Venerdì 19 dicembre 2025 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato l’ordine del giorno 319.169 per ‘Rafforzare le politiche di promozione dell’autonomia di bambine/i e ragazze/i nello spazio urbano e di sicurezza nello spazio digitale’, presentato dalla consigliera comunale PD Mery De Martino e firmato, tra l’altro, dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Rita Monticelli, Roberta Toschi, Roberto Iovine, Maurizio Gaigher, Giulia Bernagozzi, Franco Cima, Antonella Di Pietro, Giorgia De Giacomi, Loretta Bittini, Claudio Mazzanti, Vincenzo Naldi, Mattia Santori, Roberto Fattori.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato e il testo di presentazione in aula.

Tramite link è disponibile il comunicato stampa del Comune in merito alle votazioni della delibera relativa al Bilancio ed agli ordini del giorno approvati.

Una pagina specifica del nostro sito è invece dedicata a tutti gli ordini del giorno proposti dai consiglieri comunali PD collegati al Dup e al Bilancio 2026-2028 ed approvati.

Tutta la documentazione del Bilancio sarà a breve disponibile nella pagina specifica del Comune di Bologna dedicata al Bilancio preventivo, nonché in quella sul Documento Unico di Programmazione (DUP).

ORDINE DEL GIORNO N. 319.169/2025

collegato all’Odg 319 – DC/PRO/2025/121

 Il Consiglio Comunale di Bologna 

PREMESSO CHE

– la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre 1989 riconosce a tutte le bambine e a tutti i bambini il diritto al gioco, al tempo libero e alla partecipazione alla vita culturale e sociale;
– con deliberazione consiliare P.G. n. 167153/2025 del 17/03/2025 il Comune di Bologna ha aderito al progetto internazionale “La città dei bambini” ideato da Francesco Tonucci, assumendo bambine, bambini e adolescenti come parametro di governo della città e impegnandosi a restituire loro autonomia di movimento negli spazi pubblici e a favorirne la partecipazione alle scelte che li riguardano;
– nella relazione del professor Tonucci, richiamata nella medesima deliberazione, la “città dei bambini” è descritta come un progetto politico e non soltanto pedagogico, che richiede una diversa filosofia di governo urbano, trasversale a tutti i settori dell’amministrazione, a partire dai temi della partecipazione, dell’autonomia e della progettazione partecipata degli spazi, e che invita a guardare agli ambienti di vita dei minori come a un unico ecosistema da rendere accogliente e sicuro;

CONSIDERATO CHE

– negli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha già avviato numerose progettualità coerenti con questi indirizzi, che mettono al centro l’infanzia sia nello spazio urbano che nelle relazioni educative:
la realizzazione di piazze scolastiche e interventi di pedonalizzazione e riqualificazione degli spazi antistanti le scuole, per renderli luoghi sicuri, accoglienti e a misura di bambine e bambini;
l’adesione e la promozione della Giornata mondiale del Gioco e il sostegno al percorso “C’era una volta il Gioco”, costruiti insieme alla Consulta Cinnica, che hanno riportato il gioco libero nelle strade e nelle piazze dei quartieri bolognesi;
l’avvio del nuovo Museo delle bambine e dei bambini e il progetto “Una città di tutte e di tutti”, prima guida della città scritta dal punto di vista dei più piccoli, che rafforzano il protagonismo dell’infanzia nelle politiche culturali ed educative della città;
attraverso il lavoro congiunto tra Settori e Quartieri l’Amministrazione sostiene inoltre percorsi educativi e iniziative partecipative con scuole, famiglie e realtà educative, finalizzate a promuovere l’uso autonomo e sicuro degli spazi pubblici da parte di bambine, bambini, ragazze e ragazzi (ad esempio lungo i percorsi casa–scuola, anche attraverso i pedibus attivati in diversi quartieri, e nei parchi e nelle piazze cittadine);
parallelamente è stata costruita la rete dei “Negozi amici delle bambine e dei bambini”, promossa da Cinnica e AIMI con il sostegno del Comune di Bologna e delle associazioni di categoria, oggi attiva nei quartieri Santo Stefano, Porto-Saragozza e Navile, con oltre un centinaio di piccole attività di vicinato che offrono servizi di prossimità (riparo, acqua, telefono, bagno, punti per l’allattamento) diventando presìdi sociali e micro-infrastrutture di protezione per l’autonomia dei più giovani;
– tali esperienze cercano di declinare in modo concreto il principio della “genitorialità diffusa” e di contribuire a ricostruire quella maglia di protezione comunitaria attorno a bambine, bambini, ragazze e ragazzi, che negli ultimi decenni si è indebolita a causa della riduzione delle relazioni di vicinato e della progressiva scomparsa dell’infanzia dallo spazio pubblico;

