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18 Gennaio 2010

proprietą e governo pubblico dell'acqua

OdG n. 31/2010 Presentato da Marco Lombardelli, Consigliere del Gruppo PD
Approvato dal Consiglio comunale

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ORDINE DEL GIORNO PER CHIEDERE AL PARLAMENTO IL MANTENIMENTO DEL GOVERNO PUBBLICO DEI SERVIZI IDRICI E DELLA LORO GESTIONE ATTRAVERSO SOCIETA' A MAGGIORANZA PUBBLICA

Il Consiglio Comunale di Bologna


Premesso che

l'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e che la sua fruibilità costituisce un diritto inalienabile di ogni cittadino;

la risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 dichiara "l'acqua come un bene comune dell'umanità" e chiede che siano prodotti tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinché "la gestione delle risorse idriche si basi su una impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale ed in modo democratico"

la deliberazione del Parlamento Europeo dell'11 marzo 2004 già affermava che "essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno" e che in nessuna disposizione degli organi dell'UE viene sancito l'obbligo per le imprese pubbliche, interessate all'eventuale erogazione, di trasformarsi in società private;

Premesso inoltre che

 la Camera dei deputati ha votato la fiducia al Governo sul decreto "salva- infrazioni" che contiene la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la gestione dell'acqua, con il voto di 590 deputati su 630 e il governo ha ottenuto 320 sì, contro i 270 no dell'opposizione;

 ancora una volta - facendo ricorso al 26° voto di fiducia in poco più di un anno e mezzo - il Parlamento è stato espropriato del proprio ruolo;


 le motivazioni di urgenza addotte dal Governo sono assolutamente pretestuose producono l'estromissione delle Regioni da materie che gli competono così come scritto in Costituzione e hanno di fatto privato i Comuni della possibilità di scelta senza riconoscere le differenze che esistono sul territorio e penalizzando gli enti locali più virtuosi;

 il provvedimento tocca un aspetto fondamentale della vita dei cittadini e delle comunità locali, e su questo il dibattito parlamentare è indispensabile per evitare che gli affari e gli interessi di pochi prevalgano sulla necessità di tutti;

 anche la Lega Nord, pur con qualche timido distinguo, alla faccia del tanto sbandierato federalismo ha avallato l'impostazione centralistica del governo



Esprime

la più ferma contrarietà ai contenuti della Legge, che comporterà entro due anni la cessione di tutto il comparto idrico pubblico ai privati o a società miste nelle quali l'eventuale partecipazione pubblica dovrà risultare minoritaria (non superiore al 30%);


Chiede

che la decisione assunta venga revocata, restituendo al Parlamento il potere e il ruolo che gli spetta, confermando la proprietà pubblica e la gestione pubblica o a maggioranza pubblica dei servizi idrici, esperienza questa che, in Emilia-Romagna ha consentito di realizzare reti e impianti all'avanguardia, di estendere il servizio idrico pubblico anche in aree dove la sola valutazione economica ne avrebbe impedito l'estensione, con costi tra i più bassi d'Italia;


Sollecita

in questo senso, un forte e coerente impegno di tutti i parlamentari emiliano romagnoli, a tutela e salvaguardia di una prassi amministrativa e di governo che - nella piena responsabilità delle comunità locali - ha consentito di realizzare avanzati standard qualitativi e economicità delle gestioni.


Invita

la Giunta del Comune di Bologna a sollecitare il Governo affinché si renda disponibile a riaprire la discussione su un tema così rilevante per la vita dei cittadini;

la Giunta del Comune di Bologna a valutare ogni iniziativa, compresa l'eventuale verifica di sussistenza degli estremi per l'impugnazione del provvedimento (Art. 15 del DDL 135/09) in sede costituzionale o a livello europeo.

Ribadisce

La necessità di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica rivendicando l'autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli Ato e degli Enti Locali
Auspica
che nello Statuto del Comune trovi spazio un esplicito riconoscimento del diritto all'acqua potabile in quanto bene pubblico ad accesso universale.

Presentato da Marco Lombardelli


Sottoscritto da Roberto Sconciaforni, Salvatore Lumia, Libero Mancuso, Paolo Natali

Approvato nella seduta di Consiglio del 18 gennaio 2010

24 voti favorevoli (PD - IDV - RIFCO - GUAZ.BO)
4 voti contrari (PDL)
2 astenuti (LEGA N. - GRILLO)
assenti (SIN.BO - ALF.CA - BO.CAP)