Lunedì 24 giugno 2019 la consigliere comunale PD Elena Leti è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale sull’accessibilità dell’aeroporto Marconi di Bologna.

Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta. Online è inoltre disponibile il relativo comunicato stampa.

“L’Aeroporto di Bologna non le ha fatte volare!”. Così si legge sul post di Facebook, riportato poi da tutti i quotidiani locali, di due sorelle Elena e Chiara entrambe in carrozzina alle quali è stato negato l’accesso all’aereo in partenza per l’Irlanda. Episodio che si era già verificato due anni fa.

Questa contingenza ci riporta subito alla mente come, l’accessibilità è un diritto alla persona. E’ un elemento indispensabile alla vita dignitosa e sociale ed alla sua sopravvivenza, l’accessibilità (nelle sue declinazioni di mobilità, orientamento, raggiungibilità, usabilità, comprensibilità e facilità d’uso, autonomia, sicurezza e piacevolezza) deve essere attuata anche in mancanza di un apparato normativo o in presenza di una legislazione insufficiente o carente.

Fino a poco tempo fa, e in alcune aree del paese succede ancora, l’invisibilità sociale e politica delle persone con disabilità, dovuta a discriminazioni ed emarginazione, dovuta spesso alla mancanza di opportunità e alla possibilità di autorappresentazione, si alimentava anche attraverso la realizzazione di spazi fisici separanti, escludenti e ghettizzanti attraverso il ricorso all’assistenzialismo e alla confusione tra assistenza e servizi.

Oggi sono stati fatti tanti passi avanti, ma questo fatto ci dice che anche nella civilissima Bologna occorre fare ancora molto. Far rispettare i dispositivi normativi, e nello specifico le nome tecniche per l’accessibilità, che costituiscono una premessa e condizione necessaria per diffondere la cultura dell’integrazione e ancor più dell’inclusione, non sono abbastanza. Occorre un cambiamento culturale.

La città di Bologna da molto tempo lavora in questo senso. Attraverso un lavoro trasversale che coinvolge tutte le deleghe e gli assessorati coinvolti nell’operato dell’amministrazione, il Disability Manager e tutte le associazioni che a vario titolo sono implicate, cerca di interpretare il concetto di disabilità proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che evidenzia come si intendono per disabili, non solo coloro che hanno disabilità cognitive e fisiche dalla nascita, ma anche coloro che, nel corso della loro vita hanno avuto “limitazione funzionali”.
A Bologna ad esempio (secondo dati Istat), parlando delle fasce anziani più fragili con più di 80 anni, si raggiungono percentuali del 42,7% che evidenziano limitazioni funzionali.

Da qui la proposta dell’Assessore Lombardo di candidare il Comune di Bologna alla prossima edizione del Premio Europeo per le Città Accessibili che sarà bandito dalla Commissione Europea nella primavera 2020. Una scelta che prevede la presentazione di una candidatura collettiva di comunità, che vede coinvolto il mondo dell’associazionismo, del terzo settore, enti pubblici, mondo accademico, cooperative sociali, mondo produttivo del lavoro e dell’impresa.
Detto questo l’episodio avvenuto all’Aeroporto di Bologna ci evidenzia che nella quotidianità della vita, coloro che hanno delle disabilità spesso faticano a vale valere i loro diritti.

L’Aeroporto di Bologna appena avvenuto il fatto attraverso un comunicato stampa, comunica che le attività di accettazione dei passeggeri non sono effettuate dal personale dell’Aeroporto ma da società terze che operano e per conto delle compagnie aree. Ma che intende verificare che le suddette compagnie aeree abbiano assunto comportamenti non coerenti con le procedure previste per l’imbarco di passeggeri con disabilità. Leggendo poi altre notizie sembra di capire che probabilmente le ragazze non hanno seguito tutte le procedure necessarie per potersi imbarcare.

Ma anche se così fosse, non è necessario forse fornire un assistenza più puntuale a tutti coloro che per imbarcarsi su un aereo devo seguire particolari procedure?
E come è stato detto anche dall’assessore Lombardo se le procedure previste per la richiesta per quel tipo di prenotazione non sono state correttamente adempiute come si fa a farlo in una modalità che permetta poi alle persone di poter viaggiare? Se invece ci sono state delle inadempienze da parte delle società aeroportuali o delle compagnie aeree come si fanno a sanzionare questo tipo di inadempienze? Qualche risposta dovremmo darla.