Lunedì 13 aprile 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Le elezioni in Ungheria e l’Europa”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.

Di seguito il testo del parlato in aula.

La sconfitta di Orban segna un passaggio decisivo anche per gli Stati Uniti e l’Italia. Con lui perde il retaggio populista, sovranista, autoritario e anti europeista affine a Trump e alla presidente del consiglio Meloni, che in campagna elettorale ha dichiarato apertamente il proprio sostegno a Orban. Certo, non è stato un voto tra destra e sinistra, Magyar è un conservatore, viene dallo stesso partito di Orban, ma in Ungheria è stata sconfitta una democrazia illiberale, un autocrate amico dei dittatori e nemico dell’Europa, e ha vinto un’idea europeista della politica.

Un voto che si è caratterizzato per l’alta partecipazione e la voglia di cambiamento, che sposta equilibri internazionali, così come è accaduto in Italia con il referendum sulla giustizia e in difesa della Costituzione. La propaganda aggressiva della destra nazionalista Dio Patria e Famiglia non funziona più. E lo si può leggere sotto molti aspetti. Pensiamo alle tante mobilitazioni che continuano a diffondersi per la pace, per il popolo palestinese, per le vittime del libano, dell’Iran, e della crisi in Medioriente provocata da Trump e Netanyahu, con la complicità del Governo Meloni, che oggi, 13 aprile 2026, anziché prendere le distanze dai due autocrati sembra intenzionata a rinnovare gli accordi militari con Israele. Una vera vergogna che conferma l’orientamento di un governo che continua a sostenere e comunque non condannare (“non condivido e non condanno”, ha detto Meloni sull’attacco all’Iran) azioni illegali e criminali che si stanno compiendo e per cui dobbiamo far sentire forte la nostra voce.

Il risultato in Ungheria segna un cambio di passo e fa sperare in nuovi cambiamenti che potrebbero affermarsi anche nel nostro paese , indebolendo l’internazionale nera che sta piegando e infiammando un mondo per dominarlo e raggiungere i propri fini imperialistici e colonialisti, causando caos mondiale e centinaia di migliaia di vittime civili nei conflitti aperti nel Golfo e in Ucrania . La tregua fragilissima in Iran è messa in discussione dal mancato accordo con gli Usa e da Netanyahu che continua a seminare terrore, sangue e morte in libano. La pace e gli equilibri mondiali sono sempre più a rischio. E oggi Trump sembra aver dichiarato guerra perfino al Papa dicendo che ricopre quel ruolo perché lui è alla Casa Bianca. Tutto questo ci dice che è il tempo dell’azione e del coraggio della politica. Dobbiamo continuare a mobilitarci e a sostenere una società civile che sta lottando per il cessate il fuoco, la fine delle guerre, il rilancio delle azioni diplomatiche, del diritto internazionale e della difesa dei diritti umani.

È tempo di lavorare su un progetto europeo che ritrovi le proprie radici fondanti e di chiedere il pieno rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione “l’Italia ripudia la guerra” con azioni che pongano la pace, il disarmo e la nonviolenza al centro, condannando con chiarezza le politiche di Trump e Netanyahu. Mondi laici e cattolici stanno prendendo posizioni nette che vanno ascoltate e praticate. Da Bologna continueremo a fare la nostra parte tenendo accesa l’attenzione e impegnandoci concretamente.