Lunedì 22 luglio 2024 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno, proposto dalla consigliera comunale PD Mery De Martino con cui si chiede misure urgenti in merito alle condizioni detentive di adulti e minori.
L’ordine del giorno è stato firmato, tra l’altro, dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Antonella Di Pietro, Rita Monticelli, Marco Piazza, Maurizio Gaigher, Michele Campaniello, Giulia Bernagozzi, Franco Cima, Roberto Iovine, Mattia Santori, Roberta Toschi, Cristina Ceretti, Roberto Fattori, Giorgia De Giacomi.
E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di presentazione in aula.

Il relativo comunicato stampa è disponibile in allegato ed online.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato.
Il Consiglio comunale di Bologna
Premesso che:
• L’Emilia-Romagna è in sesta posizione nella triste classifica nazionale sul sovraffollamento delle carceri, situazione che resta preoccupante in tutto il paese (a livello nazionale si è raggiunto un tasso di sovraffollamento del 119,3% a causa non di un aumento della criminalità ma di un inasprimento delle pene) e che rende sempre meno dignitosa la vita di chi si trova privato della libertà;
• da almeno 3 anni la situazione in cui versa l’istituto penitenziario minorile del Pratello è altamente preoccupante, tanto da aver portato i sindacati e il garante comunale e regionale per i detenuti a scrivere numerose lettere al ministero e al Cgm per segnalare la situazione e chiedere provvedimenti;
• il consiglio comunale di Bologna è stato in visita presso l’istituto del Pratello e della Dozza e ha convocato numerose udienze conoscitive per approfondire le condizioni dei minori e degli adulti detenuti nei rispettivi istituti penitenziari e per sollecitare soluzioni che diano seguito ai dettami costituzionali che vedono nella rieducazione e nel reinserimento le principali finalità della pena.
Considerato che:
• Presso la casa Circondariale Rocco D’amato sono stabilmente detenute circa 850 persone, al netto di una capienza massima di 500;
• picchi di sovraffollamento sono sempre più frequenti anche al Carcere minorile del Pratello che, come dichiarato dal garante comunale per i detenuti, rischia di assumere sempre più le caratteristiche di un Istituto di detenzione per adulti, smantellando quello che fino a pochi anni fa era un modello europeo per la detenzione dei minori;
• numerosi sono i detenuti con problemi psichici o di tossicodipendenza che attualmente si trovano in condizioni di restrizione senza essere adeguatamente inseriti in percorsi specifici di recupero;
• Tutto ciò ha prodotto, nei due istituti detentivi per minori e per adulti, numerosi episodi drammatici quali tentativi di suicidio, suicidi, decessi, incendi, risse ed evasioni come quella recente del minore fuggito dall’IPM le cui ricerche sono ancora in corso.
Considerato inoltre che:
• Per garantire un effettivo recupero dei detenuti sono necessari e non più rimandabili un adeguamento delle strutture, la possibilità di vivere in condizioni dignitose seppur di restrizione della libertà, una presenza adeguata di personale penitenziario ed educativo, ad oggi significativamente sottorganico, un investimento maggiore nelle comunità e residenze di pena alternativa, nei percorsi abitativi e di inserimento al lavoro.
Sottolineato che:
• I provvedimenti finora presi dal governo sono del tutto insufficienti e, per certi aspetti, controproducenti in quanto si limitano solo ad aumentare le pene e quindi la presenza della popolazione detenuta. Il ddl Caivano, con il conseguente inasprimento delle pene, ha infatti prodotto un considerevole aumento della popolazione detenuta in IPM. Inoltre, al momento, presso la Casa circondariale R. D’Amato sono presenti 59 detenuti sotto i 25 anni, 20 dei quali sotto i 22 anni. Di questi 32 vi si trovano per misura cautelare disposta dal giudice;
• tale situazione che in passato non si era mai verificata, secondo i garanti e il responsabile dell’area educativa dell’istituto penitenziario, pone problemi importanti e inediti da affrontare con urgenza;
• sono numerose le promesse di esponenti della maggioranza di governo quali l’on, Del Mastro, il sottosegretario Ostellari, il ministro Nordio in merito ad un aumento del personale penitenziario. Di recente è stato anche disposto l’arrivo a Bologna di 14 nuovi agenti ma a questi devono essere sottratti altri 9 per trasferimento. L’aumento di personale, al netto dei trasferimenti, ha lasciato quindi del tutto insoddisfatti i sindacati di polizia e non ha contemplato le necessità dell’area educativa che a sua volta è sofferente. Inoltre, si è arenato il dibattito in merito al decreto sulla liberazione anticipata che, come affermato da numerosi operatori del settore, non sarebbe risolutivo, ma potrebbe quanto meno fungere da palliativo;
• le problematiche di cui sopra non riguardano solo gli istituti penitenziari ma anche le comunità di pena alternativa che soffrono mancanza di personale, risorse e coordinamento.