RICORDATO, INOLTRE, CHE

– il Consiglio comunale ha già approvato ordini del giorno che chiedono di rafforzare la sicurezza stradale e il ridisegno dello spazio urbano attraverso il progetto “Città 30” e altre misure di riqualificazione e ripensamento dello spazio verde e urbano, anche con l’obiettivo di rendere più sicuri gli spostamenti quotidiani di bambine, bambini, ragazze e ragazzi;
– la scelta di Bologna di diventare Città delle bambine e dei bambini è pienamente coerente con le politiche di città 30, mobilità sostenibile e di ridisegno dello spazio pubblico: una città che assume i più piccoli come parametro di governo è, al tempo stesso, una città più sicura, inclusiva e accessibile per tutte e tutti;
– negli Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza promossi dalla Regione Emilia-Romagna, dedicati in particolare al rapporto tra minori e digitale, è stata più volte sottolineata la necessità di tenere insieme “oltre gli schermi” libertà, diritti e partecipazione, riconoscendo che gli ambienti digitali oggi sono parte integrante degli spazi di vita e di relazione di bambini e ragazzi senza una completa consapevolezza da parte del mondo adulto;
– anche lo spazio digitale, in particolare i social network e le piattaforme online, è sempre più parte dell’ambiente di crescita di bambine, bambini, ragazze e ragazzi: in continuità con gli obiettivi di autonomia e protezione perseguiti nello spazio urbano, in sede di consiglio comunale è stata più volte richiamata l’attenzione sui rischi connessi a un’esposizione precoce e non mediata, alla sovraesposizione delle loro immagini (sharenting) e alla tendenza diffusa di trasformare l’infanzia in “contenuto” per i social; tali interventi si affiancano alle azioni che, su forte input dell’assessorato regionale al welfare, la Regione e il Comune stanno avviando in ambito digitale (come i percorsi di educazione all’uso consapevole delle tecnologie e ai rischi connessi causati da una esposizione precoce nei centri per le famiglie, nelle scuole e nei servizi, nonché i progetti dedicati alla formazione dei custodi digitali, ai patti digitali o la promozione di giornate detox “all’aria aperta”);
– l’Ordine dei Pediatri, in più occasioni, ha richiamato l’attenzione pubblica sui rischi legati all’uso non accompagnato dei dispositivi digitali da parte dei più piccoli e sulla necessità di sostenere famiglie, scuola e servizi educativi nel promuovere un rapporto equilibrato e protetto con gli schermi e con lo spazio online;

RILEVATO CHE

– le esperienze delle piazze scolastiche, della Festa del Gioco e di tante altre iniziative che vanno in questa direzione mostrano come la chiusura temporanea delle strade, la riduzione della velocità e gli interventi di traffic calming non solo rendano gli spazi più sicuri, ma li trasformino in luoghi di socialità e di relazione intergenerazionale, contribuendo al benessere psico-fisico di bambine e bambini e al rafforzamento del tessuto comunitario;
– la rete dei Negozi amici, sperimentata e consolidata nei quartieri Santo Stefano, Porto-Saragozza e Navile, rappresenta un modello replicabile in tutta la città, in particolare nelle zone prossime a scuole, parchi, impianti sportivi e fermate del trasporto pubblico più frequentate dalle bambine e dai bambini;
– la promozione dell’autonomia dei più giovani richiede oggi di tenere insieme, in un’unica visione, la qualità e la sicurezza dello spazio urbano che abitano ogni giorno e quella dello spazio digitale che attraversano, evitando tanto divieti assoluti quanto deleghe in bianco alla tecnologia e assumendo il mondo adulto come alleato attivo, consapevole e formato;

