Lunedì 29 giugno 2026, la consigliera comunale PD Loretta Bittini ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “TARI 2026”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.

Di seguito il testo del parlato.

E’ arrivata in questi giorni la cartella della TARI a bologna, insomma il rusco, con il primo acconto per il 2026.

Ciò colpisce e che è stato segnalato da molti e dopo un’occhiata alla cartella stessa è l’ emergere di due componenti definite “perequative” una di €6 per utenza, destinata alla copertura delle agevolazioni dei bonus sociali e una di 1,50 sempre per utenza, ,destinata alla copertura delle agevolazioni per eventi eccezionali e calamitosi. ecco così di passaggio ricordo che sono circa 26 milioni le famiglie che pagano la tari senza contare imprese negozi o altro, imbracciate la calcolatrice.

Nessuno mette in in discussione la necessità di  sostenere chi è difficoltà o di intervenire in caso di calamità ,quello che emerge è il metodo : addebitare queste spese che dovrebbero trovare copertura nella fiscalità generale e secondo principi e progressività e non essere inseriti nella bolletta della tari facendo pagare a tutti la stessa cifra. €6 euro, possono sembrare pochi, ma hanno un peso completamente diverso per un pensionato ,un lavoratore con reddito dipendente in genere molto basso, una famiglia, rispetto a chi possiede grandi patrimoni o redditi molto elevati.

Trattare tutti allo stesso modo indipendentemente dal reddito e dalla capacità contributiva non significa ignorare le profonde differenze economiche esistenti nel paese, è una precisa scelta in evidente contrasto con lo spirito dell’articolo 53 della costituzione, che stabilisce che tutti sono tenuti a pagare, a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva e che il sistema tributario deve essere informato a criteri di progressività.

Questa rappresenta di fatto una patrimoniale al contrario chi ha poco paga esattamente quanto chi ha moltissimo. A fronte di nuclei che faticano sostenere il costo della vita, a donne che vivono sole che mantengono figli percependo, almeno il 17% in meno di reddito, rispetto ai colleghi maschi, e di nessuna crescita industriale , di nessuna traccia di piano industriale, ecco cosa fa questo governo e contemporaneamente prova a distrarci con le sue piccole beghe di cortile dimostrando la totale incapacità di governare uno stato.

Uno stato giusto non è quello che fa pagare tutti la stessa cifra é quello che chiede a ciascuno di contribuire secondo le proprie possibilità e dando ai cittadini alle cittadine l’opportunità di crescere insomma tutto ciò che questo governo non ha fatto e non sta facendo.