Lunedì 27 aprile 2026, il consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno presentato dalla consigliera comunale PD Isabella Angiuli il 13 aprile 2026 con l’intervento di inizio seduta dal titolo “Garantire il diritto di voto ai fuori sede”, per garantire il diritto di voto ai fuori sede, invitando Sindaco e Giunta a farsi portavoce istituzionali, anche attraverso l’ANCI e la Conferenza Stato-Città, della necessità di approvare in tempi rapidi una legge strutturale che garantisca il diritto di voto ai fuori sede per tutte le consultazioni elettorali.


L’ordine del giorno è stato inoltre firmato dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Giorgia De Giacomi, Rita Monticelli, Cristina Ceretti, Vincenzo Naldi, Franco Cima, Antonella Di Pietro, Roberto Iovine, Claudio Mazzanti, Loretta Bittini, Giulia Bernagozzi, Marco Piazza, Mery De Martino, Maurizio Gaigher, Roberta Toschi, Roberto Fattori, Mattia Santori.
E’ possibile accedere qui al video della presentazione in aula nella seduta del 27 aprile e qui nella seduta precedente del 13 aprile 2026.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato.
ORDINE DEL GIORNO PER GARANTIRE IL DIRITTO DI VOTO AI FUORI SEDE
Il Consiglio Comunale di Bologna
Premesso che
• Il diritto di voto è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione italiana, che ne garantisce i principi di uguaglianza, personalità, libertà e segretezza;
• Una parte significativa della popolazione residente nel Comune di Bologna — studenti, lavoratori, persone in cura — si trova stabilmente domiciliata in città pur mantenendo la residenza anagrafica altrove, e si trova pertanto nella
condizione di dover rinunciare all’esercizio del voto o di sostenere costi e disagi rilevanti per tornare nel comune di residenza in occasione delle consultazioni elettorali;
• Tale condizione determina una disparità di fatto nell’esercizio del diritto di voto, incompatibile con i principi costituzionali di uguaglianza e con una piena democrazia partecipativa;
• Dal 2018 è attivo il Comitato “Voto Dove Vivo” che si batte per sensibilizzare sul tema del voto fuori sede al fine di unire forze politiche, civiche e associative nell’intento di superare il sistema normativo vigente che rappresenta un’ingiustizia che riguarda 5 milioni di italiani ostacolati nell’esercizio del diritto di voto;
• Nella scorsa legislatura il Comitato “Voto Dove Vivo” ha scritto una proposta di legge nel tentativo di rispondere a questa problematica. La proposta era stata depositata in commissione ed era stata avviata un’ampia e trasversale discussione su di essa fino a mettere d’accordo tutte le forze politiche. La proposta era stata calendarizzata alla Camera, dove era prevista la votazione e l’approvazione. La caduta del Governo il 21 luglio 2022 ha però impedito la discussione, vanificando gli sforzi.
Considerato che
• La proposta di legge originaria a prima firma Madia (A.C. 115), sostenuta dal Partito Democratico e da altri gruppi parlamentari, prevede il diritto di voto nel comune di domicilio per i cittadini fuori sede per motivi di studio, lavoro o cura, nonché la rimodulazione delle tariffe agevolate di trasporto per coloro che scelgano di tornare a votare nel comune di residenza;
• Nel corso dell’esame alla Camera, il Governo ha trasformato la proposta in una delega legislativa; il testo, nella sua forma emendata, è stato trasmesso al Senato dove è incardinato come A.S. 787 all’esame della I Commissione Affari costituzionali dal gennaio 2024;
• Il Partito Democratico ha chiesto di abbinare all’A.S. 787 la proposta di legge a prima firma del senatore Giorgis (A.S. 302), di contenuto identico al testo Madia nella sua formulazione originaria, confermando la volontà politica di
ripristinare l’impianto diretto della proposta senza il filtro della delega;
• L’iter risulta fermo da oltre venti mesi, come denunciato da organizzazioni studentesche quali UDU e Rete Studenti Medi;
• In via sperimentale, il Decreto Legge n. 27 del 19 marzo 2025 ha introdotto per i soli referendum dell’8 e 9 giugno 2025 la possibilità di votare nel comune di domicilio temporaneo per chi vi risulti domiciliato da almeno tre mesi per
motivi di studio, lavoro o cure mediche, confermando la praticabilità tecnica e organizzativa di tale strumento;
• Bologna è città universitaria e sede di grandi attrattori lavorativi, con un’incidenza particolarmente elevata di fuori sede tra i propri abitanti, e ha pertanto un interesse diretto e concreto all’approvazione di una normativa strutturale in
materia;
Impegna il Sindaco e la Giunta a
• Farsi portavoce istituzionale, nelle sedi opportune — anche attraverso l’ANCI e la Conferenza Stato-Città — della necessità di approvare in tempi rapidi una legge strutturale che garantisca il diritto di voto ai fuori sede per tutte le consultazioni elettorali, sollecitando il Parlamento a sbloccare l’iter dell’A.S. 787 e a valorizzare il testo Giorgis (A.S. 302) quale strumento per ripristinare l’impianto diretto della proposta originaria Madia;
• Predisporre e rendere disponibili, per quanto di competenza comunale, tutti gli strumenti amministrativi e logistici necessari affinché il Comune di Bologna sia pronto ad accogliere le procedure di voto fuori sede non appena la normativa nazionale lo consentirà, garantendo la massima efficienza operativa dei seggi e degli uffici competenti;
• Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, e in particolare alle studentesse e agli studenti fuori sede domiciliati a Bologna, sulle opportunità di voto già disponibili — incluse le misure sperimentali previste dal DL 27/2025 per i referendum — e sulle modalità di esercizio dei propri diritti elettorali;
• Collaborare con le università e le realtà associative del territorio per raccogliere dati sul fenomeno dei fuori sede residenti a Bologna e su quelli domiciliati in città, al fine di costruire una base conoscitiva utile a sostenere le istanze del
Comune nelle sedi nazionali;
• Riferire al Consiglio Comunale sulle azioni intraprese e sullo stato dell’iter parlamentare dell’A.S. 787 e della proposta abbinata A.S. 302 (Giorgis).
F.to.: I. Angiuli, (Partito Democratico), G. De Giacomi (Partito Democratico), R. Monticelli (Partito Democratico), C. Ceretti (Partito Democratico), V. Naldi (Partito Democratico), F. Cima (Partito Democratico), A. Di Pietro (Partito Democratico), R. Iovine (Partito Democratico), C. Mazzanti (Partito Democratico), L. Bittini (Partito Democratico), G. Bernagozzi (Partito Democratico), M. Piazza (Partito Democratico), M. De Martino (Partito Democratico), M. Gaigher, (Partito Democratico), R. Toschi (Partito Democratico), R. Fattori (Partito Democratico), M. Santori (Partito Democratico).
