Lunedì 6 ottobre 2025 il consigliere comunale PD Roberto Iovine è intervenuta ad inizio seduta sul tema “Lo IOR riduce la attività nel periodo Natalizio”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di presentazione in aula.

Di seguito il testo dell’intervento.

Lo IOR riduce la attività nel periodo Natalizio iis 20250906

L’Istituto Ortopedico Rizzoli è senz’altro una eccellenza mondiale nel suo campo e secondo Newsweek è all’11° posto in una graduatoria mondiale di ospedali Ortopedici; ha una attività di ricerca di altissimo livello con più di 400 pubblicazioni all’anno soprattutto in campo oncologico, della medicina rigenerativa e delle tecnologie innovative, ottiene brevetti per le sue invenzioni in campo protesico, robotico ecc. Oltre a questa attività scientifica, l’IOR rende alla città ed al Paese un servizio rivolto soprattutto alla attività chirurgica programmata, non necessariamente complessa, con una corposa lista di attesa.

La notizia di una riduzione dell’attività chirurgica elettiva (cioè interventi fatti su programmazione) dell’Istituto nel periodo Natalizio ha quindi generato una seria e giustificata preoccupazione in città, rilevata dalla stampa locale.

Bisogna sottolineare però che:

Da più di 10 anni nel periodo estivo ed in quello natalizio, tutti gli ospedali, non solo l’Istituto Ortopedico Rizzoli, riducono l’attività elettiva soprattutto per consentire il legittimo periodo di ferie del personale non medico.
Per l’IOR, negli ultimi anni, la riduzione è stata limitata a 2 settimane, mentre quest’anno ne durerà 3 anche per effettuare lavori di ristrutturazione delle sale dedicate alla Day Surgery
Come di norma, rimarrà invariata l‘attività effettuata in urgenza;
Sostanzialmente invariata rimarrà anche la Chirurgia pediatrica e quella oncologica
La Direzione Generale prevede di recuperare la attività elettiva non effettuata, nel corso del primo semestre del 2026 grazie alla apertura di nuove sale dedicate alla chirurgia minore e cioè la Day Surgery
La lista di attesa dello IOR è dichiarata essere di circa 26.000 pazienti, provenienti da tutta Italia, e quindi la preoccupazione per l’allungamento dei tempi di attesa è reale, ma dobbiamo tener conto che in quella lista sono previsti anche interventi di bassa complessità
In sintesi, come ogni anno, nel periodo delle ferie Natalizie si riduce l’attività programmata per consentire le ferie del personale e questa è prassi consueta per tutti gli ospedali da anni. Quindi perché questo sollevamento di scudi? Solo perché si passa da 2 a 3 settimane?

Probabilmente ci sono anche altri motivi che giustificano tale insoddisfazione da parte dei clinici dell’Istituto e io penso che il problema sia rappresentato dal ruolo che lo IOR deve ricoprire nella nostra città. Fatta cioè salva la indubbia eccellenza scientifica ed innovativa, che lo rende famoso in tutto il mondo, l’Istituto sarà probabilmente chiamato a svolgere la sua attività in supporto alle necessità contingenti della città ad esempio facendosi maggiormente carico dell’attività traumatologica che attualmente grava sugli altri ospedali: il Maggiore soprattutto ma anche sul Sant’Orsola e l’Ospedale di Bentivoglio.

Non sarà facile ma bisognerà, per il bene della città, riuscire a coniugare le attività di altissimo livello scientifico e professionale dell’Istituto con una attività forse meno “brillante” ma assolutamente necessaria alla cittadinanza. Credo che questo difficile lavoro di integrazione di una struttura di grande eccellenza e storia come lo IOR con le altre strutture ospedaliere cittadine sia una sfida difficile ma indispensabile per mantenere alto lo standard di assistenza sanitaria di questa Regione, come ci è universalmente riconosciuto.

Chiudo con una domanda: qualcuno pensava che il sottofinanziamento della sanità non provocasse ulteriori problemi? Ormai la denuncia dell’insufficienza dei fondi destinati alla Sanità è generale: l’inflazione, il rinnovo dei contratti, il costante aumento del costo dei farmaci innovativi, l’introduzione di nuove procedure e trattamenti ad alta complessità, stanno rendendo estremamente difficile il compito dei Presidenti di Regione, chiamati a mantenere gli stessi standard assistenziali in una costante carenza dei finanziamenti.

La allocazione dei fondi è una responsabilità politica: qualcuno finalmente si chiederà se non sia più urgente garantire un diritto che la Costituzione (art 32) definisce fondamentale come è quello della salute, piuttosto che costruire un ponte che non ha nessun carattere di urgenza?