Lunedì 19 dicembre 2022 la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta sull’evoluzione demografica del nostro paese, con sempre più anziani.
Di seguito il testo dell’intervento e clicca qui per il video di presentazione in aula.

Intervengo per riprendere le dichiarazioni rilasciate sulla stampa locale dall’Assessore Luca Rizzo Nervo, sul tema degli anziani e sulla necessità di ripensare i servizi. Condivido appieno le sue preoccupazioni e la necessità, a fronte di un contesto demografico che ci dice chiaramente che accanto a una crescita esponenziale della popolazione anziana over 75 purtroppo non si affianca il ricambio generazionale. Questione che interessa tutto il Paese perché l’Italia è il Paese più vecchio d’Europa e anche su Bologna la fotografia attuale è quella di una crescita importantissima di anziani. Sicuramente nella nostra città e più in generale nella Regione Emilia Romagna, già prima della pandemia, ci si stava interrogando per capire come potenziare e rafforzare i servizi territoriali, le strutture e per mettere in campo politiche di prossimità per rispondere ai nuovi bisogni . Molti sforzi si sono fatti; basti pensare alle politiche sul lavoro di comunità attuate nel nostro Comune, alla riorganizzazione dei Quartieri e alla nascita degli uffici reti per favorire processi collaborativi nei territori. Più recente lo sforzo di rendere le Case della salute- nate per promuovere la medicina territoriale d’iniziativa-, Case di comunità, proprio per costruire soluzioni con la comunità, mettendo al centro la forza del territorio, delle relazioni sociali, dei legami e del valore dei contesti di vita, per puntare sull’invecchiamento attivo, sulla risorsa anziani, sulla domiciliarizzazione, e per porre al centro delle politiche urbanistiche e abitative la persona, la socialità, l’abitare solidale, la relazione, la collaborazione e la prossimità. Non ultima l’attenzione sul lavoro di cura, e sulla qualità del lavoro di cura e il sostegno ai caregivers come elementi fondamentali per affrontare le sfide che ci aspettano che oggi, come ben ha sottolineato l’Assessore, sono imminenti perché il lavoro di cura è fondamentale ma purtroppo è storicamente sotto pagato e non è mai stato né valorizzato né economicamente riconosciuto. Abbiamo in questa fase l’opportunità della co-programmazione e della co-progettazione con il terzo settore per immaginare e migliorare i servizi.
Del resto gli anziani e la longevità in generale, oggi ancor di più, dopo la pandemia e la crisi internazionale, sono un vero osservatorio perché ci aiutano anche ad avere uno sguardo sulla complessità sociale e sulle priorità d’intervento e perché, se vogliamo evitare che i divari e le disuguaglianze aumentino, il sistema sanitario universale va garantito e vanno sviluppati ulteriormente i servizi territoriali; ma questi sono anche gli elementi base dell’integrazione socio sanitaria e per farlo ci vogliono risorse. Occorre poi affrontare la sfida della demografia con la giusta attenzione alle tendenze migratorie, di cui avremo molto bisogno e lo abbiamo già, perché da un lato e spero sia chiaro a tutti, sono gli immigrati che oggi pagano in buona parte le nostre pensioni e dall’altro, sono necessari se vogliamo creare ricambio. Lo sappiamo, abbiamo bisogno di politiche sul sostegno alla genitorialita’, di migliorare le prospettive di futuro dei nostri giovani e di colmare, o meglio ribaltare, il divario generazionale, attraverso investimenti sul lavoro, sulla ricerca, sulla formazione, sulla scuola e sullo sviluppo, con politiche che tutelino tutti e non penalizzino i più bisognosi. Quindi lo sappiamo, ma è sempre bene ribadirlo, basterebbe ridurre significativamente l’evasione fiscale e tassare le rendite al livello della media europea. Invece succede che dal Governo viene proposta una legge di bilancio che va all’inverso, succede che il governo modifica il codice degli appalti, gravissimo, succede che sulla non autosufficienza non sono previste risorse adeguate, e succede che il travaglio continua con l’abolizione del reddito di cittadinanza dal 2024 e che almeno il POS e l’aumento del contante e l’abolizione non sono ancora passati.
Credo che sia arrivato veramente il momento di porre al centro la persona, i lavoratori, le lavoratrici e di promuovere politiche nazionali all’altezza della situazione e che saranno indispensabili per il raggiungimento e il perseguimento dei nostri obiettivi locali.
