Lunedì 15 giugno 2026, il Consiglio comunale di Bologna ha approvato l’ordine del giorno della consigliera comunale PD Mery De Martino per sostenere a sostenere la diffusione nelle scuole di informative chiare sugli Spazi Giovani, sul progetto regionale w l’amore e sugli altri servizi territoriali a cui adolescenti e famiglie possono rivolgersi per ascolto, orientamento, salute sessuale e riproduttiva, benessere psicologico. Il testo è stato presentato dalla consigliera lunedì 8 giugno 2026 con l’intervento di inizio seduta dal titolo “Educazione sessuo-affettiva”.
L’ordine del giorno è stato inoltre firmato dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Giulia Bernagozzi, Giorgia De Giacomi, Roberta Toschi, Roberto Iovine, Roberto Fattori, Vincenzo Naldi, Maurizio Gaigher, Mattia Santori, Marco Piazza, C. Ceretti, C. Mazzanti, R. Monticelli, A. Di Pietro, L. Bittini, F. Cima, I. Angiuli.



E’ possibile accedere qui alla discussione del testo in aula nella seduta di lunedì 15 giugno 2026 e qui alla discussione del testo in aula nella seduta di lunedì 8 giugno 2026.
ORDINE DEL GIORNO per CHIEDERE LA REVISIONE SOSTANZIALE DELLA LEGGE SUL CONSENSO INFORMATO IN AMBITO SCOLASTICO E A PROMUOVERE UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE RIVOLTA ALLE FAMIGLIE SULL’IMPORTANZA DEI PERCORSI DI EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE
Il Consiglio comunale di Bologna
Premesso che
• il Consiglio comunale di Bologna, nella seduta del 17 novembre 2025, ha approvato l’O.d.G. P.G.n. 852140/2025, n. 309/2025, per invitare il Sindaco e la Giunta a sollecitare Governo e Parlamento affinché venissero tutelati e rafforzati i percorsi educativi sull’affettività e sulla sessualità nelle scuole;
• con quell’atto il Consiglio ha già espresso una posizione contro l’impostazione del DDL Valditara sul consenso informato obbligatorio, riconoscendo il valore dell’educazione affettiva e sessuale come componente fondamentale della formazione delle giovani generazioni e chiedendo di proseguire e rafforzare le politiche comunali di contrasto alla violenza di genere, agli stereotipi e alle discriminazioni;
• lo stesso ordine del giorno richiamava dati preoccupanti sulle relazioni tra adolescenti e riportava la posizione degli Ordini degli Psicologi, secondo cui la consapevolezza del corpo, dell’identità, delle emozioni e delle relazioni si sviluppa già nei primi anni di vita attraverso esperienze di socializzazione, linguaggio, gioco e interazione con il contesto familiare e scolastico;
• nel medesimo atto veniva inoltre ricordato che il Comune di Bologna è da anni promotore di iniziative rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, a partire dalla prima infanzia, e che per il biennio scolastico 2025-2026/2026-2027 sono stati stanziati 160.000 euro per educazione e formazione alla parità di genere, educazione al rispetto, prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni.
Considerato che
• il Senato della Repubblica, il 4 giugno 2026, ha approvato definitivamente il disegno di legge di iniziativa governativa recante “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”, presentato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito;
• la legge introduce il consenso informato preventivo per le attività che riguardino temi attinenti alla sessualità, richiede l’indicazione preventiva di finalità, contenuti, materiali, modalità ed eventuali esperti esterni, prevede l’obbligo di predisporre attività alternative in caso di mancata adesione della famiglia senza al contempo offrire supporto organizzativo e finanziario aggiuntivo ed esclude, per la scuola dell’infanzia e primaria, le attività didattiche e progettuali aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità;
• questa impostazione rischia di rendere più fragili e discontinui percorsi educativi e di prevenzione costruiti negli anni con scuole, servizi sanitari, famiglie e territorio, aumentando gli adempimenti a carico delle scuole e la frammentazione dei gruppi classe proprio su temi che richiederebbero continuità, fiducia e adulti competenti.
