Lunedì 19 ottobre 2020, il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta riguardo all’aumento dei poveri nella nostra popolazione per via dell’emergenza coronavirus.

Online è disponibile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta.

Gentile Presidente,
il Rapporto Povertà della Caritas, nel periodo maggio-settembre 2020, sottolinea come l’incidenza dei “nuovi poveri” per effetto dell’emergenza Covid sia passata dal 31% al 45%: “quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta”. Tra le persone che chiedono aiuto alla Caritas, aumentano le famiglie con minori, le donne e i giovani, ma anche “tanti piccoli commercianti e lavoratori autonomi”.

Nel periodo di grave crisi che stiamo vivendo, sanitaria e sociale, l‘impatto della pandemia sull’economia è enorme. Nel 2009, la contrazione del PIL è stata del 4,5%, oggi Eurostat stima una diminuzione al 14% del Pil a livello europeo, la più significativa dal dopoguerra ad oggi, e a fine anno si stima che la diminuzione sarà dell’8%, il doppio del 2009.

In tutta Europa, milioni di cittadini hanno perso il lavoro, persone che si sono ritrovate improvvisamente senza un reddito. Il meccanismo europeo SURE di sostegno al lavoro, dotato di 100 miliardi di euro, è una delle misure più importanti a livello europeo per rispondere a una crisi violenta, ma lo strumento più potente sarà il Next Generation EU (di 750 miliardi) e gli Stati europei saranno chiamati a preparare Piani ambiziosi di ripresa e resilienza.

La situazione che stiamo vivendo è molto seria e, come Amministratori, abbiamo tutti una responsabilità storica.

Non dobbiamo sprecare quello che abbiamo ottenuto negli ultimi mesi e dobbiamo essere capaci di sostenere le persone in difficoltà, anche attivando fondi dedicati, utili a sostenere le spese più urgenti (affitto degli immobili, rate del mutuo, utenze) e a far ripartire le attività e l’economia delle città, per tutelare diritti e coesione sociale.

Stiamo assistendo a una nuova esclusione che riguarda le persone che hanno perso il lavoro. A Bologna, possiamo e dobbiamo costruire un Piano di azioni (concrete) per l’inclusione socio-lavorativa. Alcuni progetti vanno in questa direzione. Penso alle clausole sociali per l’inserimento lavorativo di persone in situazione di svantaggio, all’Albo Metropolitano di aziende inclusive che sostiene le imprese profit che praticano la responsabilità sociale, al Patto per il lavoro per dare risposta ai cittadini. Come anche la nuova proposta di Fondo di Comunità che punta a un’idea di città inclusiva, in grado di promuovere responsabilità diffusa e partecipazione dei cittadini.

Dobbiamo superare questa fase difficile in modo solidale, insieme: cittadini, Comuni, Regioni, Stati e Unione Europea. Serve solidarietà a tutti i livelli, una collaborazione europea e locale, estesa a tutti i cittadini.

E le città, Bologna e i suoi cittadini, possono e devono essere protagonisti della sfida che abbiamo di fronte, non solo per la risposta alla crisi ma anche per il futuro della nostra società.