Lunedì 27 aprile 2026, il consigliere comunale PD Franco Cima ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Bologna verso un sistema di trasporto pubblico integrato a zero emissioni”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
Stamattina, insieme ad altri membri del Consiglio, ho avuto l’opportunità di visitare il deposito dove sono già pronti i primi autobus a idrogeno che a luglio entreranno in servizio sulle strade di Bologna.
È una notizia concreta. Non un annuncio, non un piano su carta — mezzi reali, già qui, pronti a circolare.
E vale la pena fermarsi un momento a capire cosa significa davvero.
Bologna sta costruendo un sistema di trasporto pubblico integrato: tram, mezzi elettrici e ora idrogeno. Tre tecnologie a zero emissioni che lavorano insieme, che si completano. Non è un’aggiunta isolata — è un modello di mobilità urbana che pochi capoluoghi italiani possono oggi vantare.
Per dare la misura: in questi giorni Livorno ha celebrato come una grande conquista l’acquisto di autobus diesel Euro 6. Non voglio fare ironia — ogni passo avanti è benvenuto. Ma la distanza tra i due approcci dice tutto sulla differenza di visione, di ambizione, di capacità progettuale.
Bologna sceglie i mezzi a emissioni zero. Bologna sceglie di essere compatibile con il proprio obiettivo: zero emissioni al 2030.
E qui voglio dire una cosa con chiarezza, perché è il momento giusto per dirla.
Il Green Deal europeo è stato criticato — in quest’aula, in Parlamento, sui giornali. Troppo ambizioso, troppo costoso, fuori dalla realtà. Poi è arrivata la crisi energetica, l’instabilità geopolitica, la dipendenza dai combustibili fossili che tutti abbiamo visto con i propri occhi. E oggi, guardando quei bus nel deposito, la risposta a quelle critiche è davanti a noi, tangibile: la lungimiranza di quel piano si misura proprio adesso, proprio qui. e città che hanno investito sulla transizione energetica — anche quando era impopolare farlo — oggi sono più resilienti, meno dipendenti, più competitive.
Bologna è tra queste città. E questo non è un punto di arrivo — è la conferma che la direzione era giusta, e che dobbiamo continuare con la stessa determinazione.