Considerato inoltre che
• gli orientamenti UNESCO sulla Comprehensive Sexuality Education e gli “Standards for Sexuality Education in Europe” dell’Ufficio regionale europeo dell’OMS insistono sulla necessità di percorsi completi, scientificamente fondati e adeguati all’età, non come anticipazione di contenuti adulti, ma come educazione progressiva a conoscenza del corpo, emozioni, relazioni, rispetto, consenso, capacità di chiedere aiuto, prevenzione delle violenze e tutela della salute;
• anche il Consiglio d’Europa, nel lavoro più recente sulla protezione dei minori dalla violenza, collega la prevenzione degli abusi e dello sfruttamento sessuale alla possibilità di garantire a bambini, bambine e adolescenti strumenti adeguati all’età per riconoscere confini e situazioni di rischio;
• l’obiettivo, quindi, non è sostituire il ruolo delle famiglie, ma offrire un supporto e costruire una corresponsabilità educativa tra adulti e istituzioni di riferimento;
• l’Osservatorio Giovani e Sessualità di Durex, realizzato in collaborazione con Skuola.net, ha rilevato che nel 2025 il 90% dei giovani italiani chiede l’introduzione dell’educazione sessuale a scuola e che circa il 78,6% dei genitori si dichiara favorevole.
Ricordato che
• in Emilia-Romagna è attivo da oltre dodici anni il programma regionale W l’amore, promosso dagli Spazi Giovani delle Aziende USL e sostenuto dalla Regione, rivolto in particolare alle classi terze della scuola secondaria di primo grado; il progetto lavora su cambiamenti corporei, emotivi e relazionali, competenze comunicative, rispetto reciproco, contraccezione, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, contrasto agli stereotipi di genere, a linguaggi di odio e alle dinamiche di violenza, anche nei contesti digitali;
• nell’anno scolastico 2024/2025 W l’amore ha raggiunto a livello regionale 90 istituti scolastici, 307 classi, 6.839 ragazze e ragazzi e 3.645 adulti di riferimento, tra insegnanti, genitori, educatori,educatrici e personale sanitario;
• la valutazione di efficacia condotta nell’anno scolastico 2023/2024, con disegno longitudinale pre-post e gruppo di controllo su 957 studenti e studentesse di età media pari a 13 anni, ha rilevato un incremento significativo delle conoscenze su sessualità e contraccezione, una riduzione di stereotipi negativi legati al genere e all’orientamento affettivo-sessuale, un aumento della propensione a parlare di affettività e sessualità con adulti significativi, un miglioramento della capacità di asserzione negativa e un rafforzamento della scuola come spazio educativo legittimo, sicuro e competente;
• la stessa valutazione mostra che, tra chi partecipa a W l’amore, cresce il dialogo anche in ambito familiare, in particolare con genitori, fratelli e sorelle: questo dato è particolarmente importante perché dimostra che questi progetti, quando sono ben costruiti, non allontanano le famiglie, ma possono aiutare ragazze e ragazzi ad aprire conversazioni che spesso restano sommerse o vengono cercate solo tra pari, online o in contesti meno affidabili;
• i feedback qualitativi raccolti tra studenti e studentesse confermano che ragazze e ragazzi considerano W l’amore un percorso utile, interessante e vicino alla loro esperienza e chiedono ancora più qualità: insegnanti adeguatamente formati, spazi sicuri, possibilità di fare domande anonime, più tempo per l’apprendimento attivo, più attenzione alle relazioni sane e più confronto tra pari e con esperti;
• il progetto regionale Tutto cambia! Corpo, emozioni e relazioni, rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole primarie, prevede la collaborazione tra Spazi Giovani delle aziende AUSL, scuola e famiglie e mette a disposizione una guida per le famiglie pensata per accompagnare genitori e adulti di riferimento nell’affrontare con serenità e competenza la crescita dei figli e delle figlie;
• la guida chiarisce che, prima della pubertà, educare all’affettività e alla sessualità significa aiutare bambini e bambine a conoscere il proprio corpo e i propri sentimenti, sapere ciò che vogliono e non vogliono, costruire relazioni positive, dare un nome alle emozioni e riconoscere confini, regole, rispetto e sicurezza;
• nel territorio bolognese sono già presenti esperienze regionali, metropolitane e locali che compongono un sistema plurale: W l’amore nelle scuole secondarie di primo grado, Tutto cambia! in alcune scuole primarie, Uno spazio per i giovani con educatori gestito dalla cooperativa CADIAI e visite allo Spazio Giovani, Rete ECCO! della Città metropolitana, il progetto Youngle promosso anche da Comune di Bologna e Azienda USL e Amore a colori;
• anche dal percorso Politico Poetico, progetto di teatro e cittadinanza attiva del Teatro dell’Argine rivolto a centinaia di ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni, è arrivata la richiesta di promuovere questi tipi di percorsi: sia nelle Lettere alla Città 2025, presentate nella seduta solenne del Consiglio comunale del 9 maggio 2025, sia nelle proposte portate nella seduta solenne per la Festa dell’Europa del 25 maggio 2026, ragazze e ragazzi hanno chiesto di introdurre nei percorsi scolastici spazi di educazione socio-affettiva e sessuale, per parlare di consenso, relazioni sane, limiti, piacere e rispetto.
