Lunedì 15 dicembre 2025, il consigliere comunale PD Roberto Iovine è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale sul tema “La disuguaglianza del sistema assicurativo in sanità”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di presentazione in aula.
Di seguito il testo dell’intervento.
La compagnia dell’intelligenza artificiale nella lunga attesa per un intervento
•” A proposito di sanità bolognese. Sono in lista per un intervento di protesi d’anca, il secondo dopo cinque anni. Il primo venne effettuato nel 2020, piena pandemia e allora lavoravo e avevo un’ assicurazione, filò tutto liscio come l’olio. Adesso sono in pensione e non ho più l’assicurazione, quindi devo attendere i tempi della sanità italiana, ormai sono quasi sette mesi, ma potrebbe diventare un anno, un anno e mezzo, nessuna certezza. Non è colpa dei sanitari, loro fanno ciò che possono, ci sono precise responsabilità politiche…Poi parlando con mia figlia salta fuori Chat GPT. …”
Risponde il giornalista:
“…Ma quello che mi ha colpito della sua lettera è un altro aspetto: lei scrive che la prima operazione all’anca è filata liscia perché aveva un’assicurazione. Questa volta invece, dato che l’assicurazione non l’ha più, deve aspettare i tempi biblici della sanità pubblica. È vero che governi di destra e di sinistra hanno tagliato i fondi della sanità, ma non è vero che il suo problema “non è colpa di nessuno”. E colpa di quelli, a destra e a sinistra, che spingono in direzione di una progressiva privatizzazione del sistema sanitario, che in questo modo deve reggersi, appunto, sulle assicurazioni. Tra le tante cose che in questi anni contribuiscono a far crescere le diseguaglianze, le condizioni di accesso alla sanità sono tra le più eclatanti.
E in molti rinunciano a curarsi. “
Questa lettera mi dà modo di tornare sul tema della difesa del sistema sanitario universalistico come un valore fondante la nostra società.
La attenzione al welfare e a sua volta una delle principali caratteristiche della nostra vecchia Europa, a differenza del resto del mondo occidentale ed orientale
Le assicurazioni sanitarie nascono con l’obiettivo virtuoso e assolutamente condivisibile: si trattava di introdurre un sistema di assicurazioni integrative, che fornissero cioè assistenza sanitaria nei campi non rientranti negli obblighi del ssn, come ad esempio le cure odontoiatriche. In questo caso lo Stato riconosceva al cittadino e al datore di lavoro, la possibilità di detassare le spese sostenute perché rientranti nell’alveo del welfare aziendale. Successivamente però una modifica alla legge istitutiva, allargava lo sgravio fiscale anche alle assicurazioni sostitutive, che cioè coprivano il dipendente anche per in interventi sanitari di cui si doveva fare carico il ssn. Il vulnus al sistema è complesso:
1. Si sottraggono risorse all’erario che potrebbero essere impiegate per sostenere il sistema universalistico
2. Il lavoratore gode della assicurazione come salario aggiuntivo, che però non si ritroverà né nella pensione né nel trattamento di fine rapporto
3. Come è sotto gli occhi di tutti, aumenta il livello di disuguaglianza dei lavoratori di fronte ad un diritto alla salute garantito dalla costituzione: il dirigente avrà sicuramente una copertura diversa dal proprio dipendente, salvo perderla nel momento del pensionamento
4. I lavoratori sono i primi a chiedere ai sindacati che la clausola della assicurazione sanitaria sia inclusa negli contratti di lavoro, ed è difficile dare loro torto, non sapendo però che così si crea una spirale che porterà alla morte il sistema universalistico
5. Inoltre, il peggioramento del sistema universalistico, farà sì che i cittadini si rivolgeranno sempre più spesso al rimborso assicurativo e quindi dovranno aumentare i premi. Si arriverà all’assurdo che le assicurazioni private faranno il tifo per la sanità pubblica!
6. Sanità integrativa: Deve essere restituita alla sanità integrativa il ruolo di coprire esclusivamente prestazioni non incluse nei LEA (come previsto dal DLgs 229/99 – riforma Bindi) e di dimostrata efficacia. La sanità integrativa deve essere detassata nella stessa forma delle altre spese sanitarie. Questo supera il welfare aziendale oggi detassato al 100% che corrisponde ad un trasferimento di fondi pubblici al privato.
Grazie Presidente
