Lunedì 27 ottobre 2025 la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro è intervenuto ad inizio seduta sul tema “Sgomberi ed emergenza abitativa”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di presentazione in aula.
Di seguito il testo dell’intervent0.
Il violento sgombero in via Michelino ha creato disagio, preoccupazione e indignazione nella città e molte forze politiche sono intervenute per prendere parola. La casa va ricondotta a una questione morale e sociale e va sanata una frattura che sicuramente è anche il frutto di mancati investimenti statali che nella previsione nazionale di bilancio continuano a mancare. I comuni sono costretti a garantire con le proprie casse e strumenti, politiche abitative che oggi non colmano il divario sempre di chi non riesce ad avere un’abitazione, e sempre più si tratta di persone e famiglie con minori che lavorano e che sono escluse da un mercato abitativo discriminante e speculativo. Visti i presagi e gli effetti del Decreto sicurezza è molto importante e imminente che si ragioni su nuove figure di mediazione durante gli sgomberi. È importante che si acceleri su una legge per gestire il mercato degli affitti brevi, che si mettano in campo strategie per coinvolgere il privato e per sostenere le imprese che vogliono realizzare immobili per l’affitto sociale. È certamente necessario che ad ogni livello ci si assuma le responsabilità e si agisca in sinergia su tutti piani e che il Governo investa per aiutare a risolvere questa crisi profonda. In tal senso sottolineo due elementi riportati in un ordine del giorno del 2024 che avevo proposto con il collega Mazzanti e che a mio avviso andrebbero considerati.
Il primo riguarda l’autorecupero, da regolamentare a livello regionale perché è un tassello che si aggiunge alla strategia generale di favorire percorsi di autodeterminazione, improntati alla solidarietà sociale.
Il secondo riguarda il ruolo del terzo settore. I tagli delle risorse e la necessità di porre in essere strategie capaci di innovare un sistema inadeguato e malato e valorizzare percorsi abitativi per rispondere in chiave comunitaria a questo bisogno, rendono il ruolo del terzo settore imprescindibile. Ritengo pertanto che sia fondamentale avviare quanto prima un tavolo stabile di coprogrammazione e coprogettazione con il terzo settore che possa coinvolgere anche il mondo sindacale. In questo modo potremmo favorire nell’ambito del “secondo welfare” progetti e nuove strategie utili a implementare il piano casa, a ragionare su figure di mediazione, a coinvolgere portatori di interesse e a prevenire situazioni drammatiche che vanno assolutamente scongiurate.