Ritenuto che
• dopo l’approvazione definitiva della legge nazionale, l’impegno assunto nel novembre 2025 debba essere aggiornato con un lavoro più concreto di raccordo, informazione e sostegno;
• la protezione dei minori non passa dal silenzio, dai divieti generalizzati o dalla frammentazione dei gruppi classe, ma da adulti formati, materiali trasparenti, confronto con le famiglie, servizi accessibili e percorsi educativi costruiti in modo adeguato all’età;
• un Comune non può sostituirsi all’autonomia scolastica né alle competenze dello Stato, ma può esercitare una funzione politica e culturale di sostegno alla comunità educante, valorizzando le esperienze che funzionano, facilitando il raccordo tra scuole, famiglie, servizi e territorio e rendendo più leggibile l’offerta educativa e preventiva esistente anche nei servizi extrascolastici.
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
• a dare seguito all’O.d.G. n. 309/2025, trasmettendo nuovamente al Governo e al Ministro dell’Istruzione e del Merito la posizione del Consiglio comunale di Bologna e chiedendo la revisione sostanziale della legge sul consenso informato in ambito scolastico, in particolare delle parti che vietano le attività nella scuola primaria, burocratizzano l’accesso ai percorsi e rischiano di scaricare sulle scuole nuovi adempimenti senza strumenti adeguati;
• a promuovere, in raccordo con Azienda USL, Spazi Giovani, Regione e istituzioni scolastiche disponibili, una campagna di informazione rivolta alle famiglie sull’importanza dei percorsi di educazione affettiva, relazionale e sessuale anche in ottica di prevenzione rispetto alla violenza di genere, alla violenza verbale e all’hate speech che affondano le loro radici nelle discriminazioni e negli stereotipi di genere e di orientamento sessuale;
• a organizzare momenti pubblici nei Quartieri, nelle biblioteche, nelle Case di comunità, negli Spazi Giovani e negli altri luoghi di prossimità per discutere di crescita, corpo, emozioni, relazioni, consenso, prevenzione della violenza e uso consapevole del digitale;
• a sostenere, nel rispetto dell’autonomia scolastica, la diffusione nelle scuole di informative chiare sugli Spazi Giovani, sul progetto regionale w l’amore e sugli altri servizi territoriali a cui adolescenti e famiglie possono rivolgersi per ascolto, orientamento, salute sessuale e riproduttiva, benessere psicologico e prevenzione del disagio;
• a proporre alle scuole primarie, tramite i canali istituzionali disponibili l’invio alle famiglie della guida di Tutto cambia! Corpo, emozioni e relazioni e degli altri materiali pubblici validati all’AUSL, accompagnandoli con una breve nota che chiarisca che si tratta di strumenti di supporto alla genitorialità e non di sostituzione del ruolo educativo delle famiglie;
• a prevedere, insieme ai soggetti competenti, momenti periodici di restituzione pubblica sui risultati dei progetti svolti nelle scuole del territorio, con particolare attenzione ai feedback di ragazze e ragazzi, al gradimento delle famiglie, alla formazione degli adulti coinvolti, alla conoscenza degli Spazi Giovani e agli effetti in termini di dialogo, prevenzione e capacità di chiedere aiuto;
• a sostenere le/gli insegnanti che riconoscono l’importanza dell’educazione affettiva e sessuale, promuovendo percorsi di formazione e aggiornamento.
F.to: M. De Martino (Partito Democratico), G. Bernagozzi (Partito Democratico), G. De Giacomi (Partito Democratico), R. Toschi (Partito Democratico), R. Iovine (Partito Democratico), R. Fattori (Partito Democratico), V. Naldi (Partito Democratico), M. Gaigher (Partito Democratico), M. Santori (Partito Democratico), M. Piazza (Partito Democratico), C. Ceretti (Partito Democratico), C. Mazzanti (Partito Democratico), R. Monticelli (Partito Democratico), A. Di Pietro (Partito Democratico), L. Bittini (Partito Democratico), F. Cima (Partito Democratico), I. Angiuli (Partito Democratico), D. Begaj (Coalizione Civica), S. Larghetti (Coalizione Civica), P. Marcasciano (Coalizione Civica).