TUTTO CIÒ PREMESSO IL CONSIGLIO COMUNALE

invita il Sindaco e la Giunta:

– a consolidare ed estendere il progetto “Negozi amici delle bambine e dei bambini” e a rafforzare e coordinare centralmente la “Festa del Gioco”, la “Giornata della meraviglia per le bambine e i bambini della guerra” e le iniziative diffuse sul diritto al gioco, anche incrementando, nei limiti delle compatibilità di bilancio, gli stanziamenti dedicati alle suddette iniziative e ai progetti collegati, mettendoli in rete con le domeniche “detox” promosse dalla Regione, in modo da rafforzare congiuntamente il diritto al gioco – nello spazio pubblico e il diritto a tempi e spazi liberati dall’eccesso di schermi;
– ad integrare in modo più sistematico gli obiettivi della “Città delle bambine e dei bambini” con le politiche di mobilità e sicurezza stradale già assunte dal Comune:
prevedendo, in coerenza con gli impegni già assunti sugli interventi di Città 30 e sulla sicurezza stradale, una mappatura condivisa con Quartieri, scuole e associazioni degli snodi sensibili maggiormente frequentati da bambine, bambini, ragazze e ragazzi (scuole di ogni ordine e grado, parchi, impianti sportivi, centri educativi, spazi aggregativi), e collegando a questa mappatura una programmazione di interventi diffusi e capillari di traffic calming (attraversamenti pedonali protetti, arredo urbano, ampliamento marciapiedi, isole salvagente, restringimento delle carreggiate ecc.);
intensificando i controlli sul rispetto dei limiti di velocità, in particolare nelle aree prossime ai luoghi sopra indicati, con l’obiettivo di tutelare l’autonomia di movimento in sicurezza delle bambine e dei bambini, ragazze e ragazzi;
– a monitorare e incrementare le azioni di informazione, sensibilizzazione e formazione rivolte al personale che lavora quotidianamente con bambine, bambini, ragazze e ragazzi (insegnanti, educatrici ed educatori, operatrici e operatori dei servizi socio-educativi, dei centri per le famiglie, servizi ricreativi) e alle famiglie, al fine di:
promuovere una maggiore consapevolezza rispetto alla condivisione online di dati e immagini dei minori (sharenting), ai rischi connessi al lasciare i minori soli con i dispositivi digitali, all’uso dei social e a una esposizione precoce e prolungata agli schermi;
mettere a disposizione strumenti, materiali e momenti di confronto che aiutino gli adulti di riferimento ad acquisire maggiore consapevolezza rispetto alle logiche di mercato che muovono i social network e ai meccanismi di dipendenza che sono capaci di attivare;
sostenere una presenza consapevole e graduale dei più giovani nello spazio digitale, promuovendo anche comportamenti e usi diversi da parte del mondo adulto di riferimento, che ha il compito di offrire l’esempio;
prevedere forme di monitoraggio periodico delle azioni svolte e dei bisogni formativi emergenti, così da orientare al meglio la programmazione futura in questo ambito.

F.to: M. De Martino (Partito Democratico), S. Larghetti (Coalizione Civica), R. Monticelli (Partito Democratico), G. Tarsitano (Lepore Sindaco), S. Negash (Lepore Sindaco), R. Toschi (Partito Democratico), R. Iovine (Partito Democratico), M. Gaigher (Partito Democratico), G. Bernagozzi (Partito Democratico), F. Cima (Partito Democratico), A. Di Pietro (Partito Democratico), G. De Giacomi (Partito Democratico), L. Bittini (Partito Democratico), C. Mazzanti (Partito Democratico), V. Naldi (Partito Democratico), M. Santori (Partito Democratico), D. Begaj (Coalizione Civica), R. Fattori (Partito Democratico).