Lunedì 8 giugno 2026, la consigliera comunale PD Loretta Bittini ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Turrita d’oro a Zohran Kwame Mamdani sindaco di New York”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.

Di seguito il testo del parlato.

La sera del Quattro Giugno, al Fesval dei Portici, il Comune di Bologna ha conferito la Turrita d’Oro al sindaco di New York, Zohran Mamdani, insieme ad altri riconoscimenti a sindaci e sindache coraggiose.

Mai come oggi i rappresentanti delle istuzioni devono essere impegna nel sostegno di quanti stanno soffrendo questa crisi economica e sociale.

Eppure, di fronte a questa scelta si è alzato un coro di critiche superficiali, come se si trattasse di una semplice operazione di immagine.

No: ridurre tutto a marketing è un errore politico e culturale grave. Basta leggere lo Statuto del Comune di Bologna per capire che qui non siamo di fronte a un gesto casuale.

I principi fondanti parlano chiaro: uguaglianza, solidarietà sociale, inclusione, tutela del benessere collettivo.

E allora la domanda è semplice: quei principi valgono solo quando non fanno discutere? Nel mondo reale, a New York, parliamo di una città segnata da disuguaglianze enormi, con milioni di persone escluse da servizi essenziali come sanità e casa.

In questo contesto, il sindaco Mamdani ha scelto di schierarsi. Ha sostenuto pubblicamente gli infermieri in sciopero, ha denunciato condizioni di lavoro inaccettabili negli ospedali privati, ha dato voce a chi lavora nei settori più esposti e più sfruttati.

Non stiamo parlando di episodi marginali: parliamo di migliaia di lavoratori in mobilitazione e di un sistema sanitario so o pressione, dove la dignità del lavoro viene troppo spesso sacrificata.

E nei primi atti di governo, Mamdani ha fatto ciò che molti si limitano a promettere:

ha rafforzato la tutela degli inquilini, creato strumenti per la partecipazione dei cittadini, avviato politiche per l’assistenza all’infanzia con l’obiettivo della universalità, messo mano alla crisi abitava e persino proposto modelli innovativi di accesso al cibo attraverso punti vendita pubblici.

Tutto questo non è neutro. È una scelta politica precisa: mettere al centro il welfare e i diritti sociali, non il profitto.

Le motivazioni della Turrita d’Oro parlano esplicitamente del “modello bolognese”: welfare forte, servizi pubblici, riduzione delle disuguaglianze, diritto alla casa, trasporto accessibile, inclusione sociale. Se questi sono i valori dichiara, allora non possono essere contesta solo quando vengono applica fuori dai confini italiani. E allora la verità è semplice: il problema non è il riconoscimento. Il problema è che quel premio disturba chi non accetta che la politica possa ancora schierarsi dalla parte dei lavoratori e dei più deboli.
O si crede davvero in quei principi, oppure si ammette che erano solo parole vuote.

Io, personalmente, non ho dubbi: questo non è un gesto simbolico qualsiasi.
È una presa di posizione politica chiara. E, nel riconoscerla, mi sono senta pienamente cittadina di Bologna.