Lunedì 6 luglio 2026, la consigliera comunale PD Giulia Bernagozzi ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Rete internazionale per stuprare le mogli”, presentando inoltre un ordine del giorno sul Contrasto alla violenza digitale di genere, promozione della cultura del consenso e sostegno alla campagna “Libere Anche Qui”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di inizio seduta e qui alla discussione in aula di Consiglio.
L’ordine del giorno è stato inoltre firmato dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Giulia Bernagozzi, Mery De Martino, Giorgia De Giacomi, Loretta Bittini, Roberto Iovine, Maurizio Gaigher, Rita Monticelli, Isabella Angiuli, Franco Cima, Claudio Mazzanti, Antonella Di Pietro, Marco Piazza, Roberta Toschi, Vincenzo Naldi.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato in aula.
ORDINE DEL GIORNO SUL CONTRASTO ALLA VIOLENZA DIGITALE DI GENERE, PROMOZIONE DELLA CULTURA DEL CONSENSO E SOSTEGNO ALLA CAMPAGNA “LIBERE ANCHE QUI”
Il Consiglio comunale di Bologna
Premesso che
la diffusione delle tecnologie digitali, delle piattaforme social e dei sistemi di intelligenza artificiale ha determinato l’emersione di nuove forme di violenza di genere online, tra cui molestie, cyberstalking, diffusione non consensuale di immagini, doxxing, revenge porn, deepfake e altre pratiche di abuso digitale che ledono dignità, libertà e sicurezza delle persone;
tali fenomeni rappresentano una prosecuzione della violenza di genere anche negli spazi digitali e producono effetti rilevanti sulla salute psicologica, sulla vita sociale, lavorativa e relazionale delle vittime;
secondo dati di organismi internazionali e nazionali (tra cui UN Women, ISTAT e Polizia Postale), la violenza digitale è in crescita e colpisce in particolare donne, ragazze e persone LGBTQIA+, con una forte capacità di diffusione e permanenza dei contenuti online;
gli ambienti digitali costituiscono oggi uno spazio ordinario di relazione e partecipazione pubblica, nel quale è necessario garantire il rispetto dei diritti fondamentali, la sicurezza delle persone e il contrasto a ogni forma di odio e discriminazione;
il progresso tecnologico e l’uso crescente dell’intelligenza artificiale rendono necessario aggiornare strumenti di prevenzione e contrasto, affinché le innovazioni non diventino strumenti di abuso o controllo;
il Comune di Bologna è impegnato nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto alla violenza contro le donne, in collaborazione con scuole, Università di Bologna, centri ntiviolenza e realtà del territorio, e intende rafforzare tale impegno anche nel contesto digitale;
la campagna “Libere Anche Qui” promuove la cultura del consenso, del rispetto e della libertà nelle relazioni online e offline, contribuendo alla consapevolezza sui rischi della violenza digitale;
nell’ambito della medesima iniziativa è stato elaborato l’Atlante del Consenso digitale e della reciprocità, quale strumento educativo e culturale volto a promuovere comportamenti rispettosi e responsabili negli ambienti digitali e fisici.
Richiamati
la Convenzione di Istanbul (L. 77/2013), che individua prevenzione, protezione delle vittime e persecuzione dei responsabili come pilastri dell’azione contro la violenza di genere;
il Regolamento (UE) 2022/2065 – Digital Services Act, che introduce obblighi per le piattaforme digitali in materia di gestione dei rischi sistemici e contrasto ai contenuti illeciti;
la Direttiva (UE) 2024/1385 sulla violenza contro le donne e la violenza domestica, che riconosce anche le forme di violenza commesse tramite tecnologie digitali;
il Protocollo ANCI – D.i.Re., volto a rafforzare il ruolo degli enti locali nella prevenzione e nel sostegno alle vittime di violenza;
le principali evidenze emerse da organismi nazionali ed europei in materia di violenza digitale e di responsabilità delle piattaforme online.