Ricordato che:
• Con un ordine del giorno del 22 dicembre 2022, a prima firma De Martino, sostenuto e approvato da tutta la maggioranza in consiglio, l’amministrazione comunale era stata invitata a identificare alcune azioni non risolutive ma di supporto, quali, a titolo di esempio: bandi di finanziamento dedicati specificatamente alla sviluppo di proposte culturali e formative da svolgersi presso gli Istituti Penitenziari (minorile e non) e l’inserimento di una figura aggiuntiva tra gli educatori dell’IPM fornita direttamente dal comune;
• con un ordine del giorno del 13 novembre 2023, l’amministrazione comunale era stata invitata a migliorare le condizioni detentive attraverso percorsi di reinserimento e formazione;
• grazie al recente lavoro del Comune e dell’assessorato al Welfare, la definizione dei fondi previsti dalla regione e da Cassa delle Ammende, per il finanziamento del piano triennale per il reinserimento dei detenuti, è stata riportata a un coordinamento territoriale che, nel caso di Bologna, fa capo ad Asp;
• l’esito di questo nuovo coordinamento territoriale ha prodotto diversi risultati positivi, fortemente voluti e richiesti da Asp e dall’assessorato al Welfare, tra i quali: la possibilità di finanziare, tramite avviso pubblico dedicato, le attività che si svolgono presso istituti di pena alternativa (quali, sul territorio bolognese, casa Corticella e gli appartamenti gestiti in precedenza da avoc), l’arrivo di un nuovo educatore presso l’IPM del Pratello, un potenziamento dei servizi di mediazione culturale.
Ricordato inoltre che:
• I percorsi detentivi e di reinserimento nella società sono responsabilità del governo e, quindi, del Ministero della giustizia;
• le amministrazioni locali e i soggetti del terzo settore sono altamente in difficoltà a causa di numerosi tagli agli enti locali.
Ritenuto che:
• Sul tema delle pene e della detenzione è necessario un cambiamento culturale e politico radicale che deve partire dal presupposto che l’equazione più carcere, più sicurezza è profondamente sbagliata;
• superare la visione che vede nel carcere la risposta per garantire la sicurezza significa lavorare seriamente per un recupero reale dei detenuti e per la comunità tutta;
• chi esce dal carcere senza percorsi adeguati ha il 66% di possibilità di incorrere in recidiva per mancanza di risorse sociali e materiali; per chi, invece, ha la possibilità di seguire percorsi di reinserimento la percentuale scende sotto al 20%;
• la necessità di invertire la rotta, investendo in soluzioni di pena alternativa, percorsi specifici per persone con problematiche di tossicodipendenza o di salute mentale, diminuendo il ricorso alla detenzione carceraria (cautelare e non), aumentando percorsi di transizione abitativa e lavorativa e investendo significativamente in ambito sociale (ad oggi il DAP spende circa 164€ al giorno per mantenere una persona in carcere, ma più dei due terzi vanno alla Polizia penitenziaria, mentre meno del 10% alle attività educative. A Bologna, inoltre, ognuno dei 9 funzionari giuridico-pedagogici ha in carico 93 persone) è urgente e doverosa.
Tutto ciò premesso, considerato e ricordato,
Il Consiglio comunale di Bologna invita il Sindaco e la Giunta:
• A proseguire il lavoro di coordinamento territoriale che vede già coinvolti le direzioni della Dozza e dell’IPM, i servizi sociali ministeriali, l’ufficio esecuzione penale esterna, i servizi sociali territoriali e di presa in carico di Asp;
• a favorire, nell’ambito del coordinamento territoriale, la creazione di sottogruppi di lavoro che possano coinvolgere sempre più i gestori delle strutture e delle comunità di pena alternativa al fine di sostenerne il lavoro sociale e la ricerca di soluzioni lavorative ed abitative per i detenuti, valutando, per i detenuti minori, anche la possibilità di avvalersi dei fondi antidispersione;
• a rapportarsi con il governo e l’Anci, per sollecitare la definizione di un piano nazionale organico contenente strategie e risorse adeguate per risolvere il problema del sovraffollamento, implementare sempre più percorsi specifici per le persone con problemi psichici o di dipendenza da sostanze o di giovane età, superare una dimensionecarcerocentrica e rilanciare un impegno concreto per applicare la finalità rieducativa della pena, così come previsto dalla Costituzione e richiesto da magistratura, enti responsabili e soggetti coinvolti.
F.to: M. De Martino (Gruppo PD), A. Di Pietro (Gruppo PD), R. Monticelli (Gruppo PD), M. Piazza (Gruppo PD), M. Gaigher (Gruppo PD), M. Campaniello (Gruppo PD), G. Bernagozzi (Gruppo PD), F. Cima (Gruppo PD), R. Iovine (Gruppo PD), M. Santori (Gruppo PD), R. Toschi (Gruppo PD), C. Ceretti (Gruppo PD), R. Fattori (Gruppo PD), G. De Giacomi (Gruppo PD).
