Lunedì 20 ottobre 2025 la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro è intervenuta ad inizio seduta sul tema “La vita dietro le sbarre, una cella al centro della città”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di presentazione in aula.
Di seguito il testo dell’intervento.
Una due giorni di sensibilizzazione sulla condizione carceraria si è tenuta a piazza Maggiore in questo weekend con l’installazione di una cella che è stata proposta per far comprendere alla cittadinanza quali sono le condizioni in cui vivono i detenuti. L’iniziativa promossa dalla Camera penale in collaborazione con l’Ordine degli avvocati, Extrema Ratio, la rete dei teatri e il prezioso contributo di Lions Club Borgo Panigale Emilia Ponente che ha curato la realizzazione e l’arredamento della cella, sostenendone le spese, ha visto la partecipazione del cardinale Zuppi, dell’artista Bergonzoni, del presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia Yassine Lafram, dei vertici della politica locale e regionale e di molte realtà ed esponenti di vari mondi culturali, sociali , imprenditoriali e sportivi sensibili al tema. Un’occasione di confronto lodevole che ha catturato l’attenzione di oltre un migliaio di passanti che si sono fermati per visitarla e che ha offerto alla città una nuova opportunità per comprendere quanto la situazione delle carceri in Italia sia inumana e degradante e quanto sia urgente intraprendere soluzioni per risolvere il sovraffollamento e rifondare un sistema disastroso che sicuramente non è mai stato affrontato in modo adeguato, ma che è in questa fase completamente degenerato.
Il complesso penitenziario è ormai ben lontano dai principi costituzionali di umanità e rieducazione e la pena non solo è oggi sempre più associata dalla politica nazionale alla detenzione, ma è anche orientata a nutrire un paradigma culturale criminalizzante e punitivo che chiude la gente dentro le sbarre per gettare via la chiave. Il nostro territorio da sempre dimostra una grande attenzione al tema e la rete con i penalisti, i sindacati , i garanti, gli operatori, le imprese, tutto il volontariato e la società è fondamentale per sostenere, “ricucire e riparare” percorsi di vita. La stessa attività annunciata ieri di destinare dei posti a teatro per detenuti è un segnale di sensibilità delle nostre infrastrutture culturali e anche il lavoro che stiamo facendo per far capire che la questione carceraria appartiene alla sfera dei diritti e che proprio per questo dovremmo farcene carico tutti, è imprescindibile. Di pena si continua a morire. I dati dei suicidi sono allarmanti , 91 nel 2024 e 67 nel 2025. Numeri che non si addicono a un paese civile e che dovrebbero spingere lo stato ad adottare provvedimenti di liberazione anticipata speciale e a investire su servizi, misure e strutture alternative che abbasserebbero, come dimostrano i paesi in cui si applicano in maniera diffusa, la recidiva. Dovrebbero spingere a ritirare decreti, ad adeguare e rendere più decorose le strutture che si hanno, prima di crearne altre, e indurre a smetterla di riversare in carcere povertà, dipendenze e problemi di salute mentale. Dietro ogni sbarra “prima di una pena si trova una persona e spesso questo si dimentica”.
A Bologna quest’ anno perlomeno non ci sono stati dei suicidi, ma il lavoro è ancora tanto e la disperazione dilaga anche tra gli operatori. Garantire la tenuta dei contesti diventa molto difficile se quotidianamente si è costretti a misurarsi con scelte governative che più che risolvere e alimentare la speranza, utilizzano il carcere per neutralizzare e annientare le persone. Resta da parte nostra l’impegno ad andare avanti insieme alle realtà e a sostenere strategie di reti tra città sedi di carcere. E’ una questione di civiltà e va creata un’alternativa, la situazione è drammatica. Tutti aspetti che sono emersi con evidenza nelle 2 giornate. Concludo ringraziando le tante realtà che hanno reso possibile questa importante iniziativa e tutti coloro che ogni giorno si adoperano in questo ambito con concretezza e responsabilità.