Considerato altresì
che casi recenti emersi attraverso piattaforme e comunità online hanno evidenziato la diffusione di contenuti non consensuali e pratiche di sessualizzazione e umiliazione delle donne;
che indagini europee e operazioni coordinate da Europol hanno documentato l’esistenza di reti e comunità digitali dedicate allo scambio di materiali e istruzioni per poter procedere, dopo averle drogate, allo stupro di donne, mogli e compagne.
che la dimensione digitale costituisce oggi un fattore strutturale della violenza di genere e richiede un approccio integrato tra istituzioni, scuola, servizi territoriali, forze dell’ordine, università e società civile;
che è necessario rafforzare la prevenzione attraverso educazione, consapevolezza digitale e promozione del consenso come principio fondamentale delle relazioni.
Il Consiglio comunale di Bologna
ribadisce che la violenza digitale costituisce una forma di violenza di genere che colpisce diritti fondamentali della persona e non può essere tollerata in alcuna forma;
riconosce lo spazio digitale come spazio di cittadinanza in cui devono essere garantiti dignità, libertà, uguaglianza e sicurezza;
esprime vicinanza e solidarietà alle vittime di violenza digitale, riconoscendo il valore delle denunce e dei percorsi di emersione del fenomeno;
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
a rafforzare le politiche comunali di prevenzione e contrasto alla violenza digitale di genere, integrandole stabilmente nelle azioni già attive del Comune in materia di pari opportunità, tutela dei diritti e cittadinanza digitale;
a promuovere e sostenere la campagna “Libere Anche Qui”, anche attraverso patrocinio, iniziative pubbliche e diffusione dei suoi contenuti nei canali istituzionali;
a valorizzare e diffondere l’Atlante del Consenso digitale e della reciprocità, come strumento educativo e culturale da utilizzare nelle scuole, nelle biblioteche, nei centri giovanili e negli spazi civici;
a promuovere campagne permanenti di sensibilizzazione sulla violenza digitale, sul consenso e sull’uso consapevole delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, anche attraverso Tavoli istituzionali e protocolli, coinvolgendo scuole, Università di Bologna, centri antiviolenza, associazioni e Terzo Settore;
a rafforzare i percorsi di educazione digitale e affettiva rivolti a studenti, famiglie e personale educativo, con particolare attenzione a cyberstalking, hate speech, body shaming, doxxing, deepfake e diffusione non consensuale di immagini;
a promuovere la formazione del personale comunale e della Polizia Locale, nonché degli operatori dei servizi sociali ed educativi, per migliorare capacità di riconoscimento e presa in carico delle vittime;
a valutare il potenziamento o l’attivazione di servizi dedicati all’ascolto e al supporto delle vittime di violenza digitale, in raccordo con i centri antiviolenza e le autorità competenti;
ad adottare strumenti di comunicazione istituzionale inclusivi e rispettosi, contrastando stereotipi e linguaggi discriminatori e promuovendo la conoscenza dei servizi di tutela;
a predisporre materiali informativi e strumenti accessibili alla cittadinanza, anche digitali, per facilitare la prevenzione, la segnalazione e l’accesso ai servizi;
a sostenere nelle sedi competenti il rafforzamento dell’educazione al consenso, affettiva e digitale nei percorsi scolastici nazionali;
a sollecitare il Governo e il Parlamento per il rafforzamento del quadro normativo e operativo contro la violenza digitale di genere, con particolare attenzione alla responsabilità delle piattaforme digitali e alla rimozione tempestiva dei contenuti illeciti, così come individuato già dalla Commissione parlamentare sul femminicidio, anche in stretta collaborazione con Anci Nazionale e Anci Emilia- Romagna.
F.to G. Bernagozzi (Partito democratico), M. De Martino (Partito democratico), G. De Giacomi (Partito democratico), L. Bittini (Partito democratico), R. Iovine (Partito democratico), M. Gaigher(Partito democratico), R. Monticelli, (Partito democratico), I. Angiuli, (Partito democratico), F. Cima, (Partito democratico), C. Mazzanti (Partito democratico), A. Di Pietro (Partito democratico), M. Piazza (Partito democratico), R. Toschi (Partito democratico), V. Naldi (Partito democratico), D. Begaj (Colalizione civica), S. Larghetti (Colalizione civica), P. Marcasciano (Colalizione civica), S. Negash (Lepore Sindaco), G. Tarsitano (Lepore Sindaco).
