle armi e della forza, queste realtà chiedono, con una proposta di legge, di recuperare e dare seguito alle radici fondanti della nostra Costituzione, organizzando la promozione di politiche alternative alla guerra.
La proposta di legge prevede l’Istituzione di un Dipartimento di difesa civile non armata e nonviolenta, dei corpi civili di pace, di un fondo nazionale per la Difesa da alimentare in parte con la legge di bilancio e in parte con l’opzione fiscale, dando la possibilità ai cittadini di destinare il 6% mille per il fondo nazionale. Chiede inoltre la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e disarmo per garantire studio, formazione e ricerca sulla pace. È una proposta che ho firmato e da sostenere perché l’idea che con il riarmo e la forza si possa raggiungere la pace è una pericolosa illusione che va contrastata, rilanciando le vie negoziali e il ruolo pacifico dell’Europa.
La campagna è attiva e se vogliamo che la proposta di iniziativa popolare arrivi in Parlamento dobbiamo adoperarci, perché siano raggiunte entro il 17 settembre 50.000 firme.
Facciamolo per generare speranza e soprattutto, per non rassegnarci alla guerra.
