Lunedì 11 maggio 2026, il consigliere comunale PD Roberto Iovine ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Il focolaio epidemico di Hantavirus “.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
La malattia da hantavirus è una zoonosi, ovvero un’infezione virale che si trasmette dall’animale all’uomo. Gli hantavirus infettano i roditori, ma solo alcuni di loro sono noti per la trasmissione dell’infezione alla specie umana.
La trasmissione dell’infezione avviene mediante contatto e inalazione di polvere inquinata da urina, escrementi o saliva di roditori infetti; meno frequentemente il contagio può avvenire tramite morso di animale. Corrono un maggior rischio le persone che lavorano in agricoltura o in ambito forestale e attività che possono esporre al contatto con i roditori, come la pulizia di ambienti chiusi e poco ventilati o la permanenza in ambienti infestati da roditori.
In assenza di un vaccino autorizzato, la prevenzione si basa principalmente sul controllo dei roditori, evitando il contatto con urina, saliva o escrementi di roditori, e sulla pulizia e disinfezione adeguata delle aree contaminata da escrementi di roditori.
Si distinguono due forme principali di malattia:
sindrome polmonare da hantavirus (HCPS): causata dai virus presenti in Nord, Sud e Centro America. Non è mai stato trovato in Italia e non ha un serbatoio naturale di roditori in Europa. Si manifesta con tosse, difficoltà respiratorie, accumulo di liquido nei polmoni e shock. In particolare, il virus Andes è responsabile di una trasmissione da uomo a uomo tra contatti stretti e prolungati;
febbre emorragica con sindrome renale emorragica (HFRS): causata da virus presenti in Europa e Asia. Si manifesta con pressione bassa, disturbi della coagulazione e insufficienza renale.
La trasmissione da persona a persona è stata finora documentata solo per il virus Andes nelle Americhe ed è rara. Quando si verifica, risulta associata a contatti stretti e prolungati e sembra più probabile in fase iniziale di malattia.
La forma europea è meno aggressiva, il virus circola nel nordest italiano (FVG, Trentino AA, Veneto); nel nostro Paese si sono registrati negli anni solo 8 casi, tutti “importati” cioè casi in cui il virus è stato contratto all’estero (Slovenia, Cuba).
I due coniugi deceduti erano entrambi ornitologi ed avevano effettuato una visita in una discarica in Argentina per una seduta di birdwatching; e lì probabilmente hanno inalato gli escrementi infetti dei ratti; il marito è deceduto sulla nave, la moglie, già sintomatica, nella speranza di rientrare in Europa in aereo, è entrata in contato con i 4 italiani attualmente sottoposti a sorveglianza (in Calabria, Campania, Toscana e Veneto).
La Ausl di Bologna ha già predisposto una pagina web con le informazioni necessarie soprattutto per quanto riguarda le procedure di decontaminazione sicura di ambienti possibilmente frequentati da topi come cantine e capanne, per cui si raccomanda di usare protezioni come guanti e maschere, non impiegare aspirapolvere a secco ma di irrorare gli ambienti con abbondante disinfettante (candeggina diluita) per inumidire i residui ed impedire la loro vaporizzazione e conseguente inalazione.
L’ Organizzazione Mondiale della sanità è già intervenuta, attraverso il suo Presidente Ghebreyesus per chiarire la situazione, tranquillizzare le crescenti preoccupazioni e prevenire eccessivi allarmismi, trattandosi comunque di una malattia molto rara benchè grave.
Il ruolo centrale della OMS nella prevenzione e controllo delle eventuali pandemie si è rivelato cruciale durante la recente epidemia di Covid e dispiace dover constatare che l’Italia si è astenuta nel 2025 durante la votazione del primo accordo globale sulle pandemie essendosi il nostro Paese assestato su posizioni nazionaliste di incomprensibile protezione della sovranità nazionale in materia sanitaria. Decisione che ha scatenato non poche preoccupazioni tra gli esperti, che non hanno avuto bisogno di sottolineare come i virus non necessitino di passaporti per espatriare e diffondersi in tutto il mondo. E che solo una strategia comune, concordata e condivisa tra i vari Paesi può contrastare efficacemente una eventuale focolaio epidemico. D’altronde il concetto dii quarantena è noto sin dal XIV secolo, quando veniva adottato dai veneziani nei confronti delle navi provenienti da zone con la peste.
Un ulteriore segno del degrado culturale del Paese.
